SAMUEL: reportage e scaletta del concerto di Marghera (Venezia)

“Se ad un concerto non vi propongono almeno venti tracce allora sappiate che potete chiedere indietro i soldi del biglietto!”

Esordisce più o meno così Samuel, meglio conosciuto dal grande pubblico come frontman dei Subsonica, questa volta impegnato in un progetto solista che dall’estate porta in tour l’album “Il codice della bellezza”.

Non bastano le tracce di un solo album per fare un concerto, quindi, motivo per cui la scaletta del live si allarga per includere collaborazioni, cover, rimanendo però bene alla larga dai grandi successi dei Subsonica, che a detta dello stesso Samuel “è giusto che continui a suonarli insieme alla sua band, perché quella band esiste ancora e tornerà presto con un nuovo disco!”. Un colpo alla botte e un colpo al cerchio.

Lo show è in linea con quanto ci si possa attendere da un veterano dei palchi. Samuel tiene bene l’attenzione del pubblico, ci sa fare. La sua personalità inizialmente emerge, come anche quella dell’album, cosa che non induce il pubblico a cadere nel banale paragone di quanto renda Samuel “con o senza Subsonica”. Un altro paragone invece sbuca dall’angolo: quello tra lui e Jovanotti. Saranno i movimenti accennati sul palco, sarà la composizione dei brani, in cui si nota chiaramente il contributo dello stesso Jova, ma l’associazione è nata spontanea in più zone del pubblico, cosa che personalmente non ritengo un complimento per un artista che al contrario, dovrebbe dimostrarsi univoco, non solo rispetto alla band di cui è frontman ma in generale, rispetto al totale panorama artistico.

Il look della serata prevede un dress code stropicciato e senza verve, in linea con l’aspetto del palco: semplice, no, anonimo.

L’audio invece è buono, pulito.


C’è di bello che nella semplicità di quanto descritto, spiccano i sorrisi, la complicità e la leggerezza dei tre sul palco: alla batteria “Tozzo”, dei Linea77, alle tastiere e sintetizzatori Ale Bavo dei LNripley. Le emozioni sono sempre belle quando si fanno vedere, di più delle luci, di più degli effetti speciali, perché quelle purtroppo – o per fortuna – non le puoi costruire.

Il bilancio della serata non pende né da una parte, né dall’altra, ahimè!

Tra le note positive c’è senz’altro l’apertura dello show, affidata a Davide Vettori, un ragazzo giovane, strambo, che sempre apprezzo perché, come ho già avuto occasione di dire in passato, che ci siano dieci o mille persone, lui si comporta sempre come se davanti avesse uno stadio di mani alzate a cui dover rendere qualcosa.

SAMUEL – scaletta del concerto di Marghera (VE) – 18 Novembre 2017

Rabbia
Il Treno
Più di tutto
Niente di particolare
Qualcosa
La risposta
Costa poco
Ho difeso
La luna piena
Vedrai
Dea
Come una cenerentola
La statua della mia libertà
Giornata di sole
Il rischio
Robottino – Lasciati- Dormi
Passaggio ad un’amica
Momenti di noia
Voleva un’anima
Il codice della bellezza

Foto di Emanuela Vigna

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