MIKA a Milano: trionfo pop per tonsille ipertrofiche

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Articolo di Chiara Amendola | Foto di Roberto Finizio

Certa musica l’ascolti semplicemente perché ti fa sorridere, ed è esattamente ciò che è accaduto nella mia vita con tutti e tre gli album di Mika.

Il Forum d’Assago è assalito dal pubblico all’apertura dei cancelli, quanto basta per trovare al mio arrivo interminabili file alla toilette e punti ristoro ormai privati delle più squisite prelibatezze da sosta in Autogrill.

Prendo la mia pinta di birra al caviale, considerando il prezzo, e mi godo il doppio spettacolo che mi attende. In apertura c’è Wrong on you, vederlo dal vivo in questa occasione è il mio benefit di fine anno, le sue canzoni rappresentano la playlist della mia comfort zone, quella che uso per dimenticare quanto la vita possa essere estremamente ingiusta.

Mika arriva sul palco poco dopo sfoggiando un italiano appreso tanti anni fa. Il suo ingresso non è trionfale, ma didascalico, ci racconta la storia della sua vita, presentandoci i suoi “Adamo ed Eva”, mamma e papà, di cui l’immagine rimane riflessa fissa sul fondale. Ice Cream è il pezzo che stravolge la narrazione, nuova hit già osannata e accolta da cori agitati. Non l’ho mai visto dal vivo ma ciò che percepisco subito è che trasuda energia grezza con un’esuberanza a cui è impossibile resistere.

Mika non ha nessuna paura di suonare la sua discografia decennale, sia vecchia che nuova; si tuffa senza esitazione dentro e fuori  il suo repertorio alternando i brani più datati a quelli più freschi Dear Jealousy, Relax (Take it easy) e Origin of love.

Il concerto è un susseguirsi di braccia al vento, salti e passi di danza invidiabili. Una regia talmente perfetta, quasi da non sembrare spontanea, e proprio quando per i più coinvolti sembra che le cose non possano andare meglio, Mika si getta in platea camminando tra i fan sulle note di Big Girl (You are beautiful).

Tomorrow (presentata nella sua versione italiana) è la prova tangibile che mi trovo dinnanzi a un artista ancora ampiamente sottovalutato. La ferocia con cui offre al pubblico inni pop-power non ha eguali. Per lui è davvero difficile sbagliare.

Un talento che si rivela anche nell’approccio, Mika parla tanto durante lo show, scherza sulla sua vita sentimentale, fa buffi riferimenti al suo look e mette una mano sul cuore quando la prima fila si riempie improvvisamente di palloncini colorati a lui dedicati

Tutto procede con contenuti belli e puri, Mika si è assicurato che ci fosse un fil rouge nella sua notte magica e si rivolge ai  fan spiegando la scelta della sua scenografia arcobaleno: luce gialla per il sole e l’amore, luce verde per l’invidia (e forse gelosia) luce rosa per il peccato e il desiderio.

Ma è l’ultimo colore, il blu, a rubare davvero i cuori del pubblico anticipando un’interpretazione spiazzante di Happy Ending. Il finale a cappella genera un incredibile silenzio, così netto da poter sentire la caduta di spillo.

Qualsiasi lacrima versata durante l’entusiasmante empasse emotivo viene però immediatamente bandita da un effervescente Love today, seguita da un encore di grande vigore che si apre con una splendida versione live di Grace Kelly.

Non c’è da sorprendersi se a fine serata torno a casa afona e perdo completamente la mia voce. La musica pop non sarà un toccasana per le tonsille ma sono certa che faccia bene all’anima.

Clicca qui per vedere le foto di Mika in concerto a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto)

Mika

MIKA –  La scaletta del concerto di Milano

Ice Cream
Dear Jealousy
Relax, Take It Easy
Origin of Love
Big Girl (You Are Beautiful)
Platform ballerinas
Tiny Love
Blue
Underwater
Lollipop
Popular
Tomorrow
Happy Ending
Love Today
We Are Golden

Encore
Grace Kelly
Tiny Love (reprise)
Stay High

One Response

  1. Laura Bianchi

    Bellissimo articolo sul concerto di Mika. Ero presente c’è l'”ho trovato magico e strepitoso. Grazie!

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