Mister Tambourine Man: il concerto di Charlie Winston a Milano

Articolo di Serena Lotti | Foto di Roberto Finizio

Sabato sera mentre mi preparavo per lo show live di Charlie Winston mio figlio di 5 anni mi ha chiesto: “Mamma vai al ballo?”. La cosa mi ha fatto sorridere e gli ho risposto che no, andavo semplicemente ad un concerto. Beh gli ho mentito inconsapevolmente perchè ancora non avevo visto un live di Charlie Winston. Perche ai suoi show si balla, anzi ci si dimena proprio. Let’s dance e non esiste più nulla. Nel colorato mondo pop folk del cantautore scozzese infatti c’è spazio per più dimensioni e vedute sonore, il suo è un microcosmo di nicchia dove albergano più forme espressive e più tentativi artistici ben riusciti e tutti legati da un unico denominatore comune: raccontare l’arte di vivere. Charlie Winston dopo un po’ di musical training col grande croooner e fratello Tom Baxter e la sponsorizzazione di Peter Gabriel e della Real World Records, ha pubblicato quattro album ottenendo un grandissimo successo nel 2009 con Like a Hobo. Ora dopo quattro anni di silenzio è arrivato in Italia per presentare Square 1 allo sparuto ma calorosissimo pubblico del Serraglio. Lo stilosissimo Charlie sale sul palco con una barba di 3 giorni, un abito sartoriale a scacchi e un cappello sulle ventitrè a metà tra lo stile new dandy e il grande Gatsby. Dopo avere visto il suo modo stupendo di stare sul palco credo che abbia incarnato in maniera eccellente la filosofia del je m’en fous che ricade a pieno nel modello dell’uomo autenticamente elegante, romantico, raffinato che rifugge gli schemi e con uno humor graffiante e trascinante. Il cantautore e polistrumentista scozzese è decisamente un autentico e catalizzante one man show. Un pianoforte, un basso, un tamburello, una chitarra acustica, due mani e due piedi che fanno da ritmica. Charlie ha registrato in studio anche la korà e le tabla e seppur sul palco non si vedrà l’ombra di questi incredibili strumenti della tradizione Winston sarà comunque in grado di trasportarci verso quelle sognanti influenze indiane e africane di cui è permeata tutta la sua produzione. Qualche base lo aiuterà. Non dimentichiamoci che in questo ultimo lavoro Winston ha collaborato con Salif Keita e con i malesi Tinariwen. Il live è iniziato. Dopo i fantastici falsetti della trascinante Gone Gone in pieno stile swing con Here I Am si conquisterà degli spontanei Bravo Bravissimo a brano aperto a cui replicherà con un sicuro e convinto Grazzi Grazzi!

Rispolverando una delle track che gli ha fatto raggiungere consensi elettrizzanti Winston ci smuoverà ben bene con il beatbox di Kick The Bucket, un virtuosismo di strada eseguito magistralmente ma senza strafare. Perchè Charlie Winston è cosi. E’ un umile e contenuto genio. Dopo un inizio scoppiettante e divertente entriamo nel pieno della follia intimista del songwriter. Sul palco, come per stabilire un’intima comunione con il pubblico, ci trasporterà nel suo mondo, quello privato, quello profondo dando il via a quella che sembrerà un’allegra seduta di counselling condita di lirismo un pò sdolcinato ma mai melenso. Dalla ballad dolorosa e dal ritmo dinamico sporcata di influenze hip hop di Hello Alone fino ad Until Tomorrow dove les angles au chapeau come lo chiamano i francesi racconterà al pubblico di quando poco prima di trasferirsi in Malawi con la famiglia scoprì di avere un’ernia da operare ed un figlio epilettico. Un beat elettronico, un tamburello e un sorriso che non si spegnerà mai. Ed è ancora di suo figlio che ci parlerà con Get up Stronger passando dalla chitarra al pianoforte, un brano che toccherà con grande delicatezza il tema del bullismo, ispirata dal suo primogenito. Ogni volta che cadi…Get up stronger e rialzati più forte. Arriveremo su Airport, una bouleversante balade, una carezza leggera su un tema estremamente caldo come quello dei migranti e veleggeremo su She Went Quietly brano importato nella colonna sonora di Grey’s Anatomy, capitolando poi su Light tratta da Curio City, con un inaspettato duetto con l’autore del brano. La follia intimista di Winston si chiuderà con Rendez Vous vera cesura della prima parte di questo live show; poi arriverà il dancing time con Feelin Stop, The Weekend con un Winston che avrà ancora voglia di parlare di se stesso e con Spiral, ci racconterà di quanto dolorosa possa essere la perdita della passione per la musica fino a chiudere con un duetto con Albert Eno, musicista veneto e voce dei Kismet, che ha aperto il live del nostro menestrello inglese. E noi non facciamo altro che ballare e muoverci in sincronia con i movimenti di Charlie. Un sofisticato intreccio di folk blues modernissimo, soul, jazz e hip hop con un po’ di dolce pazzia ed un cantato caldo e graffinate. Winston è passato dall’essere ossessionato dall’hip hop in età adolescenziale fino a voler diventare il miglior pianista jazz del mondo. Tutto nella stessa vita. La sua mentalità vivace e la sua attitudine al poliedrismo hanno reso i suoi lavori un meltin pot omogeneo e meravigliosamente fluido di influenze, passioni, storie di vita. In una recente intervista un giornalista ha chiesto a Winston il significato di Square 1. “E un’espressione che significa tornare all’inizio, partendo da una pagina vuota“. Una pagina vuota che questo nuovo Tambourine Man ha saputo riempire meravigliosamente di note e respiri che ci ha cantato come in una jingle-jangle morning.

Clicca qui per vedere le foto di Charlie Winston a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

CHARLIE WINSTON – La scaletta del concerto di Milano

GONE GONE
HERE I AM
KICK THE BUCKET
HAPPINESS/HELLO ALONE
UNTIL TOMORROW
GET UP STRONGER
BOXES / SHE WENT QUIETLY
AIRPORT
A LIGHT
RENDEZ-VOUS
FEELING STOP
THE WEEKEND
HOBO
SPIRAL
Encore
EVENING COMES
IN YOUR HANDS
LOSING TOUCH

Tags

About the author

Serena Lotti

Serena Lotti

Milanese, soffro di disordini musicali e morbosità compulsiva verso qualsiasi forma artistica. Cerco insieme il contrasto e il suo opposto e sono attratta da tutto quello che ha in se follia e inquietudine. Incredibilmente entusiasta della vita, con quell’attitudine schizofrenica che mi contraddistingue, amo le persone, ascoltare storie e cercare la via verso l’infinito, ma senza esagerare. In fondo un grande uomo una volta ha detto “Ognuno ha l’infinito che si merita”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.