RED HOT CHILI PEPPERS: foto, reportage e scaletta del concerto di Milano

Articolo di Stefania Clerici – Foto di Roberto Finizio

“Rock Will Never Die” cantavano Michael Schenker Group nell’anno in cui nascevo: sono passati 33 anni e a ricordarci di quanto il rock sia vivo ci sono i concerti dei gruppi che hanno fatto la storia della musica del nostro secolo breve a cantare ancora.

Proprio ieri sera, tra alti e bassi (di suoni, di terreno e di voce) eravamo in 35 mila a saltare sulle note del live dei Red Hot Chili Peppers: dopo la data di Roma, la band arriva a Milano, per registrare un sold out annunciato da mesi. Mai come ieri sera l’Ippodromo è stato così pieno in questa estate e sul boato che si alza sul riff di basso di Flea all’inizio del concerto con “Around the world” me ne rendo conto. Lo start del live è da fuoco e fiamme, con un’infilata di pezzi tutti da ballare: Snow (Hey-oh), Otherside e Dark necessities sono pura vita, il pazzo Flea si scatena in assoli mentre Anthony Kiedis domina il palco con la sua presenza scenica da vero front man. Un po’ in fondo ma sempre ben ripreso sugli schermi Chad Smith e il suo ritmo potente che sostengono lo show.

Dopo “Dark necessities” Flea ci saluta bellamente con un “Grazie motherfuckers”, parte “Hey” che si rivela un po’ troppo debole, seguita da “Fire”. Mi rendo conto intorno a me, fortunata ad assistere dal pit, la situazione sta un po’ calando: sulle punte strumentali del gruppo la gente si fa i selfie e parlotta, ci sono quelli che si allontanano per recuperare una birra o salutare gli amici, il live riprende con un boato su “Californication” e si riparte, anche se ho la sensazione che si siano tutti un po’ “seduti”, pur restando fisicamente in piedi.

Il concerto è cominiciato da poco più di un’ora e su “Sick Love” lo percepisco purtroppo quasi finito: due parole con l’energumeno addetto alla sicurezza alle mie spalle su “By the way”, le luci sparate verso la platea e Chad che getta all’aria le bacchette… “Ma di già?” “Signorì, alle 22.40 finisce”. Con un po’ di delusione mi allontano verso il bar laterale e defilata ascolto la remise con “Goodbye angels” e un “Give it away” riarrangiata che poco mi convince.

Sono davvero le undici meno venti e si chiudono i battenti: Anthony a petto nudo saluta, Flea ride beffardo e ringrazia, Klinghoffer indugia a chiudere, mentre è Smith ad impugnare il microfono per lanciarci un “arrivederci” in italiano.
Rimango un po’ illusa per la magia che il rock sa fare: credere di non essere davvero morto, di saper ritornare a volte, e di farmi stupire, ballare e cantare.

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RED HOT CHILI PEPPERS – Scaletta concerto di Milano – 21 Luglio 2017

Intro Jam
Around the World
Snow ((Hey Oh))
Otherside
Dark Necessities
Hey
Fire (The Jimi Hendrix Experience cover)
Go Robot
Californication
Charlie
Sick Love
Don’t Forget Me
Suck My Kiss
I Could Have Lied
By the Way
– – – – –
Goodbye Angels
Give It Away

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