“Nessuno di noi esiste veramente”: il rock massimalista degli One Dimensional Man ai Magazzini Generali.

Articolo di Serena Lotti | Foto di Claudia Mazza

Giovedì 29 novembre ai Magazzini Generali sono andati in scena gli One Dimensional Man, trainati dal leader cantante e bassista Pierpaolo Capovilla che dopo 5 album, vari cambi di formazione e sette anni di silenzio, ritornano con You Don’t Exist, il loro ultimo lavoro. L’album si propone con un’anima post-hardcore segnando il ritorno degli ODM verso piani sonori più rigidi, in linea con la cifra stilistica degli esordi.

L’attesa è snervante. Il live inizia alle 22.45 dopo un opening ad effetto bomba scatenato da una giovane ed affiatatissima heavy stoner rock band viterbese, i Gorilla Pulp. Quattro musicisti che hanno fatto esplodere sul palco un sound acido e psichedelico potentissimo, sporcato da influenze blues, psych ed heavy metal degli anni ’70 e ’80. Il pubblico ha molto apprezzato, è un band da tenere d’occhio.

Finalmente gli One Dimensional Man fanno la loro comparsa. Carlo Veneziano alla chitarra e Franz Valente de Il Teatro Degli Orrori alla batteria. E il frontman più estremo della scena alternativa italiana anzi il primus inter pares: Pierpaolo Capovilla. Il pubblico è sparuto. L’inizio non è dei migliori. I volumi sono assordanti, le frequenze scalibrate, gli strumenti non sono allineati. Attaccano e si fermano subito dopo. Capovilla si mette la mani alle orecchie “Non è possibile.” La chitarra sovrasta tutto. Ricalibrano, ripartono. Il basso è imperante, la voce soverchiata. Dopo un soundcheck di più di due ore è inaccettabile. Andiamo avanti così. Il concerto ne soffrirà parecchio.

Partiamo con martellante e disturbante In Substance: la ripetitività ipnotica delle strofe ci angoscia, ci devasta, il basso plumbeo di Capovilla mantiene altissima una tensione infinita che si scioglie solo alla fine, in un ritornello catartico “Niente cambia in sostanza”. Non ci fermiano, gli ODM ci sbattono in faccia la rabbia e l’adrenalina post-hardcore di Free Speech e di You dont’exist, due brani politici che parlano della nostra società e delle contraddizioni che oggi viviamo. Pierpaolo Capovilla va ad attaccare poi con Tell me Marie tratto dall’ album Take Me Away non prima di sospirare un laconico “Non ci resta che allearci”. In Everybody turn their backs, no friends! Capovilla ci racconta dell’indifferenza generata dall’individualismo che c’è nelle persone, in particolare cancro tutto italiano.

Riprendiamo un pò di fiato con You Kill Me tratto dall’omonino album del 2001. Una litania dolorosa, un sussurro caldo e profondo, una drammatica considerazione L’amore non muore non mai. Sei tu che lo uccidi. Ogni giorno. Capovilla ci racconta di come esistano relazioni e persone che ci annientano, che sono un tunnel da attraversare, da cui usciamo trasformati. Quando l’amore è talmente possente, che non si sa se è distruzione totale o costruzione solida. Ed il brano si costruisce e si demolisce continuamente, allo stesso modo.

Con No North ritorniamo indietro, al delirio originario del Il Teatro degli Orrori.

Ci avviciniamo alla chiusura con una cover di Saccharine Trust, We Don’t Need Freedom, tratto da Pagan Icons, del 1981. Nonostante tutto attuale e contemporanea che porta con sè un messaggio di rivolta anti-sistemica e anti-capitalistica, di comunione di intenti, di consapevolezza politica e artistica che Capovilla fa filtrare magistralmente dal suo basso consunto e dalla sua voce roca.

Nella finale Alcohol, la batteria di valente è potentissima, Capovilla interpreta una filastrocca ironica, aspra e delirante. Come il frontman ha spiegato “Alcohol è un inno alla sbronza, e vuole essere un omaggio al compianto Venedikt Erofeev e al suo Mosca-Petruškì, Poema Ferroviario, un testo esilarante e geniale. Ma è anche una canzone intimamente autobiografica. Spesso mi ubriaco. È un vaffanculo ai benpensanti”.

Gli ODM non mancano di riproporre furibondi e ossessivi brani tratti dal loro primo album, Guts, Your wine, Marianne e Best.

Un live d’assalto, costruito sulla fusione di basso, batteria e chitarra e sulla strabordante personalità di Pierpaolo. Un power trio che ci ha scaraventato addosso sonorità disturbanti, messaggi crudi, un greve Capovilla che ci ha parlato di individualismo, indifferenza, disgregazione sociale, con uno sfondo sonoro delirante ed ossessivo ma al contempo catartico e purificatorio in grado di celebrare un sentimento di riscatto ed emancipazione che è da sempre lo stile narrativo degli ODM. Impossibile non accogliere i rimandi ai Jesus Lizard, ai suoni Touch&Go o Homestead, e all’hardcore americano degli anni ottanta. Un viaggio dentro i bui e tetri territori del noise. La disintegrazione del suono armonico.
Suoni ruvidissimi, virulenti e feroci che hanno fatto da colonna sonora a storie di marginalità e di uomini invisibili. L’impegno civile degli ODM è sempre stata una loro caratteristica innata e i rimandi crudi alla cronaca nera, alla lotta di classe, ai soprusi e alle ingiustizie qui trovano piena realizzazione.

Il vocalist degli ODM è un artista intransigente, un imbonitore di messaggi politici, un fatalista e un fustigatore. Psicotico, eccessivo, estremo, ma anche dotato di enormi voragini di intimità, umanità e di dolcezza.

Con questi presupposti tenta di restituire la vita alla macchina dell’uomo a una dimensione e lo fa spinto dall’antagonismo, dalla rabbia, affilando i denti e squarciando l’aria con violenza e crudeltà. Il messaggio è chiaro, senza compromessi. Il rock deve essere un atto sociale.

Clicca qui per vedere le foto dei One Dimensional Man a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

One Dimensional Man: la scaletta del concerto di Milano

In substance
Free speech
You don’t exist
Tell me Marie
Can’t find anyone
This man in me
Storm
No friends
Guts
Your wine
Marianne
Best friend
No north
Freedom
The way out
Alcohol

One Dimensional Man: le prossime date del tour

08 dicembre 2018 – BRESCIA – BELLEVILLE
20 dicembre 2018 – BOLOGNA – FREAK OUT
21 dicembre 2018 – ROMA – TRAFFIC
22 dicembre 2018 – TERLIZZI (BA) – MAT
23 dicembre 2018 – FERMO – SOULKITCHEN
11 gennaio 2019 – VICENZA – ARCADIA
12 gennaio 2019 – MONTEPULCIANO (SI) – GB20 CLUB
19 febbraio 2019 – PERUGIA – 100DIECI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.