NESLI viene in pace all’Alcatraz, noi lo accogliamo a braccia aperte

Articolo Alvise Salerno | Foto di Andrea Ripamonti

Lo ricordiamo tutti, più di dieci anni fa, quando gli organi di informazione parlavano di Nesli come “il fratello di Fabri Fibra” e niente più, o quasi. Ieri sera, all’Alcatraz di Milano, Francesco Tarducci, alla soglia dei 40 anni, ha fatto capire a tutti (se mai ci fosse stata la necessità) che quell’etichetta non ha il minimo senso di esistere. Non più.

Nesli ha dimostrato per l’ennesima volta di essere un artista completo capace di spaziare dal cantautorato puro al rock verace, fino ad arrivare a 128 bpm e urlare ‘Viva La Vita’ a squarciagola.

Nesli è Nesli, punto.

Arrivati all’Alcatraz notiamo subito una piccola differenza rispetto l’abituale strutturazione degli spazi interni. Il palco è posto sul fianco del locale, non sul fondo come accade la quasi totalità delle volte, e il colpo d’occhio è notevole. Il pubblico, già un’ora prima dell’inizio, si ammassa in larghezza lungo il palco stesso e la cosa è positiva, perché anche quelli che non riescono a piazzarsi nelle prime file riescono a giovarne e vedere tutto in modo perfetto.
Quando mancano pochi minuti all’inizio i fan riscaldano le ugole con cori da stadio e l’atmosfera è quella delle grandi occasioni.

Passano da poco le 22:00, si spengono le luci e l’incipit del concerto è lo stesso del nuovo album. Nuvole e Santi. 
Francesco sale sul palcoscenico sul finire di questo intro con una felpa nera e il cappuccio in testa a coprirgli il volto per cantare la title track, Vengo In Pace.

E’ solo l’inizio, giusto per spezzare il fiato e sciogliere la tensione di quello che Francesco stesso definisce “un ritorno a casa con tanti amici e addetti ai lavori”. Franci, a proposito, non preoccuparti e chiamaci pure addetti ai lavori. Non ci offendiamo mica!

“Buonasera Alcatraz, questa sera assisterete a un concerto rock’n’roll. Io sono rock per attitudine, i musicisti qui con me lo sono nell’anima”.
 La scaletta segue rigorosamente lo stesso ordine della tracklist dell’album e l’impatto rock si sente tutto. I quattro musicisti che accompagnano il cantante danno il meglio di loro stessi dalla prima all’ultima nota e Nesli fa quello che sa fare meglio: cantare e parlare tra una canzone e l’altra. Parla di festa, di emozioni, di casa. 
Dopo le prime canzoni confessa candidamente di metterci un po’ a carburare e si vede. Non è usuale vedere e sentire un artista così, con gli occhi quasi lucidi e la voglia di scrollarsi di dosso quelli che, evidentemente, sono stati dei macigni duri da dovere portare sulle spalle per tanto tempo.

Il concerto scivola via veloce, tra canzoni nuove e amarcord. A tal proposito, su Buona Fortuna Amore è giusto spendere due parole. Uno dei brani più fortunati della sua carriera, quello che gli ha permesso di realizzare il sogno di salire sul palco dell’Ariston nel 2015. E’ il momento per ringraziare i musicisti che lo seguono da ben quattro anni: Emiliano Fantuzzi (chitarra), Mario Baldacchino (tastiere), Luca Cirillo (batteria), Mirko Fretti (basso). 
Il momento dei brividi lungo la schiena continua con La Fine, nella versione portata al successo da Tiziano Ferro, e Mi Sposerò. Su questo brano, all’improvviso, partono anche un paio di secondi strumentali con Hello di Martin Solveig. Un bel mash-up inaspettato. 
Il pubblico è in delirio, canta qualsiasi cosa. Se si potessero cantare anche virgole e punti lo farebbero. 
La fine, quella vera, arriva con un altro brano estratto dal suo nuovo album, uscito lo scorso 22 marzo, Maldito.

Saluti, baci, abbracci e tutti fuori. Come da tradizione, il bis.
 Rispetto altri concerti, il ritorno sul palco è accompagnato da una splendida Alice Paba. Per chi non la ricorda, Alice è stata concorrente e vincitrice della quarta edizione di The Voice nel 2016. Un talento puro, sempre sorridente e mai fuori posto. Anche questa volta è al posto giusto nel momento giusto e, con Nesli, canta Do Retta A Te.
 Un Bacio A Te, altra canzone storica, chiude il bis.

Sembra finita e, invece, a sorpresa, la band sale sul palco per un’ultima e inaspettata emozione. Quello Che Non Si Vede. 
Questa volta è davvero finita. La festa si chiude tra gli applausi del pubblico e tanti sorrisi.
 Francesco Tarducci è diventato grande, a modo suo e la musica ne aveva e ha davvero bisogno.

Nesli è Nesli. Punto.

Clicca qui per vedere le foto di Nesli a Milano (o sfoglia la fotogallery qui sotto).

Nesli

NESLI: la scaletta del concerto di Milano

1. Nuvole E Santi
2. Vengo In Pace
3. Sempre Qui
4. Viva La Vita
5. Le Cose Belle
6. Andrà Tutto Bene
7. Allora Ridi
8. Il Mondo è Come
9. Buona Fortuna Amore
10. Ma Che Ne So
11. Troppo Poco
12. La Fine
13. Ti Sposerò
14. Davanti Agli Occhi
15. Immagini
16. Maldito

17. Do Retta A Te (+ Alice Paba)
18. Un Bacio A Te

19. Quello Che Non Si Vede

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