Si è svolto sabato 31 agosto 2013 il FULL TENSION FESTIVAL, che come location per la sua primissima edizione ha optato per la zona industriale di Bolzano. Una scaletta di degna nota ha richiamato nella città migliaia di ragazzi da Trentino, Veneto ed Austria, ma anche da Lombardia ed Emilia Romagna. Un’affluenza che ha compiaciuto assai gli organizzatori, che, da rumors, si dice stiano già pensando all’edizione 2014.
Alle 17,00 circa c’è stata l’apertura dei cancelli ed alle 17,20 hanno dato il via i Trentini “Fango”, che hanno proposto brani rock/grunge. Un festival praticamente senza pause, perchè ad alternarsi al Main Stage c’erano artisti locali e non nel Red Bull Tour Bus, che riempivano le pause tra un cambio palco e l’altro, ma non godevano comunque di molta attenzione da parte del pubblico, più che altro impegnato ad andare ai servizi o a bersi una buona birra!

devotion

Degni di nota sono stati sicuramente i Devotion (clicca qui per vedere tutte le foto), presenti dal 2005 nella scena underground vicentina, che, lasciatemelo dire, “hanno spaccato!”. Faranno strada, lo si deduce dal calore e dall’affetto che il pubblico gli ha riservato. Una band umile che mette passione in ciò che fa e che meritava questo palco più di chiunque altro in questa occasione.

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E cosa dire degli inglesi Architects (clicca qui per vedere tutte le foto)? Beh, io personalmente li seguo dal novembre del 2008, quando ebbi l’ “imprinting” vedendoli per puro caso di spalla ai Parkway Drive. Una band che ha iniziato come hardcore-math degna di pezzi rabbiosi alla Refused, ma che con gli anni ha deciso di svoltare verso un metalcore più melodico e commerciale, cambiamento che inizialmente ho faticato a digerire, ma a cui poi ho dato una possibilità. Energici e precisi come sempre, con un Samuel Carter che ha coinvolto il pubblico svariate volte in wall of death e circle pit. Delle bestie da palco, ma che nonostante il successo non si sono montanti la testa e lo si è visto anche dalla tranquillità con cui hanno seguito le restanti band tra il pubblico, concedendo dialoghi e foto ai fans. Scaletta ovviamente incentrata per la metà sull’ultimo album “Daybreaker”, qualche brano dal precedente “The Here And Now” e per la mia infelicità, in quanto amante dei loro primi lavori, solo Follow The Water ed Early Grave da “Hollow Crown” e addirittura neanche un minimo brano da “Ruin” e “Nightmares”.

ilteatrodegliorrori
Impeccabile anche l’esibizione de Il Teatro degli Orrori (clicca qui per vedere tutte le foto), una delle realtà musicali più interessanti presenti in Italia, che col loro noise-rock/alternative fatto di melodie e chitarre furiose hanno infuocato tutti i presenti. Assistere ad un loro concerto equivale ad andare a lezione di italiano, storia, politica, attualità, teatro… E Pierpaolo Capovilla sa come ottenere l’attenzione del pubblico, grazie anche alla sua sfrontatezza, aggressività e talentuosità nell’esprimersi e raccontare storie come se le avesse vissute sulla propria pelle. Scaletta, la loro, stranamente incentrata sul primo album “Dell’Impero Delle Tenebre”, invece che sul terzo ed ultimo lavoro “Il Mondo Nuovo” o su “A Sangue Freddo”, come da tour estivo.

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Alle 23,00, dopo minuti di interminabile attesa, ecco salire i protagonisti del festival, i Deftones (clicca qui per vedere tutte le foto). Niente da dire, un Chino Moreno decisamente in forma, che, fino a quando non ha impugnato la chitarra, non si è fermato un secondo, correndo da una parte all’altra del palco! 90 minuti di puro nu-metal adrenalinico, un pubblico in estasi e una scaletta che ha accontentato tutti!

Rocket Skates
Poltergeist
Rosemary
Be Quiet and Drive (Far Away)
My Own Summer (Shove It)
Lhabia
Feiticeira
Digital Bath
Knife Prty
Elite
Entombed
Diamond Eyes
Sextape
You’ve Seen the Butcher
Tempest
Swerve City
Change (In the House of Flies)
Bloody Cape
Root
Engine No. 9
7 Words

A concludere il tutto c’è stata l’esibizione instrumental/drone-metal/math-rock degli ORNAMENTS, gruppo nato una decina di anni fa dall’unione di musicisti provenienti da band del calibro di The Death Of Anna Karina, 7 Note In Nero, Welch e Hangin’ On A Thread. Decisamente da tenere d’occhio per il futuro.

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