Sognare è rock! CARMEN CONSOLI: foto e reportage del concerto di Desio

Articolo di Roberta Ghio | Foto di Eleonora Stevani

Dal palco immerso nel rigoglioso verde del Parco Tittoni di Desio, a ridosso delle austere linee neoclassiche dell’omonima villa, Carmen Consoli dà il via al suo tour estivo, in una serata in cui il caldo non si fa troppo sentire e anche l’annunciata pioggia e le zanzare risultano piacevolmente assenti.

Ad aprire la serata, nella luce del primo imbrunire, Diodato, accompagnato dai suoi musicisti. Look nero illuminato dalle fantasie bianche della camicia abbottonata fino al collo, con il suo viso pulito, timbro preciso e presenza scenica, imbraccia la chitarra e richiama a sé anche i più lontani presenti nella venue, proponendo un viaggio in una decina di tappe attraverso la sua discografia. Si inizia con la malinconica Ubriaco, alla quale seguono brani che hanno un sapore confidenziale: sull’incedere incalzante e allegro Di questa felicità, ci rivela di non avere più paura di essere felice, mentre nella soffice e triste Patologia, sussurrata su chitarra e tastiere, mi sento meno sola, per le mie manie di ordine compulsivo. Ci si diverte sul pop rock di Ma che vuoi, in cui Diodato crea un allegro dialogo con il pubblico, chiamando il numero dei battiti di mani in linea con gli accordi che arrivano dal palco. Arriviamo al presente, quello più attuale, ascoltando per la prima volta live – per lo meno io – Commerciante, il nuovo singolo che anticipa l’uscita dell’album prevista per fine anno.

Il tempo di un veloce cambio strumentazione ed eccola arrivare, la cantantessa. Sola, avvolta nel buio della scenografia naturale, ci svela la sua mise durante i sussurrati saluti di inizio concerto: capello sciolto con qualche onda, vestito blu al ginocchio, leggero tacco e come tracolla non una borsa griffata, ma la sua chitarra elettrica. Eleganza e femminilità innata che, senza alcuna ostentazione, invadono la platea di cui ormai non si riesce a scorgere la fine. Il live inizia con L’ultimo bacio, dall’arrangiamento minimale, sul quale viene naturale chiudere gli occhi e lasciarsi cullare, avvolti dallo stile vocale unico e senza eguali della Consoli. Ma il risveglio è brusco. In un attimo la band è ai propri posti e scoppia la potente Per niente stanca, dal suono pieno, al retrogusto orientaleggiante, cui segue la bomba elettrica, a tratti urlata Besame Giuda, in cui la grinta e la carica di Carmen non impediscono la nascita di un largo sorriso che le illumina il viso, nel vedere macchie di pubblico che, saltando a braccio alzato, cantano a squarciagola la denuncia di chi partecipa al testo. Dalla grave Mio Zio, di cui ricordo ancora il gelo nel sangue al primo ascolto, che si rinnova ogni volta insieme alla rabbia, alla calma rumba che introduce Fiori d’Arancio.

Il live è un saliscendi di arrangiamenti potenti per brani che hanno fatto parte della nostra colonna sonora, noti anche a chi non segue da vicino l’artista catanese. Brani scritti con un vocabolario consapevole, ricercato, ma accessibile. Brani che trattano temi mai banali, in cui con credibilità Carmen porta avanti il proprio pensiero, con uno stile graffiante, fatto di ironia e coraggio, eseguiti a Desio con una band che trasmette sintonia, coesione e che supporta egregiamente la cantantessa. La Consoli lato suo, non si risparmia, è potente sia dal punto di vista vocale sia “elettrico”. Ma anche nei momenti più rock, non perde mai classe ed eleganza, anzi, quando qualche ciocca di capelli va a coprirle il viso, acquista una bellezza ancora più intensa. Perfetta.

Si prosegue, nel passato sempre presente per contenuti, come la denuncia sull’impoverimento che ci circonda di AAA Cercasi o le attesissime e cantatissime Parole di Burro e In bianco e nero, con tanto di ovazione al verso che cita la “raggiante Catania”. Chiudono la prima parte del live Confusa e felice e Venere. Il rientro sul palco è in solitaria, accompagnata solo da Massimo Roccaforte alla chitarra; ora finalmente Carmen si lascia andare a qualche chiacchiera in più: “è una serata da ricordare” dice, e dopo averci raccontato di sé e del “picciriddu”, ci dà un suo pensiero, che mi trova pienamente d’accordo: “Oggi, sognare, è rock!… E allora sogniamo!” Veniamo abbracciati da una intima BluNotte, in cui mi ritornano in mente le parole di Diodato, circa il non essere all’altezza e il senso di inadeguatezza. E mi sento, ancora una volta, meno sola. Conclude la serata Amore di Plastica, con la band al completo. Tuttavia prima di questo brano decido di spostarmi, voglio una visione d’insieme, mi metto sulle scale di accesso al parco in posizione rialzata. E il colpo d’occhio è mozzafiato: non ci sono monitor a riprodurre immagini e la scenografia è semplice, ci sono solo giochi di luce. Ma da sotto il palco fino a fine platea, Carmen, come una sirena rock, cattura e rapisce tutti coloro che riesce a raggiungere. Mi godo lo spettacolo di un mare che, all’unisono, canta “Volevo essere più forte di ogni tua perplessità” e vengo colta da un senso di invidia – di quella buona – verso gli artisti. Invidio chi ha un’arte tale da riuscire in un solo colpo a trasmettere sé stessi e unire le persone, facendole emozionare. La potenza della Musica con la M maiuscola. La potenza di una Donna con la D maiuscola. E ricordiamoci: sognare è rock!

Clicca qui per vedere le foto di Carmen Consoli a Desio (MB) (o sfoglia la gallery qui sotto).

DIODATO – La setlist del concerto di Desio

Ubriaco
Mi fai morire
Di questa felicità
Amore che vieni, amore che vai
Patologia
Mi si scioglie in bocca
Per la prima volta
Ma che vuoi
Commerciante
Adesso

CARMEN CONSOLI – La scaletta del concerto di Desio

L’ultimo bacio
Per niente stanca
Besame Giuda
Mio zio
Fiori d’Arancio
AAA Cercasi
Contessa Miseria
L’ abitudine di tornare
Parole di burro
In bianco e nero
Geisha
Fino all’ultimo
Sentivo l’odore
Confusa e felice
Venere

BluNotte
Quello che sento
Amore di plastica

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