MÅNESKIN: foto, reportage e scaletta del concerto di Milano

Articolo di Stefania Clerici | Foto di Claudia Mazza

Dopo quasi le 21 il locale è stracolmo di persone di età e generazioni diverse, riunite sotto al palco del Fabrique per la seconda parte del tour de Il ballo della vita, che dà anche il titolo al primo lavoro in studio dei Maneskin.

La band romana sale sul palco annunciata da 5 monitor che proiettano forme geometriche e i loro volti: carichissimi e acclamati dalle prime alle ultime file, si inizia a ballare sulle note di “Fear For Nobody”.  “Dai Milano tiriamolo giù” esclama Damiano, vestito di nero con una giacca bianca oversize che, appena tolta, suscita grida tra le fan sotto palco. I gregari del frontman lo seguono in ogni suo movimento e l’infilata dei pezzi “Are You Ready”, “Chosen”,  la cover “Kiwi” di Harry Styles, “New Song” e “Morirò da Re” fa scatenare il locale tra cori e applausi.

Prima di intonare “Recovery” Damiano si ferma qualche minuto per parlare al pubblico: “Ciao Milano, adesso vi presento un pezzo molto importante per noi perché è il nostro primo inedito ufficiale e ha una storia molto interessante. Non eravamo famosi, non c’avevamo una lira e non c’avevamo ‘na l’ira n’artra vorta”.  Ricordando l’avventura per girare il primo videoclip autoprodotto, il frontman carica i fan per cantare con loro il brano del riscatto, a cui seguono “S h*t Blvd” e “Lasciami stare”. Arriva poi uno dei momenti in cui la scuola X Factor eleva il live e la capacità vocale di Damiano con un‘infilata di tre cover riuscitissime: “Beggin’” dei Four Seasons, “Take me out” dei Franz Ferdinand e “Somebody Told me” dei Killers.

Dalle note del rock spinto si scende ad un momento più intimo con “Le parole lontane” e la cover di “Pyro” dei Kings of Leon. Ma la pausa ballad dura poco e si torna a saltare su “Niente da dire”, “You Need Me, I Don’t Need You” (di Ed Sheeran) e il groove hip hip di “Let’s get it started”(dei Black Eyed Peas). con l’ultima strofa rappata in italiano.

Proprio sulla reinterpretazione dei brani, i Maneskin stupiscono e confermano il loro virtuosismo: la riproposizione più rock di “Breezblocks” degli Alt-J, con drums violenta e chitarra aggressiva piace e convince. Anche l’esecuzione di “Io vengo dalla Luna” di Caparezza scatena consensi e su “Closet To The Top” si chiude il live. Sull’encore uno dei brani più attesi: “Torna a casa”, cantata (e filmata) da tutto il Fabrique e  “L’ultima dimensione” che determina l’effettiva fine del concerto.

Damiano saluta con un “Grazie Milano!”e un profondo inchino io suo pubblico, ma il tour continua a Bologna, Roma e Padova, per tornare con una tripletta a Milano il 7, 9 e 10 aprile. Annunciate le nuove date estive di Roma e Macerata, con biglietti ancora disponibili!

Clicca qui per vedere le foto dei Maneskin a Milano (o sfoglia la fotogallery qui sotto).

MANESKIN: la scaletta del concerto di Milano

Fear For Nobody
Are you ready
Chosen
Kiwi (Harry Styles)
New Song
Morirò da re
Recovery
S h*t Blvd
Beggin’
Take me out (Franz Ferdinand)
Somebody Told Me
Le parole lontane
Pyro (Kings of Leon)
Niente da dire
You Need Me, I Don’t Need You (Ed Sheeran)
Let’s Get It Started (Black Eyed Peas)
L’altra dimensione
Breezblocks (Alt – J)
Vengo dalla luna (Caparezza)
Closet To The Top
Immortale

Bis:
Torna a casa
L’ultima dimensione

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About the author

Stefania Clerici

Stefania Clerici

Milanese, classe 1983, sono appassionata di musica, cinema e cultura pop. Adoro viaggiare, mangiare, dormire, viaggiare, ballare, sorridere e fare l'amore. Oltre a scrivere di musica su Rockon sono digital producer per il tuo canale tv preferito. Amo il rock in tutte le sue forme, i gatti, fotografare il cibo che mangio (e lo faccio da anni, non per moda social) e perdermi per le vie delle città che non conosco. Bulimica di serie tv, collezionatrice di vestiti, scarpe, borse e tutto ciò che può entrare in una grossa cabina armadio puoi chiedermi di tutto e ti darò la risposta che cerchi (altro che Google e il libro delle risposte!), basta non domandarmi: “qual è il tuo artista preferito?”.

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