Pinkpop Festival 2017: foto e reportage del Day 3 (Liam Gallagher, Kings of Leon, System of a Down)

Ed arrivò anche l’ultimo giorno. In questo splendido lunedì di Pentecoste, di buon mattino inizia l’ultima piacevole fatica olandese. Questa edizione è stata caratterizzata da un tempo splendido ed oggi, per la conclusione, un cielo azzurro ed un’aria frizzante saranno di grosso aiuto per 10 ore di musica che mi attendono.
Anche di lunedì gli ampli si accendono all’ora di pranzo, e sul palco 3FM mi attende l’interessante esibizione di Machine Gun Kelly, giovanissimo rapper texano, che presto sarà in Italia con tre date di cui una già a fine mese al Carroponte. Con un insolito ritardo, dovuto probabilmente a problemi tecnici, il ragazzo di Houston sale sul palco accompagnato da una band al completo con un’enorme postazione rialzata centrale con un batterista con il look alla Fedez. MGK è scatenato e fa subito capire di che stoffa è fatto. Qui in Olanda deve essere molto conosciuto perché il pubblico lo segue e canta ogni sua rima.
Nonostante uno splendido sole alto nel cielo sopra Megaland, il tragitto per tornare verso il main stage è piacevole. Passando per il prato principale, ed evitando i già tanti gruppi di ragazzi “campeggiati” in attesa del loro artista preferito, arrivo nel pit principale giusto in tempo per l’inizio di Seasick Steve. Davanti ad un grosso telone rosso, dove spicca la scritta “Dog House Music”, ed accompagnato dal fido Dan Magnusson alla batteria, Steve comincia a far cantare la sua One-Stringed Diddley Bow (strumento ad una corda fatto appositamente per lui) ed il pubblico apprezza subito il suo sound blues. Solitamente non amo fare foto ad artisti che suonano seduti, ma Steve è davvero uno spettacolo per le sue espressioni, la sua lunga barba e la sua energia nonostante le 76 primavere. Davvero un artista interessante che purtroppo però non ha previsto tappe a breve nel nostro paese.

Saluto Seasick Steve e mi riavvio di nuovo vero il 3FM dove poco dopo le 15 è atteso Rag’n’Bone Man, il gigante britannico che con Human è balzato in testa a molte classifiche europee, singolo che ha anticipato l’omonimo album uscito questo febbraio.

ragnbone

Il ragazzone inglese sarà quindi in tour quest’estate nei principali festival europei, per promuovere appunto il suo primo lavoro di studio. Un bellissimo fondale dipinto a mano con la caricatura di Rory (questo è il suo vero nome) con tanto di microfono, ed una giovane band lo accompagnano davanti ad un parterre strapieno (uno dei concerti più affollati del weekend svolti sul second stage olandese). Solito look da rapper, con quest’aria da timidone, Rag’n’Bone Man conquista subito tutti, e per chi non lo conoscesse consiglio vivamente di andarlo a vedere in una delle quattro date nel nostro paese tra metà giugno e metà luglio. Ecco la sua setlist al Pinkpop:

Wolves
No Mother
Ego
The Fire
Lay My Body Down
Grace
Skin
As You Are
Hard Came the Rain
Guilty
Human
Bitter End
Hell Yeah

Lasciato il 3FM sento il bisogno di ricaricare le batterie e quindi faccio la mia consueta visita allo stand di Gastronomia Cellini per il mio sacrosanto piatto di pasta quotidiana. Una delle cose che sicuramente mi mancheranno sono gli splendidi e gustosi piatti di Marco.

liamgallagher

Pronto e carico per mio main event mi dirigo verso il Brightlands Stage dove, alle 17, arriva uno dei personaggi più chiacchierati degli ultimi giorni. Quel Liam Gallagher che solo la sera prima aveva incantato, insieme a Chris Martin dei Codplay, il pubblico presente a Londra per la serata benefica organizzata da Arianna Grande per le vittime dell’attentato di Manchester. Lui che dal Burnage è nato ed ha conquistato tutto il mondo, insieme al suo “odiato” fratello Noel, ha da poco cominciato la sua carriera solista, e questa al Pinkpop sarà la sua quarta esibizione live in totale. L’attesa è molta, non solo da parte mia, infatti la tenda rosa è piena fino al fondo ed i tanti che vogliono ascoltare lo young Gallagher devono anche posizionarsi al di fuori. Probabilmente la location non è quella giusta, e mi viene il dubbio che un cambio di palco con i Sum 41, che alla stessa ora suonano sul 3FM, sarebbe stata la soluzione migliore.
Quando partono le prime note di Fuckin’ in the Bushes, consueta apertura dei concerti degli Oasis, un boato accompagna l’arrivo sul palco di Liam che apre con due pietre miliari come Rock’n’roll Star e Morning Glory per ribadire una volta di più, che tra i due fratelli è assolutamente lui il più nostalgico ed desideroso di una reunion. Arriva poi il fresco e nuovo Wall of Glass, singolo apripista dell’album As You Were, primo album solista che non ha ancora una precisa data di uscita ma sul quale pare Liam stia lavorando da quasi un anno. Le sette canzoni nuove che Liam porta in scaletta, alternate ai successi degli Oasis, denotano una buona forma del frontman inglese che sicuramente sta rodando nei live i nuovi lavori ma già si vede un notevole passo avanti rispetto al Liam dei Beady Eye. Forse il concerto va più lungo del previsto e su Be Here Now il giovane Gallagher si congeda e non ci regala il bis dell’immortale Live Forever, che i fortunati tedeschi del pomeriggio prima avevano ascoltato. Ora lo aspettiamo a settembre all’Home Festival di Treviso per il suo ritorno nel nostro paese dopo 4 anni. Ecco la scaletta:

Fuckin’ in the Bushes (Oasis song)
Rock ‘n’ Roll Star (Oasis song)
Morning Glory (Oasis song)
Wall of Glass
Greedy Soul
Bold
D’You Know What I Mean? (Oasis song)
Slide Away (Oasis song)
All I Need
I Get By
You Better Run
Universal Gleam
Be Here Now (Oasis song)

Dopo un’ora di emozioni mi metto in pausa nuovamente anche se sul 3FM Stage stanno per salire sul palco i Prophets of Rage. Complicazioni burocratiche non mi permettono questa volta di fotografarli ma li incontrerò nuovamente al Firenze Rocks a fine mese.

live

Dopo la mia seconda meritata pausa di giornata sono pronto per la parte finale del mio weekend olandese. Alle ore 20 sul Main Stage sono attesi i Live, band americana che ha fatto la storia dell’alternative rock negli anni 90 e che torna insieme per la prima volta con la formazione originale dopo lo scioglimento del 2009. Con svariati dischi di platino nella loro carriera, sono arrivati anche ad essere paragonati agli U2 ed infatti Megaland è tutta per loro. Sinceramente ammetto di non conoscerli, e quindi resto stupito dalla partecipazione del pubblico olandese che li accompagna nella loro ora di set. Non penso che passeranno dal nostro paese ma non si sa mai.

Arrivate le 21 è ora dell’ultimo concerto sul 3FM Stage per questa edizione. Ad aspettarmi gli attesissimi System of A Down, che tornano per la terza volta al Pinkpop. Anche per il gruppo della California questa è una delle tante tappe del tour europeo, che li porterà anche da noi per l’unica data italiana al Firenze Rocks il 25 giugno. Per me è la prima volta sotto il palco dei SOAD ed infatti dopo l’intro Soldier Side quando parte Suite-Pee vengo investito da un muro di decibel che penso abbiamo scompigliato i miei organi interni per qualche secondo. Mi sono chiesto come sarebbe stato fotografarli, ed esco favorevolmente soddisfatto per il loro modo di stare sul palco, ed il fatto di avere portato il loro show a livello di luci e scenografico, rende i tre pezzi molto interessanti soprattutto per le espressioni di Serj Tankian che interagisce con lo scatenato pubblico.
Beh penso che avrete intuito che non sono certo il mio gruppo e genere preferito però fanno comunque un’ottima ora di concerto. Ecco la loro setlist:

Soldier Side – Intro
Play Video
Suite-Pee
Prison Song
Violent Pornography
Aerials
Radio/Video
Hypnotize
Bounce
Suggestions
Psycho
(with Olivia Newton-John’s Physical intro)
Chop Suey!
Lost in Hollywood
Question!
Lonely Day
B.Y.O.B.
Toxicity
Sugar

kingsofleon

Siamo quasi giunti alla fine. Manca solo il main event della giornata. E’ arrivato il momento per la salita sul palco dei King of Leon. Entro nel pit sereno e felice per un festival che mi ha portato parecchie soddisfazioni fotografiche, quando purtroppo scopriamo che i ragazzi americani non amano evidente molto i paparazzi e veniamo confinati mestamente ai lati divisi in due gruppi. Uniamoci un palco altissimo e la pochissima mobilità del KOL, la mia positiva partecipazione è pari o sotto zero. E mi pare davvero che i 4 Followill dal Tennessee facciano più un concerto per loro stessi che per un pubblico assiepato ed ansioso davanti a loro. Musicalmente perfetti sicuramente ma davvero poco partecipativi ed emozionali. Delusione di giornata, spero il 21 giugno quando suoneranno a Milano di ricredermi davvero. Finisco i miei divertentissimi tre pezzi (abbiate pazienza se vedete foto tutte uguali ma di più non si poteva fare) raccolgo le mie cose e saluto il parco di Megaland che anche quest’anno mi ha preso un pezzo di cuore. L’appuntamento è all’anno prossimo (15-16-17 giugno 2018) con una quarantanovesima edizione che si dice sarà molto ricca. Ecco la setlist dei KOL:

Mary
Radioactive
Taper Jean Girl
Fans
The Bucket
Eyes on You
Manhattan
Back Down South
Sex on Fire
WALLS
Find Me
On Call
Supersoaker
Reverend
Closer
Crawl
The Immortals
Notion
Use Somebody
Waste a Moment

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