NEGRAMARO: foto, reportage e scaletta del concerto di Milano

Articolo di Roberta Ghio (28 febbraio) | Foto di Davide Merli (27 febbraio)

Per tanti della mia generazione e non solo, i Negramaro sono un po’ come di famiglia, di quel ramo di parentela più giovane, che hai visto muovere i primi passi su piccoli palchi, timidi e quasi schivi (nonostante i pezzi di altissimo livello già dalla loro primissima discografia), per poi diventare grandi e fare sold-out in palazzetti, teatri e stadi. Scintillanti e sicuri di sé. Uniti fin dai primi passi. Sempre insieme. Ma stasera Lele non c’è. È con questo mood che arrivo al Forum di Assago per la seconda data milanese dell’ Amore che torni Tour Indoor. Il pubblico è un po’ ritardatario, ma siamo pur sempre in settimana. Le età variano dai giovanissimi ai genitori con figli, rigorosamente con la fascia sulla fronte, ed anche qualche nonno. Birre e stare bene. Ci prepariamo al concerto.

L’inizio live è decisamente d’effetto: nel buio del forum, i moduli che compongono la scenografia, illuminati nei contorni, si spostano e si riassestano per formare la parte di palco che ospita i musicisti, così come i tralicci delle luci che sovrastano la scena, che vanno a comporre e scomporre un rombo. Tutto in movimento. Nel mentre, alle spalle passano immagini della band ed un tema musicale che via via si fa sempre più battente per sfociare nell’intro del primo brano Fino all’imbrunire, sul quale fa il suo ingresso Giuliano, accolto da un’esplosione di voci, telefoni e luci rosso intenso. Giuliano è dirompente, salta coinvolge ed al termine del pezzo ci appare come un angelo, grazie alle ampie ali che compaiono sullo schermo alle sue spalle, mentre una piuma, lievemente, scende. Tra giochi di led ed immagini che richiamano quelle di pianeti, delle onde del mare, paesaggi stilizzati e reti neurali, i Negramaro ci propongono un’infilata di brani che vanno dai più recenti a quelli più lontani nel tempo, come Estate, in cui siamo coccolati in calde luci arancioni.

Parla poco Giuliano, giusto qualche aggancio tra una canzone e l’altra e per presentare Giacomino (Giacomo, il fratello di Lele Spedicato, che lo sostituisce nel tour), il pubblico invece parla tanto o meglio, canta tutto, tiene il tempo con le mani ed accoglie con entusiasmo ogni proposta che arriva dal palco, come su Ridammi indietro il cuore che sul finale si trasforma in Get Up Stand Up. Un’importate citazione da Luci della RibaltaC’è una cosa altrettanto inevitabile quanto la morte, ed è la vita. Viva, viva, viva! Pensi alla forza che è nell’universo, che fa muovere la terra e fa crescere gli alberi. C’è la stessa forza dentro di lei. Purchè solo, abbia il coraggio e la volontà di usarla” anticipa il racconto di Giuliano, che finalmente prende fiato, parla con il pubblico e ringrazia. Ci ringrazia per averli aspettati e ci racconta che dopo San Siro, per loro, è passata la vita (immagino un riferimento alla paternità) e la morte, ma ora sono tornati. Come l’ amore. Amore che torni. Lele nel cuore, nelle parole di Giuliano e nelle immagini. Il calore per lui è tangibile. Se fino qui il live è stato emozionante e coinvolgente per la potenza degli arrangiamenti e della scenografia, oltre che per i testi, ora lo diventa per il silenzio e l’intensità che Giuliano raggiunge quando imbraccia la chitarra e, accompagnato da Giacomo recita, non canta, Per uno come me e il caldo assolo di L’amore qui non passa. Dalla chitarra al piano per una strepitosa Solo per Te (dedicata a Caterina Caselli, presente in sala) resa ancora più intensa dal violino di nientepopodimeno che Mauro Pagani, accolto da un forum che ora è in un silenzio quasi religioso. Brividi.

Il ritmo ritorna alto con brani come Tutto qui accade fino ad una potente, quasi rock, Via le mani dagli occhi e tra bolle di sapone termina la prima parte del live con Ci sto pensando da un po’. Dopo un piccolo momento di pausa, in cui passano le immagini della band, con ovazioni per ogni volta in cui compare quella di Lele, si riprende con Senza Fiato, ma quello che non mi aspetto e mi commuove al punto da farmi spuntare una lacrima, è l’ingresso della voce di Dolores O’Riordan che invade il forum, mentre un’immagine di lei felice con Giuliano riempie lo schermo. La serata si conclude con una ballatissima o forse meglio dire saltatissima Nuvole e Lenzuola remixata vocalmente con Sweet Dreams degli Eurythmics. Saluti finali dal palco e foto social, io inizio ad avvicinarmi all’uscita perché devo scappare alla metro. E nella mente le ultime parole urlate da Giuliano dal palco. Viva la Vita!

Clicca qui per vedere le foto dei Negramaro a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

NEGRAMARO – Scaletta del concerto di Milano (28 febbraio)

Fino all’imbrunire
Ti è mai successo?
La prima volta
Estate
Sei tu la mia città
Il posto dei santi
Ridammi indietro il cuore
Mi basta
Amore che torni
Attenta
Parlami d’amore
Per uno come me
L’amore qui non passa
L’anima vista da qui
Solo per te
Solo 3 minuti
Sei
Pezzi di te
Tutto qui accade
L’immenso
Via le mani dagli occhi
Ci sto pensando da un po’

Senza fiato pelle
Mentre tutto scorre
Nuvole e lenzuola

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