Lorenzo Jovanotti e le sue dodici feste milanesi

“E’ qui la festa?” Così cantava Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti nel 1989. Ed è stato proprio in quell’anno il mio primo incontro con l’artista allora poco più che ventenne: portava alla trentanovesima edizione del Festival di Sanremo “Vasco”, canzone che lo lanciò sul grande palcoscenico della canzone italiana, dopo la benedizione del suo mentore Claudio Cecchetto.

Ricordo ancora quel giovanotto secco e lungo fuori dall’ancora esistente Hotel Astoria di Sanremo, che catturò l’attenzione di noi piccoli cacciatori di autografi. Ricordo anche mio padre che mi criticava perché ascoltavo quella musica di quel “Giovannotti” che, come lo chiamava lui, sarebbe finito presto.

Sono passati tanti anni da allora, ho incrociato più di una ventina di volte Lorenzo e la festa che questo artista riesce a portare sul palco ogni sera non è più una, bensì 12, come la striscia di date che il cantautore sta portando sul palco ogni sera al Mediolanum Forum di Assago.

Un cv di tutto rispetto, dopo i tre sold out allo Stadio San Siro tre anni fa, arriva un gradito ritorno indoor con 62 date tra stivale ed Europa, a pochi mesi dalla pubblicazione del lavoro di studio “Oh, vita!”, prodotto da Rick Rubin. Il tour per la prima volta parte da Milano proprio per rendere omaggio alla città, seconda casa del menestrello di Cortona: non un concerto, ma una grande festa, questo è il clima che Lorenzo ha voluto costruire per il suo show. 13 lampadari con pendagli di vero cristallo penzolano dal soffitto del Forum, trasformando il palasport in una ballroom, “un grande salone delle feste” come da lui dichiarato. Sotto: un palco di 20 metri per 12 che si allunga per 17 abbraccia e fa ballare tutta l’arena, alle spalle uno schermo di 24 metri per 8, dove le immagini ed i visual curati da Carlo Zoratti e Sergio Pappalettera, accompagnano ogni singola canzone.

La serata prende il via con la proiezione di un’opera realizzata da Manuele Fior, uno dei più grandi fumettisti italiani, con un cartone introduttivo con protagonista un Jova/Don Chichotte. Tre minuti d’immagini travolgenti che introducono l’adattamento teatrale del mio caro amico di Corrado D’Elia (fantastico attore e regista milanese al quale devo molto essendo stato uno dei miei primi maestri), recitato in spagnolo dalla magica voce di Miguel Bosé. Al termine la luce si abbassa e salgono sul palco i fidi cavalieri erranti che accompagneranno Lorenzo per questa cavalcata lunga quattro mesi: Saturnino (basso). Riccardo Onori (chitarra) , Cristian Rigano, (tastiere e synth), Franco Santarnecchi (piano e fisarmonica), Gareth Brown (batteria), Leo di Angilla (percussioni), Gianluca Petrella (Trombone), Jordan MC Lean (tromba), Matthew Bauder (sax).

Ha così inizio la sesta festa con la canzone che aveva chiuso il tour precedente “Ti Prendo e Ti porto via” e il party prende forma: la prima parte è esplosiva con l’infilata di “Le Canzoni”, “Penso Positivo” (in una delle migliori versioni live che ricordi) e “In Italia”. Su questa ultima Lorenzo imbraccia la chitarra, cosa che ha memoria in questi vent’anni gli avevo visto fare poche volte sul palco e che invece farà tantissimo durante tutta la serata.

I lampadari iniziano a prendere vita e colore sopra la crowd del forum e dopo “Oh, vita!” e “Sbam!” arriva la parte più morbida del live: “Gli Immortali”, “Mi Fido di Te”, una delle ballad di Lorenzo che mi porta sempre fuori ricordi importanti, “Sbagliato”, ed una pillola della mucciniana “Baciami Ancora”, con i lampadari che hanno abbandonato il soffitto e sono ormai poco sopra le teste del parterre, e infine “Chiaro di Luna”. Ancora l’eroe di Chervantes si materializza pian piano sullo schermo in una versione da menestrello come il suo alterego appena illuminato in punta della passerella.

Fine di abbracci e baci, si torna a ballare: su “Fame” Lorenzo assume le sembianze da deejay /rapper newyorkese, la testa della passerella comincia ad alzarsi sopra le teste degli spettatori e a ruotarsi per accompagnarlo sul second stage dove ad aspettarlo c’è una consolle. Jova deejay ai piatti sale ancora più su sopra le nostre teste e parte il djset con “Attaccami la spina” “Non m’annoio” “Muoviti muoviti” “Una tribù che balla” “(Tanto)3”. Sulle prime note di “Smell Like Teen Spirit” Assago è una bolgia selvaggia che ha bisogno di un’ultima sudata potente sul ritmo de “L’Ombelico del Mondo”.

Si prende fiato e si torna romantici con “A Te”, conclusa da uno strepitoso solo guitar del bravissimo Riccardo Onori, “Ti sposerò” e “Ragazza Magica” , dove Lorenzo prosegue il suo concerto da chitarra-voce.

Un simpatico intro che da modo di prendere fiato ai musicisti e si riparte con “L’Estate Addosso”, “Tutto L’Amore che Ho”, “Safari” e “Tensione Evolutiva”, si alzano i BPM ed in una foresta di laser, grazie al sapiente e spettacolare disegno luci di Paul Normandale, Lorenzo balla con la sua gente.

“Anche di Lunedì sera è sempre sabato sera”, ed infatti anche in questo inizio settimana non si sta a casa si fa festa con “Sabato” e “Il più grande spettacolo dopo il BigBag” con una esplosione di coriandoli sopra di noi. Ormai tutti i diecimila e più cuori milanesi battono a mille per le emozioni e l’adrenalina che in pochi nel nostro paese sanno trasmettere da un palco.

Anche se Lorenzo non è mai stato un grande cantante, pochi artisti sanno intrattenere e mettere l’anima davanti al proprio pubblico solo come lui sa fare: può non piacere, ma da 10 anni a questa parte posso dire che nel nostro Paese nessuno sa proporre live show così perfetti e strabilianti. Un suo live, di là del gusto musicale, va visto almeno una volta nella vita per capire quanto ancora tutti gli altri sono lontani anni luce dal confezionare un pacchetto di adrenalina ed emozioni così perfetto.

Personalmente trovo che questo tour non si tra quelli che visivamente mi ha fatto più emozionar, ma ho trovato un notevole upgrade musicale, con nuovi arrangiamenti molto belli ed un Lorenzo più coinvolto con la sua band e non più solo maestro di cerimonie del suo formidabile show. Il lavoro con Rubin lo ha sicuramente cambiato e portato ad un livello successivo che potrà solo portare ancora nuove mirabolanti avventure

Su “Ciao Mamma” e “Ragazzo Fortunato” si chiude la festa numero sei, prima degli encore, “Le Tasche Piene di Sassi”. Con il finale di “Mezzoggiorno” inizio ad abbandonare la ballroom prima dell’ultima “Viva La Libertà”

Il consiglio che lascio è quello di non lasciarvi scappare una delle prossime dati per vedere questo giovanotto ormai cinquantenne: la strada che ha fatto da quando saltava e cadeva sul palco del Teatro Ariston di Sanremo è stata tanta… e caro papà, mi sa che hai sbagliato un tantino il tuo pronostico.

SET 1
Ti porto via con me
Le canzoni
Penso positivo
In Italia
Oh, vita!
Sbam!
Gli immortali
Mi fido di te
Sbagliato
Baciami ancora
Chiaro di Luna
Fame
Attaccami la spina / Non m’annoio / Muoviti muoviti / Una tribù che balla / (Tanto)3
(DJ Set)

SET 2
L’ombelico del mondo
A te
Ti sposerò
Ragazza magica
L’estate addosso
Tutto l’amore che ho
Safari
Tensione evolutiva
Sabato
Il più grande spettacolo dopo il big bang
Ciao mamma
Ragazzo fortunato
– – – – – – –
Gente della notte
Mezzogiorno
Viva la libertà

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