SotAlaZopa 2017 a Tonadico (TN): fotogallery, reportage e scaletta

Articolo di Serena Bressan | Foto di Matteo Scalet

I festival di fine estate sono sempre un terno al lotto. Il maltempo è sempre un rischio da tenere in gran conto per gli organizzatori, basti pensare a cosa è successo all’Home Festival di Treviso quest’anno. La musica sembra andare in secondo piano, rispetto alla necessità di garantire uno spettacolo degno e sicuro al pubblico. I grandi eventi musicali sono anche questo: difficoltà gestionali, fango, pioggia, attese, scelte difficili. Ma, tutto questo fortunatamente si dimentica dopo la prima nota suonata, il primo ballo sfrenato, il primo canto a squarciagola. La musica non rischierà mai di andare in secondo piano, finché gli amanti del rock non si scoraggeranno di fronte alle avversità, pur di godersela. E questo è successo al SotAlaZopa 2017. Venerdì 15 e sabato 16 settembre si è tenuta a Primiero (TN), in località Tonadico, la nona edizione dell’ormai celebre SotAlaZopa Mountain Rock Festival. Sono state oltre 1.500 le persone accorse sulle Dolomiti nei due giorni di festival. Questo a testimonianza della buona proposta musicale ed artistica che ha raccolto sotto le Pale di San Martino il pubblico delle grandi occasioni, nonostante la pioggia che si è abbattuta venerdì sera sull’area concerti.

Il SotAlaZopa o SAZ, come ormai è conosciuto grazie all’associazione organizzatrice Aguaz, è un festival diverso dagli altri. Un festival a cui partecipi anche se l’headliner non è proprio il tuo gruppo preferito. Perché? Perché è un luogo magico, dove le montagne si impregnano di arte e di senso di accoglienza per un fine settimana. Un borgo montano che si trasforma in un posto dove musica, cultura, amore per il territorio ed eco-sostenibilità diventano protagoniste. Questa nona edizione è stata carica di emozioni. Un’edizione che ha visto come protagoniste band del calibro degli americani We are Scientists e ha ospitato l’ultima data dei tour estivi di Zen Circus e Fast Animals and Slow Kids. Tre esibizioni molto diverse tra loro che hanno radunato sotto il palco un pubblico numeroso. Si è partiti con il cuore, l’energia e l’esperienza più che decennale dei toscani Zen Circus venerdì sera, per poi passare sabato al rock emozionato dei Fast Animals and Slow Kids e all’eccezionale carisma ed esperienza dei newyorkesi d’adozione We are Scientists, che hanno donato all’evento un respiro internazionale.

Fra gli altri gruppi che hanno reso l’evento rock montano ancora più spettacolare anche l’interessante progetto e il genuino talento di Wrongonyou, che è stato anche recentemente protagonista di Primavera Sound e Home Festival. Del cantautore romano sentiremo sicuramente ancora parlare, in attesa del nuovo disco. Senza dimenticare la performance dalle sfumature elettroniche della band bolognese Tersø. Il successo del SotAlaZopa è stato garantito, quindi, da una line-up che ha privilegiato una certa eterogeneità nella scelta musicale, mai dimenticando l’obiettivo principe della qualità e del divertimento. Tra le band che sono state ospitate, il pubblico ha accolto anche l’esibizione dei gruppi di UploadSounds, la piattaforma musicale dell’Euregio. I tre artisti del concorso Upload che si sono esibiti a Tonadico sono stati i trentini Hirsch Cave, gli altoatesini Ferbegy? e i tirolesi Die Wohngemeinschaft. E ancora la “Rassegna cantautori – Unplugged SAZ”, tenutasi il sabato pomeriggio, che è culminata con le esibizioni del cantautore Tobjah, già voce e anima dei C+C Maxigross, e dell’onirica artista sudamericana trapiantata a Berlino Alice Phoebe Lou, che sta spopolando sui palchi del Nord-Europa. A chiudere la manifestazione, infine, la battle rap gestita dal giovane collettivo Ostrich Mafia.

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Il piovoso venerdì non ha di certo scoraggiato né il pubblico né i toscani Zen Circus, più positivi e soddisfatti che mai e pronti a far tappa in Primiero per l’ultima data del tour battezzato “La terza guerra mondiale”. Uscito l’omonimo album nel 2016, Appino e soci hanno preso definitivamente posizione e scritto senza timori, gettando nella mischia il cieco campanilismo di provincia con “Pisa Merda” e le liriche tutt’altro che buoniste prese dai social media con “Zingara”, pezzo tremendamente intelligente ed attuale. «Il tour de “La terza guerra mondiale” è stato strepitoso, il più bello della nostra carriera. Non potevamo chiedere di meglio – hanno affermato Andrea Appino e Massimiliano “Ufo” Schiavelli. Il SotAlaZopa è un festival diverso, immerso nella natura. Per noi è strano. Di solito suoniamo in contesti urbani o anche industriali, con i palchi montati in grandi piazzali: ormai la musica è relegata a questi non luoghi. Qui ci troviamo sempre bene. Ormai stiamo annettendo anche il Trentino… ci manca solo la Val d’Aosta!». La positività e la carica degli Zen è stata sparata direttamente sul pubblico, che se ne è totalmente fregato del maltempo. Gli Zen sono un gruppo finalmente bello a 360°, intelligente e “maturo” (anche se a loro questo aggettivo non piace). E la gente lo percepisce a 360°.

Il sabato è stata invece la volta dei We are Scientists, gruppo indie rock proveniente da New York, con origini californiane. “Helter Seltzer” è il loro sesto album, anticipato dal singolo “Buckle”. Questo disco risulta fedele al sound che li ha fatti conoscere e imporre al pubblico mondiale sin dai primi anni 2000, sul quale però gli We are Scientists di oggi sono intervenuti con accenti più marcatamente pop. Il loro stile elegante, quasi britannico, è andato a braccetto con lo spirito rock che li contraddistingue. Ed è valsa la pena esserci anche solo per quella chitarra suonata contro il metallo delle balaustre del palco. «È stato davvero divertente suonare a questo festival – hanno confermato Keith Murray e Chris Cain, chitarrista e bassista dei We are Scientists. Tutte le persone che abbiamo incontrato sono state calorose con noi e la location che ci ha accolto, fra le bellissime Dolomiti, è da togliere il fiato: è tra i posti più belli in cui abbiamo suonato in dieci anni di carriera».

Gli americani sono stati accompagnati sul palco principale da una delle band alternative rock più acclamate della penisola, ovvero i perugini Fast Animals and Slow Kids, anche loro al termine del tour estivo per la presentazione del nuovo disco di inediti “Forse non è la felicità”. La gente in delirio, la voce di Aimone Romizi a graffiare l’aria e un fiocco rosa attaccato in backstage, perché al bassista Jacopo Gigliotti è nata una figlia il giorno prima del live. «Il SotAlaZopa sta diventando un appuntamento incredibile che attendiamo ogni anno con trepidazione. Il nostro bassista è diventato padre venerdì scorso e questo ci ha donato ancora più emozione e carica per terminare il tour – hanno concluso i Fast Animals and Slow Kids -. Un evento come questo, organizzato da un’associazione di volontari, è una sfida continua. Ma, il nostro augurio è che loro non mollino e che il SAZ continui ad esistere».

Quale miglior augurio per la decima (possibile) edizione del festival nel 2018? Dai, la musica non si ferma mai.

Clicca qui per vedere le foto di We are Scientists + Fast Animals and Slow Kids a Tonadico (TN) (o sfoglia la gallery qui sotto).

Scaletta The Zen Circus

1. La terza guerra mondiale
2. Vent’anni
3. Non voglio ballare
4. Andate tutti affanculo
5. Ilenia
6. Pisa merda
7. L’amorale
8. L’anima non conta
9. Vecchi senza esperienza
10. Mexican Requiem
11. Ragazzo eroe
12. La democrazia semplicemente non funziona
13. Figlio di puttana
14. Canzone di Natale
15. L’egoista
16. Viva

Scaletta We Are Scientists

1. Cash Cow
2. Chick Lit
3. Rules Don’t Stop
4. Nobody Move, Nobody Get Hurt
5. Buckle
6. Dumb Luck
7. Inaction
8. Sprinkles
9. In My Head
10. This Scene is Dead
11. Make It Easy
12. It’s a Hit
13. I Don’t Bite
14. Textbook
15. Classic Love
16. Nice Guys
17. Headlights
18. The Great Escape
19. After Hours
20. Too Late

Scaletta Fast Animals and Slow Kids

1. Coperta
2. Calci in Faccia
3. Giorni Di Gloria
4. Tenera Età
5. Ignoranza
6. Abete
7. Montana
8. Mariantonietta
9. Te Lo Prometto
10. Come Reagire Al Presente
11. Il Mare Davanti
12. Annabelle
13. A Cosa Ci Serve
14. Forse Non è La Felicità

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