SCORPIONS: il racconto del concerto di Milano e le foto del live di Trieste

Articolo di Matteo Pirovano (Milano) | Foto di Emanuela Vigna (Trieste)

Here I am, rock you like a Hurricane!
Queste le ultime parole urlate al microfono da un non più giovanissimo Klaus Meine prima di ricevere la sacrosanta ovazione del pubblico del Mediolanum forum, al termine di un’esibizione rocciosa della sua band, quegli Scorpions che da 50 anni suonati seminano riff in ogni angolo del pianeta.

Il successo planetario di “Wind of change” ha sicuramente cambiato le loro vite, ma con esso è cambiata anche l’opinione generale che si ha di loro. Sono considerati erroneamente una band da ballads, ma in realtà non è che ne abbiano composte poi così tante. Gli Scorpions sono rock, dannatamente rock, e ne danno dimostrazione, una volta di più, in questa data milanese, parte di un trittico di shows italiani che li ha visti impegnati a Roma, Milano e Trieste.
Gli Scorpions ripartono dopo un mese di stop, reduci da un tour nord americano e canadese di 15 date.

Non so se per i 30 giorni di pausa ma la forma è invidiabile e la performance di stasera chirurgicamente perfetta. Sono tedeschi e l’affidabilità è senz’ombra di dubbio una loro qualità.
Meine ha un dono, gli dei del rock gli hanno conferito quel timbro, quella voce, e lui la utilizza in modo impeccabile per tutto lo spettacolo, le chitarre di Schenker (ma quante ne cambia??) e di Jabs si rincorrono per tutta la durata dello show intrecciandosi efficacemente in più occasioni mentre Maciwoda cesella il tutto con il suo basso. Alla batteria quel matto di James Kottak conferisce allo show il giusto pizzico di pazzia e simpatica “tamarraggine” (non a caso è il cognato di Tommy Lee).
La setlist strizza l’occhio alla produzione della loro intera carriera. Vengono eseguiti pezzi da tutte le decadi nelle quali la band è stata attiva (gli Scorpions settano convenzionalmente l’inizio della loro avventura nel 1965 sebbene il primo lavoro in studio arrivi solamente diversi anni dopo, nel 1972).

l’articolo continua dopo la fotogallery di Scorpions e Rhapsody of Fire

Annunciati da una sirena antiaerea eccoli irrompere sul palco tra le note della nuova, potente, “Going Out with a Bang”, dal testo decisamente auto referenziale. Un gran pezzo apri concerto.
Con le successive “Make it real” e “The Zoo” spostiamo le lancette indietro di 35 anni, all’indomani dell’uscita di “Animal magnetism”, ma si tratta solo di una tappa di un viaggio a ritroso nel tempo, sulla strada che porta ad un medley, composto da “Top of the Bill”, “Steamrock Fever”, “Speedy’s Coming” e “Catch Your Train”, alcuni tra i brani più amati del decennio ’70-’79, per la felicità dei tanti ultra sessantenni presenti questa sera, accompagnati da figli e talvolta anche nipoti. Il pubblico del Mediolanum Forum spazia dai quattordicenni agli over 60, d’altronde gli Scorpions hanno fatto da colonna sonora a generazioni intere, non c’è da stupirsi.
Un’altra canzone che sa di auto referenza è la recente “We built this house” che in molti passaggi del testo sembra parlare indirettamente della band.
Al termine della strumentale “Delicate dance”, suonata dai soli Jabs, Maciwoda,Kottak e da un chitarrista amico della band del quale non conosco l’identità (probabilmente un loro roadie), viene proposto un secondo medley, l’ultimo di serata, composto questa volta da sole ballads e, in questo frangente, abbiamo la fortuna di poter ascoltare due classici quali “Always somewhere” e “Send me an angel”.

Con il fischiettio più famoso del mondo hard rock arriviamo dunque alla celeberrima “Wind of change”, durante la quale si raggiunge la prevedibile apoteosi. Il consenso del pubblico è tale da coprire con il coro la voce amplificata di Klaus che, divertito, si posiziona sulla pedana centrale offrendo il microfono alle ugole della platea sottostante.

Ma quest’atmosfera rilassata dura davvero poco perché i ragazzacci di Hannover hanno in serbo per noi cartucce decisamente non a salve, quali “Rock’n’roll band”, “Dynamite”, “Crazy world”, “Blackout” e “Big city nights” prima del bis finale con il classico “Still loving you” e la già citata “Rock you like a hurricane” che suggellano una prestazione di assoluto valore e impeccabile professionalità, consegnando ai presenti lo show perfetto.

L’unico rammarico di serata è quello di non aver potuto godere della performance dei teutonici Gamma Ray, supporting act della sola data milanese, bloccati in Austria per problemi al loro tour bus. In tantissimi erano qui stasera, anche, per loro.

SCORPIONS – Scaletta 11 Novembre 2015 – Milano

Going Out with a Bang
Make It Real
The Zoo
Coast to Coast
Top of the Bill / Steamrock Fever / Speedy’s Coming / Catch Your Train
We Built This House
Delicate Dance
Always Somewhere / Eye of the Storm / Send Me an Angel
Wind of Change
Rock ‘n’ Roll Band
Dynamite
In the Line of Fire
Kottak Attack
Crazy World
Blackout
Big City Nights
Still Loving You
Rock You Like a Hurricane

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