Reportage Live: PRIMUS in concerto a Pordenone (23/03/2012)

Grande serata di musica, quella di venerdì 23 marzo al Palasport di Pordenone, per l’esordio europeo della tourneé dei Primus, nuovamente on the road per promuovere la loro ultima fatica discografica, ‘Green Naugahyde‘.

Nonostante gli oltre 10 anni di distanza dal precedente ‘Antipop‘, Les Claypool e Larry Lalonde –  riuniti per l’occasione con lo storico batterista Jay Lane – non hanno perso la loro usuale verve e, dopo le due date italiane dell’estate scorsa (a Vigevano e Roma) non hanno deluso le attese dei circa 2.000 presenti, sfoderando uno show pazzo, anarchico e irriverente, per oltre due ore e mezza di musica.

Sono le 21.00 passate quando all’interno del Palasport si spengono le luci. Sulle teste dei due enormi astronauti-pupazzo situati ai lati del palco viene proiettato il primo piano di una persona che si guarda intorno smarrito, mentre un esilarante filmato zappiano introduce l’ingresso on stage di Larry Lalonde che dà il via allo show sulle note di Those damned Blue-Collar Tweekers. 

Nella prima ora di concerto i Primus scelgono di spaziare tra diversi brani vecchi, eseguendo in maniera impeccabile la storica Whynona’s Big Brown Beaver (da ‘Tales From the Punchbowl’), e attingono a piene mani da ‘Sailing the Seas of Cheese’ con Eleven eAmerican Life. Tutti i pezzi proposti vengono dilatati e irrobustiti da diverse improvvisazioni.

Les Claypool fa sfoggio delle sue funamboliche doti tecniche, con il suo fare istrionico si permette di giocare col pubblico durante l’esecuzione di Over the Falls e si lancia in una improvvisazione strumentale in cui suona la Whamola (una specie di contrabbasso formato da una sola corda suonata tramite una leva..) indossando una maschera da scimmia.

Con una devastante esecuzione di Jerry was a Race Car Driver si chiude la prima ora di show.

Primus

Le foto di Davide Merli / Rockon ai 10 Giorni Suonati di Vigevano - Estate 2011

I tre escono dal palco per una pausa, durante la quale, tra l’incredulità dei presenti, vengono proiettai su maxischermo ben tre episodi di ‘Popeye’ (il nostro Braccio di Ferro) in bianco e nero. Una scelta certamente insolita, anche per la durata della pausa – 15 minuti circa – che ha stizzito parte del pubblico.

Dopo questo intervallo i Primus tornano sul palco e si lanciano in un’altra delle loro trovate  stravaganti, eseguendo integralmente ‘Green Naugahyde‘, che viene riproposto  rispettando la tracklist originale del disco.

La chiusura finale del concerto viene riservata a due grandi classici tratti da ‘Frizzle Fry’,Groundhog’s Day e Too Many Puppies.

In definitiva un grande show; tecnicamente, non scopriamo certo oggi l’enorme bravura ed eclettismo di Les Claypool & soci. Quello che più colpisce è la loro bizzarria: se ne fregano apertamente di fare le cose in maniera ‘normale’. Decidono di eseguire il loro ultimo disco integralmente (rispettando pure la tracklist) anche se non è affatto una pietra miliare della loro produzione. Decidono di ignorare completamente ‘Pork Soda‘, unanimemente considerato il loro apice artistico, eseguono solamente un paio di singoli preferendo spaziare tra brani meno conosciuti. Inseriscono improvvisazioni nei pezzi come e quando gli pare. Accompagnano l’esecuzione dei brani con filmati grotteschi e surreali – spezzoni di B-movie – immagini di Lee Van Cleef e di altri film degli anni ’50. Decidono di spostare la pausa a metà concerto e fanno 15 minuti di Popeye anche a costo di infastidire l’audience.

In poche parole: più unici che rari.

Lorenzo Parolin

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