Metti una sera al Magnolia con MAC DEMARCO

Fotogallery, reportage e scaletta del concerto al Circolo Magnolia

Articolo di Chiara Amendola | Foto di Oriana Spadaro

Il Magnolia è pieno che quasi esplode. Ci sono migliaia di hipster o pseudo tali radunati e ammassati in platea, nonostante il caldo afoso, nonostante le zanzare tigre, tutti per vedere Mac DeMarco, un nome che è ovunque tra i fan dell’indie.

L’artista canadese dal look sciatto e l’assonnato marchio lo-fi arriva sul palco con un po’ di ritardo, troppo per una serata che conta 35 gradi.

Come prima cosa annuncia la band, un gesto che trovo molto elegante, considerando che spesso i musicisti che compongono la line up vengono considerati ornamento da tappezzeria.

La presenza scenica di Mac DeMarco è bella, il cantautore mostra tutta la sua personalità con un carisma contagioso. “On the Level” è il brano apripista con cui accoglie Milano, un ‘esplosione psichedelica che rappresenta la colonna sonora perfetta per il contesto in cui mi trovo. Mac sa come coccolare il suo pubblico e passa subito a “Salad Days”, così decadente e demodé che racchiude in sé il modo attuale e disincantato di intendere la chitarra secondo lui.

Il suo stile inconfondibile è infatti un’avvincente introspezione che non ha fretta, ed è sempre stato in tandem con la sua personalità eccentrica. Il concerto è una miscela di piacere onnipresente che vede tirar fuori vecchi brani e piccole chicche.

Considerando la natura rilassata e spensierata della sua musica, il pubblico energico di DeMarco è stato una piacevole sorpresa: ragazzi, anche molto giovani, dalle voci possenti e dai movimenti spesso impacciati e violenti. Qualcuno versa birra senza accorgersene sui vicini, delle ragazze si aggrappano sulla schiena di ipotetici stalloni per agitare le braccia, sperando di essere percepite da qualcuno sul palco.

“Rock & roll night club” è il pezzo prescelto dalla folla per liberare ormoni e abbandonarsi al romanticismo degli accendini al vento, uno dei momenti che più detesto delle performance live, menomale che il tutto viene smorzato da “My Kind of Woman” che, in questa versione dal vivo, penso rimarrà con me per un bel po’.

Un sintetizzatore anni 80 annuncia la bellissima “Chamber of reflection” accompagnata dall’ineguagliabile falsetto di Mac, chiudo gli occhi e per un attimo mi sembra di essere su una bellissima spiaggia e sento quasi l’odore dell’oceano.

L’atmosfera cambia radicalmente sul finale, che definirei sfacciata espressione di quello humor che caratterizza Demarco e gioca a sfumature di contrasto con il suo repertorio musicale.

“Still Together” parte come da copione, seguita da cori pronti a salutare per questa sera l’artista. Dopo l’accordo finale, però il batterista e il chitarrista di DeMarco – Joe McMurray e Andy White – rimangono sul palco per una jam session noise-rock in cui Mac si sposta alla tastiera.

L’intero concerto si trasforma per dieci minuti in uno spettacolo punk che sconvolge quanto fatto fino ad ora e poi la band riprende i propri posti e Still Together riparte ancora una volta, come se tutta questa scena fosse stata una versione inedita del brano.

E allora si Mac, è proprio questo che amiamo di te e stasera ci sei piaciuto tanto.

Clicca qui per vedere le foto di Mac DeMarco a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

Mac DeMarco – La scaletta del concerto di Milano

On the Level
Salad Days
Nobody
Finally alone
The stars keep on calling my name
Cooking up something good
My old man
Another one
Still beating
Rock & roll night club
My kind of woman
Ode to Viceroy
Choo Choo
Freaking out the neighborhood
Chamber of reflection
Still together

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