Se i METRONOMY fanno estate più del Festivalbar: foto e reportage del concerto di Milano

Articolo di Chiara Amendola | Foto di Oriana Spadaro

Il Magnolia di Segrate (MI) per me resta uno dei club migliori per ascoltare musica dal vivo, non mi riferisco ovviamente alla qualità dell’acustica, né a quella dell’alcool, ma all’atmosfera malinconica ed evocativa. Un’esperienza che raggiunge livelli apotetici quando a esibirsi è una band che sembra arrivata a bordo di una Delorean direttamente dagli anni 80.

I Metronomy sono accolti tutt’intorno da lanterne luminose, profumo di pini e birra spillata, quanto basta per azzerare qualsiasi pensiero nocivo della settimana e assaporare appieno la libertà di un venerdì sera che annuncia il solstizio d’estate.

Come in un party ideale di inizio stagione il concerto parte con “The end of you too”, pezzo apripista perfetto. Il pubblico si scalda, il tempo sembra sospeso, non esistono generazioni, trend, mood of the day, disagio e persino telefoni cellulari, la folla si lascia trascinare dai suoni elettropop dimenticando tutto ciò che è fuori.

“Hearbreaker” e “The bay” convincono anche i più reticenti ad avvicinarsi alla zona stage, è tutto un synth propulsivo, acquoso e funk, lo show si carica e la band inizia a scatenarsi tra colori psichedelici, chitarre, percussioni e tastiere.

Mi ritengo un’appassionata maniaco compulsiva degli anni 80 e dell’ indie-pop, dunque i Metronomy rappresentano un po’ la sintesi delle mie “debolezze” musicali. Ciò che ho sempre apprezzato di questa band è l’atteggiamento, il riuscire a mantenere inalterate le sontuose inflessioni sonic a livelli relativamente bassi di “superstar”, che tradotto vuol dire pochi fronzoli e tanto contenuto. Dopo averli finalmente visti dal vivo, mi sono resa conto che la loro determinazione a stare lontani dai riflettori, spesso scomodi, della musica contemporanea, è del tutto intenzionale.

“Reservoir” ha qualcosa di romantico, tant’è che tutto intorno vedo spuntare le prime effusioni. Inizio a pensare che i gestori dei club debbano seriamente prendere in considerazione l’idea di istituire un’area riservata così come esistono nei parchi per i bambini e i cani. Ciò che voglio dire è che non siamo da Celine Dion dove tutto è concesso, sarebbe bello potersi concedere i propri spazi ondeggiando col mio gin tonic senza inciampare ripetutamente in una coppietta che evapora endorfine.

Tutta colpa del repertorio dei Metronomy che senza dubbio risulta insolitamente romantico. Il loro stile è un’aura trasudante di ricordi riprodotti su un tema musicale abbastanza dancefloor, irresistibile e poliedrico.

L’attesissima “The Look”, sul finale, assume quasi una vita propria, un inno che, secondo il mio parere, in un universo parallelo sarebbe stato al n. 1 per quattro anni di seguito nelle classifiche mondiali. Stasera, la sua linea synth ed elettronica è più catchy del solito, il parterre si anima, sembra di essere in un’altra dimensione.  Nessun encore ma tutto si sussegue senza sosta, “You could easily have me” chiude il magnifico concerto lasciando i presenti con qualcosa da dire, è ancora troppo presto per andar via.

Happy ending: sicuramente colpa delle circostanze. Un tipo sulla quarantina, dalla faccia pulita, in polo rossa e shorts color sabbia, probabilmente ispirato dal sapore retrò del contesto, e senza dubbio Non Normale, mi si avvicina dicendomi di essere alla ricerca di una donna con cui metter su famiglia.

Dunque si, voglio ringraziare i Metronomy anche per essere stati in grado di redimere un eterosessuale dimostrandosi sicuramente più efficaci del servizio di leva obbligatorio.

E siamo solo all’inizio dell’estate.

Clicca qui per vedere le foto dei Metronomy a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

Metronomy

Metronomy – La setlist del concerto a Milano

  1. The End of You Too
  2. Heartbreaker
  3. The Bay
  4. Everything Goes My Way
  5. She Wants
  6. Whitsand Bay
  7. Wedding Bells
  8. Reservoir
  9. Walking in the Dark
  10. Lately
  11. Insecurity
  12. Boy Racers
  13. Old Skool
  14. Trick or Treatz
  15. Love Letters
  16. Salted Caramel Ice Cream
  17. The Look
  18. You Could Easily Have Me

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