“Life: A Journey Through Time”, Frans Lanting e Philip Glass

All’Auditorium Parco della Musica di Roma è in corso il “National Geographic – Festival delle Scienze”. Inaugurato il 16 aprile, volgerà al termine dopo una settimana ricca di eventi tra cui incontri con scienziati e ricercatori, laboratori, mostre e concerti.

La seconda serata del Festival delle Scienze ha visto protagonisti Frans Lanting e la PMCE (Parco della Musica Contemporanea Ensemble) in occasione di “Life: A Journey Through Time”.

Lanting è un fotografo tedesco specializzato in fotografia naturalistica.
Collaboratore stabile del National Geographic, per realizzare questo progetto si è spinto in una ricerca meticolosa, lunga e laboriosa che lo ha portato ad esplorare ogni angolo della terra.
Sette anni di lavoro concentrati in una serie di immagini il cui tema principale è una storia affascinante: l’evoluzione della vita.

A supportare le sue immagini una colonna sonora d’eccezione, curata dal genio del minimalismo Philip Glass.
In occasione dell’evento la partitura è stata ricavata dall’assemblaggio di alcune composizioni, riarrangiate in una versione per grande orchestra.
Questa particolarità ha conferito alla serata una particolare valenza, poiché si è trattato a tutti gli effetti di una prima mondiale.

“Life: A Journey Through Time” è un viaggio nel tempo attraverso fotografie e musica.
Un’opera orchestrale multimediale suddivisa in sette movimenti che raccontano in un’ora come l’energia abbia dato origine prima alla terra e poi, con l’acqua, alla vita.
Una magnifica, quanto inusuale, lezione di scienze.

In Elementi, le musiche inizialmente lente e cupe ben presto lasciano spazio ad arpeggi irruenti e frenetici.
In Origini il ritmo diviene ripetitivo, veloce e a tratti monotono: rispecchia il ciclo vitale e come affermato da Lanting «tutto è molto semplice poiché la vita stessa lo è».
Fuori dall’Oceano regala leggerezza, vitalità e gioia mentre con Sulla Terra si torna a sonorità più introspettive.

Non è semplice descrivere “Life: A Journey Through Time” e forse sarebbe errato tentare di farlo.
Non si traducono in parole foto, movimenti ed emozioni, ma da una serata come questa potrebbe, anzi, dovrebbe arrivare un messaggio – forte come la vita stessa.
Viviamo in un pianeta che va salvaguardato.
Da tutti.
Da noi.
Se non lottiamo per preserare al meglio le piante, le acque e gli animali la storia, come già accaduto, si ripeterà lasciando un solo quesito: cosa si salverà, stavolta?

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