SotAlaZopa 2015: il racconto e le foto del festival di Tonadico (Trento)

Foto di Matteo Scalet | Articolo di Giada Maerjld

Day 1 (11 settembre)

Il tempo passa per tutti, ed anche il SotAlaZopa è arrivato alla VII edizione. Questi anni si vedono tutti per chi, come me, lo vede crescere da lontano, tornando anno dopo anno per ritrovarlo più grande e maturo.
I cancelli del grande prato ai piedi delle Pale di S Martino si aprono il venerdì alle 18.00. L’estate è proprio drasticamente finita, ricoperti di maglioni e sciarpe raggiungiamo l’area ma veniamo subito catturati da un intenso profumo di cibo e decidiamo di inaugurare il festival con canederli, spatzle e vino rosso mentre godiamo in sottofondo della compagnia di Noirève seguita dai The Lads.
Finalmente riesco a dirottare tutti dagli stand di frittelle e porchetta ai concerti che quest’anno sono leggermente separati. Iniziamo con una capatina alla zona chillout (progettata durante il workshop di architettura che precede ogni anno il festival e poi realizzata con materiali di recupero) dove, non per fare i vecchi e pigri, ma si sta così bene che i Sad Side Project li ascoltiamo da lì, un gruppo rock-blues romanaccio e simpatico.
Ad un certo punto, però, le mie orecchie sono catturate da un elettronica pulitissima e una voce pungente. Mi lancio sotto il palco chiedendo a destra e sinistra chi sono queste… sono le I’m not a Blonde il cui nome prosegue con but I’d love to be Blondie ed è amore al primo ascolto. E’un progetto nuovo, di due musiciste complete (magari qualcuno ricorda i 2pigeons) da seguire assolutamente.

Dovranno comunque dividersi il mio cuore coi Verdena (leggi la nostra intervista) che poco dopo saliranno sul palco. A livello personale è difficile spiegare l’emozione nel sentire un gruppo che segui da quindici anni suonare a casa tua, in un prato dove da bambina facevi le capriole.
A livello “tecnico” il concerto è pieno di Endkadenz vol. 1 e dei suoi mille suoni dove l’isteria di Alberto sfoga sempre in un po’ di tensione che ormai è parte del gioco. Del vol. 2 ci regalano per ora solo il nuovo singolo “colle immane” il resto come spiegava Luca prima del concerto è in preparazione. Tutto questo, ovviamente, annaffiato da molto passato da cantare a squarciagola mano nella mano con le tue amiche perché “settembre, lo sai, ci porterà viaaaaa, con seeeeee”. Quanto romanticismo!!!! Stanchi e soddisfatti, un paio di brulè e chiacchere dopo ci avviamo verso casa, con un guizzo (molto breve) di gelosia per chi continua la serata al free camping.

L’articolo continua dopo la fotogallery

Day2 (12 settembre)

Il sabato la sveglia suona relativamente presto. Il cuore della festa, infatti, si sposta per le vie del paese di Tonadico dove pulsa in un mix divertente di tradizione, musica, cultura e … alcool… si e tanto alcool. Il sole bacia i belli e il saz è bellissimo, così abbiamo la fortuna di poter trottorellare tra una piazza e l’altra. Degustiamo un ottimo pranzo nostrano e guardiamo incantati dei baldi giovani dare prova di un ottimo baricentro sulla slackline con in sottofondo dei sempre lieti vinili anni ’50 (che, secondo me, dovrebbero sempre chiudere i festival perché portano balli e come dire… convivialità).
Decido di portare  velocemente i miei compagni di viaggio, che non conoscono il paese, lungo un sentiero che da una chiesetta offre una vista totale della valle sottostante e dal festival arrivano le prove dei FASK che suoneranno quella sera. Siamo pronti. Prima però, decido di fare un salto al palco che ogni anno offre piacevoli sorprese, quello dei cantautori. A mio parere, questa volta, nessuno brilla particolarmente, rimane nella memoria Johnny Fishborn, bella voce, bei suoni e bellino pure lui.

Il sole scende, il freddo torna a pungere il naso ed è ora di tornare al festival con la seconda rivelazione per questa edizione, gli Anthony Laszlo: testi diretti e demenziali, energia da vendere. L’impressione quando finiscono è quella di aver sentito almeno dieci persone fare casino su quel palco….. in realtà sono solo due. (tornando a casa, giorni dopo, ho sbirciato pure i loro video su youtube: da vedere!).
Dopo tocca ai Curly Frog & the Blues Bringers, su cui riponevo grosse aspettative essendo un amante del genere. Non sono male e balliamo tutto il tempo, ignorando l’ego del cantante che tende a straripare dal palco. Scappiamo a prendere una birra e beh, con la scusa del bagno, anche degli orecchini dai ragazzi dei banchetti.
Nel frattempo iniziano A Toys Orchesta, dei ragazzi (e ragazza, tra l’altro splendida) che penso sempre non abbiano il successo meritato. Un gruppo che sa giocare con elettronica, indie, pop e che supera i confini italiani per qualità e voglia di sperimentare.


Il tempo con loro vola ed è subito tempo per i Fast Animals & Slow Kids di spaccare tutto. Mi avevano avvertito in molti che dal vivo sono uno spettacolo. “Ciao siamo i fask e veniamo da Perugia”, il mio amico di Assisi sbuffa, pare ci siano vecchi attriti tra le due città, ma alla prima nota è già partito verso il pogo. Hanno una fisicità unica sul palco, vola sudore e sangue (dai non sangue vero, sanguignità diciamo) finchè, in maniera totalmente inaspettata parte “Territorial Pissing” dei Nirvana…. E pare davvero di stare tra amici. Ci lanciamo nel pogo, perché non se ne può proprio fare a meno e sono davvero molto felice di scoprire, a fine concerto, che sono piaciuti anche a chi non li conosceva prima.
Ammetto che decido di saltare totalmente gli  ohh ohh ohh. E’ ora di tornare a casa. Il giorno dopo quando mi sveglio prima di uscire per prendere il bus che mi riporterà a casa volgo lo sguardo verso quel prato ormai vuoto…..  piove forte e penso ai ragazzi che staranno smontando tutto. Vorrei un po’ ringraziarli per essersi presi la briga di fare tutto questo, ringraziarli per i ricordi i lividi, gli hangover, le chiacchere, le rimpatriate, le risate, la musica che mi hanno regalato anche quest’anno! Alla prossima!

VERDENA – scaletta SotAlaZopa 2015

Alieni fra di noi
Un po’ esageri
Colle immane
Loniterp
Lui gareggia
Rossella Roll Over
Contro la ragione
Derek
Il Gulliver
Nevischio
Angie
Puzzle
Scegli me (Un mondo che tu non vuoi)
Ovunque
Muori delay
Rilievo
– – – – – – –
Elefante
Don Calisto
Funeralus

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