MARK KNOPFLER, il gigante e la sua chitarra nella terra degli uomini: reportage e foto del concerto di Milano

Articolo di Alvise Salerno | Foto di Davide Merli

“Good evening ladies & gentleman. Please welcome Mr. Mark Knopfler!”

Un artista annunciato come fosse una star della boxe non lo avevo mai visto e, dal basso dei miei 27 anni, resto affascinato da cotanta maestosità.
Questo è solo l’incipit del mega concerto di ieri sera di Mark Knopfler, voce e chitarra storica dei Dire Straits, al Mediolanum Forum di Assago Milano. Un inizio che racconta in modo perfetto il personaggio. Sì, perché Knopfler non è e non è mai stato come tutti gli altri. E’ una di quelle figure OP (overpowered) della musica mondiale e ascoltarlo dal vivo, vedere il movimento delle sue mani sulla fidata compagna di vita a 6 corde è uno spettacolo difficile da spiegare. Ti lascia senza fiato con la sua musica, ti cattura anche nei momenti in cui non dice nulla, ti rapisce con la sua gigantesca statura morale e ti sconvolge con il suo enorme carisma.
Capite bene che, per me, non è usuale assistere a un live di questo tipo e credo che ogni mio coetaneo dovrebbe provare questa esperienza, proprio per capire cosa vuol dire ascoltare Musica fatta bene, con cognizione di causa e con rispetto verso se stessi e verso chi ascolta.
Perdonate la divagazione, sono ancora pieno di adrenalina in corpo e tendo ad allargare il focus su macro aree che richiederebbero molto più tempo per essere trattate.

Torniamo al Forum, a quell’inizio in pompa magna e a Why Aye Man, inizio ritmato che ci mostra l’imponente schieramento di musicisti e strumenti sul palco, più dei musicisti stessi.
La voce di Mark non è mai cambiata di una virgola. Se lo ricordate dai tempi di Sultans Of Swing state tranquilli. E’ rimasto tale e quale.
Fin da subito si capisce che non sarà il classico concerto di un artista del passato che scava fino al midollo in quella che è la parte della propria discografia strappa applausi, motivo per cui non è presente la suddetta Sultans Of Swing. Ci sono, certo, brani famosi ma c’è tanta profondità e selezione oculata di ogni singola canzone per creare una scaletta coerente dall’inizio alla fine.
Le prime parole rivolte al pubblico, rigorosamente in italiano, sono al termine di Corned Beef City. Un eloquente “Molte Grazie” che fa esplodere di gioia tutto il palazzetto.
Ritmo sostenuto in questa prima parte, un incrocio tra country e folk-pop, e molto spazio ai dieci musicisti che accompagnano il protagonista della serata. Tante parti strumentali soliste nelle prime 3-4 canzoni che servono per presentare le loro qualità da polistrumentisti.
Il senso di magnificenza si respira bene con Sailing To Philadelphia, una delle canzoni più belle e apprezzate di Mark Knopfler da solista ma è con Romeo And Juliet che il pubblico si esalta davvero. Una canzone che ha quarant’anni di gloriosa storia alle spalle.
E’ a questo punto che il cantante inizia a lasciarsi andare a racconti e storie di vita. Inizia proprio da Milano, dalla prima volta che venne in questa città che era solo un ragazzino senza arte né parte, facendo un confronto con adesso che è un uomo adulto. “E’ la vita” dice lui in italiano, prima di lasciare spazio a My Bacon Roll.
Altra pausa, altro aneddoto. Questa volta ci troviamo a Newcastle il giorno di Natale di decine di anni fa. Quel giorno, racconta, si ritrovò in mezzo al nulla e passò la giornata a fare l’autostop, senza successo. Era solo con la sua “cheap guitar”. Dettaglio importante, visto che qualche istante dopo guarda la chitarra che ha in quel momento tra le mani, sottolineando con ironia quanto sia costosa. La bacia con lo stesso amore che un fidanzato prova per la fidanzata all’inizio di una relazione. Mark sta alle chitarre come Cristina D’Avena sta ai cartoni animati, questo è chiaro.
Quella storia ‘made in UK’ è la stessa storia di Machstick Man.


Tempo di presentazione ufficiale dei musicisti, dieci per sedici strumenti, tutti schierati in prima fila a suonare Done With Bonaparte.
Subito dopo arriva Heart Full Of Holes, uno dei momenti più intimisti di tutto il live, che serve per arrivare con la giusta atmosfera a un altro capolavoro dei tempi dei Dire Straits, Your Latest Trick. Il suono inconfondibile del sassofono fa alzare in piedi il pubblico sugli spalti e scommetterei di aver visto qualcuno piangere e penso in automatico a quante relazioni sono iniziate e quante sono finite, ai tempi, con queste canzoni.
Questo momento, però, dura poco. Il ritmo si fa elevato quando arriva Postcards From Paraguay.
Dopo On Every Street e Speedway At Nazareth è tempo di bis e, come previsto, l’omaggio a piene mani ai Dire Straits arriva puntuale con Money For Nothing, canzone che sveglia le anime e i corpi del pubblico, per la prima volta in piedi in tutto l’arco della serata.
Il tutto si chiude con Brothers In Arms e Going Home.
Sono passate un paio d’ore dalla fine di questo spettacolo e sono certo che resterà dentro me un ricordo indelebile di quanto ho visto e sentito. Grazie Mark, il popolo ti è grato.

Clicca qui per vedere le foto di Mark Knofpler a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

Mark Knopfler

MARK KNOPFLER – La setlist del concerto di Milano

Why aye man
Corned Beef City
Sailing To Philadelphia
Once Upon A Time In the West
Romeo And Juliet
My Becon Roll
Matchstick Man
Done With Bonaparte
Heart Full of Holes
She’s Gone/Your Latest Trick
Postcards From Paraguay
On Every Street
Speedway at Nazareth

Encore:
Money for Nothing
Brothers in Arms
Going Home

MARK KNOPFLER – Tour 2019

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13 luglio Lucca, Piazza Napoleone – Lucca Summer Festival
17 luglio Nichelino (To), Palazzina di Caccia – Stupinigi Sonic Park
18 luglio Cattolica, Arena della Regina
20 luglio Roma, Terme di Caracalla
21 luglio Roma, Terme di Caracalla
22 luglio Verona, Arena

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