Reportage Live: Protest The Hero a Bologna

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CARO METAL, Ti PRESENTO IL TUO FUTURO…

Difficile descrivere a parole quello che riescono a fare i Protest the Hero dal vivo, e non si tratta di effetti speciali, di pose o di presenza scenica. Non c’è spazio per le classiche pose metal, non c’è spazio per gli atteggiamenti da sboroni che hanno caratterizzato da sempre questo genere. Non c’è spazio per il superfluo, per l’autocompiacimento, per gli assoli inutili. Quando questo immenso gruppo imbraccia gli strumenti, c’è solo spazio per la musica, una musica di qualità enorme e suonata come poche volte mi è capitato di vedere.

La semplicità con cui suonano è imbarazzante, a guardarli sembra che stiano facendo la canzone del sole, invece le parti che compongono i loro pezzi sono fra le più complicate che abbia mai visto in un gruppo di stampo metal dopo i Dillinger Escape Plan. Quando suoni così puoi permetterti di essere te stesso sul palco, di scherzare, di essere tranquillo e di parlare con il pubblico come se fossi al bar. Evitando di fare scene come quelle che hanno caratterizzato l’esibizione dei The Chariot che li hanno preceduti, che erano molto più attenti alle cazzate da fare sul palco che al suonare.

E’ allucinante la precisione con cui suonano i Protest the Hero, è incredibile la semplicità con cui il cantante passa dal growl, allo scream, a degli acuti perfetti. Acuti che però non sono solo per dimostrare quanto è figo. Sono linee vocali sempre funzionali ai pezzi, così come tutti gli assoli o le mille parti in tapping che fanno, sia con le due chitarre che molto spesso con il basso. Non ci sono manie di protagonismo, sono una band in tutto e per tutto e nessuno deve dimostrare individualmente le sue capacità perché all’interno dei loro pezzi c’è abbastanza carne al fuoco per dimostrare tutto il dimostrabile. Sentendoli su disco si può pensare che dal vivo non riescano a fare le stesse cose con quella precisione. Invece stupiscono perché addirittura accelerano alcune delle parti più complicante dei loro pezzi e rallentano quelle più tranquille per dargli più candenza e più phatos.

E’ incredibile anche la quantità di birra che uno dei due chitarristi riesce a bere ogni volta che deve fare una parte a corde vuote.

La cosa che traspare durante il loro concerto è la loro voglia di divertirsi, cosa che riescono a trasferire anche al loro pubblico e agli altri due gruppi della serata che sono sul palco ad assistere al concerto e che vengono addirittura invitati a ballare durante un pezzo.

In definitiva regalano un ora di concerto incredibile, attingendo pezzi in egual misura dai loro due dischi, con un’immensa qualità e tantissima sostanza, un’ora in cui dimostrano che il metal ha un futuro e quel futuro si rispecchia in gruppi come loro e come i Mastodon.

Quindi voi metallari, se ne capite qualcosa di metal e di musica, avvicinatevi a questo gruppo incredibile e se non lo apprezzerete vorrà dire che del metal vi piacciono solo le pose e gli assoli inutili.

Cari Metallica, Megadeath, Judas Priest, Testament, Slayer, Dream Theater, Iron Maiden e tutta la geriatria metallara che non fa altro che riunirsi per fare dischi inutili come scusa per fare concerti e tour di celebrazione di dischi di venti anni fa:

avete fatto la storia, ma forse è venuto il momento di andare in pensione, perché qui c’è un gruppo che chiede spazio e se lo merita tutto insieme ai già citati Mastodon.

Vedendo quanta gente c’era ieri sera all’Estragon direi che lo spazio se lo stanno guadagnando di diritto.

Quindi largo ai giovani e voi che seguite il genere, contribuite al suo rinnovamento seguendo questi gruppi che non temono il confronto con i grandi del passato.

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