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Articolo di Veronica “The Beast” Drago | Foto di Dina De Paris

In provincia di Treviso per la loro unica data italiana del tour di inizio 2013, i Meshuggah hanno devastato, nonostante una qualità del suono non proprio impeccabile, un New Age Club stracolmo e carico nella sera del 30 aprile, della serie “Come prepararsi al primo maggio arrivando già sfiniti”. Sì perché assistere a un live dei Meshuggah significa venire risucchiati, masticati e poi sputati fuori dalla più grande band metal europea che esista sul pianeta, un’esperienza stancante, in senso buono, che ti prosciuga l’anima e rischia di farti svenire all’istante (in senso letterale, causa afa generata dalla folla, credetemi).

Qualche nostalgico dei Meshuggah anni Novanta / inizio Duemila ha di sicuro storto un po’ il naso a fine concerto dato che la formazione svedese ha concentrato la scaletta di quattordici pezzi praticamente solo sugli ultimi due lavori, “Obzen” e “Koloss”, richiamando i vecchi lavori, che li hanno resi uno dei gruppi metal di riferimento in tutto il mondo, solo tramite “Rational Gaze” e “New Millennium Cyanide Christ”.

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Tuttavia, dopo il sold out della data pre-natalizia 2012 a Milano, i Meshuggah sono tornati più carichi che mai in un’Italia che da sempre li venera grazie alle loro capacità di esecuzione fuori dal comune, capacità che esprimono ogni qualvolta salgano su un palco e che non possono non mandarti a casa comunque soddisfatto e incredulo, soprattutto se hai avuto la fortuna di arrivare sotto a un Jens Kidman intento a cacciare la sua tipica espressione “mandibola in fuori e occhi rivoltati” ripetutamente più e più volte sopra alla tua testa (c’è poco da fare, il “giovanotto” resta uno dei migliori frontman in assoluto). Per non parlare poi del batterista, Tomas Haake, che nonostante avesse a che fare con un’acustica non proprio all’altezza della potenza dei Meshuggah, ha saputo ipnotizzare tutto il locale con i suoi virtuosismi eseguiti con una facilità disarmante. Completano il quadretto le chitarre cattivissime di Fredrik Thordendal e di  Mårten Hagström e il basso martellante di Dick Lövgren per creare un’atmosfera surriscaldata e surreale in cui non si può non lasciarsi andare all’headbanging più selvaggio e al pogo più violento con le solite scarpe che hanno iniziato a volare già dopo un minuto e mezzo di live.

Che dire, la Svezia non è solo Ikea, salmoni, belle donne e fusti biondi, la Svezia è anche cultura musicale e, in questo caso, metal allo stato puro e quando signori come i Meshuggah vengono a pettinarti lo stomaco suonando nel nostro bel Paese tutto pizza e mandolini che il metal se lo fila sì ma solo di striscio, siamo onesti, ti viene davvero voglia di emigrare verso nord e lasciarti alle spalle tunz tunz, Gigi d’Alessi e Laure Pausine varie.

Volete un assaggio del live? Beccatevi le super foto dei MESHUGGAH che Dinetta ha trafugato per Rockon!

More Me-shuggah in our me-coffee please!

Scaletta MESHUGGAH – 30 Aprile 2013 – New Age Club – Roncade (TV)
Swarm
Combustion
Rational Gaze
obZen

Lethargica
Do Not Look Down
The Hurt that Finds You First
I Am Colossus

Bleed

Demiurge
New Millennium Cyanide Christ
Dancers to a Discordant System
– – – – – – – –
Mind’s Mirrors
In Death – Is Life
In Death – Is Death

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