PASSENGER: guarda le foto e leggi il reportage del concerto di Milano

Articolo di Roberta Ghio | Foto di Maria Laura Arturi

Fa ritorno in Italia, dopo circa due anni di assenza, Michael David Rosenberg, ovvero: Passenger! È l’Alcatraz di Milano ad ospitare, il 18 Settembre, l’unica data italiana del “Runaway Tour 2018”, che, dopo le date europee, porterà Passenger negli Stati Uniti in Ottobre e Nuova Zelanda ed Australia in Novembre.

Alle 20.30 dà inizio alla serata l’esibizione di un emozionato Chris Simmons, che, dice, è la prima volta che suona a Milano e la prima volta in assoluto in Italia, ma tornerà, a Febbraio 2019. Solo, accompagnato dalla sua chitarra, ci fa ascoltare le sue canzoni che sono un’ottima prefazione a quelle che verranno proposte dall’ospite più atteso della serata.

Non sono ancora le 21.30, quando Passenger, “Mike”, come si firma nei post sui social, sale sul palco: jeans scuri, camicia a quadri e sguardo rassicurante del ragazzo educato della porta accanto. Durante la serata, il prolifico cantautore e musicista inglese, ci presenterà una selezione di brani tratti dal nuovo album “Runaway”, uscito il 31 agosto scorso, ma anche e soprattutto i grandi successi della sua carriera ormai ultra decennale.

Mentre sembra stia per iniziare a suonare il primo brano, ridendo si scusa, per le canzoni tristi che canterà (dopo ammetterà che sono tristi solo per il 99% dello show) e dopo qualche risata, che sa tanto di un modo per conoscersi, il live ha inizio con l’arpeggio di “Fairytales & Firesides”. Mike è in forma, sta bene, parla molto e durante la serata alternerà canzoni, aneddoti, racconti della sua vita ed altri, più intimi, legati alla storia della sua famiglia: dalle battute sul caffè italiano, che lui adora e “quando vengo in Italia ne bevo sempre tantissimo! Oggi ne ho bevuti 53 per cui scusatemi se suonerò molto veloce stasera” (mimando con le mani una situazione di “agitazione”), si passa al racconto che introduce “David”: Mike spiega che, quando si esibiva nei pub, nello specifico a Glasgow, abitava in un ostello e tutte le mattine quando usciva, vedeva un senza tetto, David appunto, col quale si fermava a parlare e a fumare una sigaretta. Dopo una settimana lo conosceva così bene, da scrivere una canzone su di lui.

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Si sale ancora, come livello di intimità, quando Mike presenta “To Be Free”, tratta da Runaway. Su Facebook ci aveva già raccontato l’importanza per lui di questo brano: “È una storia talmente delicata che a livello inconscio ho sempre evitato di raccontarla”, scriveva il giorno dell’uscita del video; e stasera, con voce ferma, libero da quel pudore, ci racconta che questo pezzo narra la storia dei genitori di suo padre, ebrei in Germania agli inizi della seconda guerra mondiale, che dopo aver vissuto l’esperienza dei campi profughi francesi, arrivano in una fattoria del New Jersey (dove crescerà il padre di Mike) in condizioni di difficoltà e povertà. Un testo delicato, che descrive l’esodo dei suoi nonni e la ricerca di una terra in cui poter vivere, paragonandoli a “piume nella brezza dell’oceano” o a “erica sulla collina colpita dalla brezza”. La chitarra e la voce di Mike risuonano immersi nel silenzio di un Alcatraz che, nonostante sia gremito, non può che restare con rispetto in silenzio e lasciarsi colpire dall’intensità di quel brano.

Dopo una versione di “The Sound Of Silence” rivista per la serata, ovvero con l’inizio modificato in “Hello Milano my old friend”, arriva “I Hate” a riportate il divertimento: preceduta da alcune prove con il pubblico di “La La La La”, la ballata di “sfogo” verso tutte quelle abitudini, stili di vita, modelli effimeri, che in tanti odiamo, riporta leggerezza e sorrisi!
Non poteva mancare “Let Her Go”, cantata probabilmente da quasi tutti i presenti in sala ed una “Scare Away the Dark” tenuta dal pubblico con il refrain “Sing it out now Oh, oh, oh oh, oh, oh no” per tutto il tempo tra la fine della prima parte del live e l’inizio degli encore. Al rientro sul palco, Passenger ci saluta con “Survivors” e “Holes”.

Una gran bella serata. Quello che emerge di Passenger dopo un live come quello dell’Alcatraz è, da un lato il suo indiscutibile talento e la sua bravura di musicista che, solo con la sua voce e la sua chitarra, sa stupire e creare un contatto diretto ed intimo con ogni singolo fan; dall’altro la sua dote di intrattenitore ironico ed intelligente, che riesce a portarti dal racconto più divertente alla storia più triste con allegria, ironia, garbo, senza mai far sentire il “peso” delle vicende raccontate dai suoi brani che, in maniera totale o solo in parte, possono far parte del vissuto di ognuno di noi.

PASSENGER – scaletta del concerto di Milano – 18 settembre 2018

Fairytales & Firesides
Life’s for the Living
Hell Or High Water
David
To Be Free
The Sound of Silence (cover Simon & Garfunkel)
I Hate
Rolling Stone
Suzanne
Let Her Go
Scare Away the Dark
– – – – – – – –
Survivors
Holes

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