LIAM GALLAGHER a Locarno: Moon & (rock’n’roll) Stars

Articolo e foto di Oriana Spadaro

A soli tredici giorni dal concerto di Barolo ci ritroviamo in pellegrinaggio verso Locarno per rendere ancora una volta omaggio al Dio del rock’n’roll: Liam Gallagher chiama, noi rispondiamo. Due ore di auto da Milano e un infame cambio franco svizzero/euro di certo non spaventano un “mad fer it” che si rispetti.

La location ci stupisce e conquista immediatamente: Locarno è una località turistica del Canton Ticino che affaccia sul lago Maggiore e forse tanti non sanno che da 15 anni propone un festival di nome Moon&Stars che merita 5 stelle e anche di più per l’organizzazione impeccabile!
L’aria è leggera, l’atmosfera vacanziera e spensierata. La zona intorno a piazza Grande è recintata e pullula di bar, chioschi di street food, lucine colorate e una ruota panoramica. Sembra di essere al luna park o ad una festa patronale. In piazza, a rendere difficile la vita dei fotografi nel pit, troneggia il palco più alto e sofisticato che abbiamo mai visto.
Complice la gratuità dell’evento dopo la cancellazione degli Snow Patrol, la piazza si riempie di spettatori casuali, curiosi, famiglie con bambini sulle spalle, e naturalmente tanti fedelissimi che non potevano perdere la rara occasione di un concerto gratuito di “Ourkid”, come lo chiamano in UK.

È ancora giorno quando le note di “Fuckin’ in the Bushes” preannunciano l’entrata trionfale del nostro Dio. Senza troppi preamboli Liam, nel suo parka preferito che non smette di indossare da Glastonbury, arriva e scuote la piazza con la tripletta micidiale “Rock’n’Roll Star”“Morning Glory?”“Wall Of Glass”.

Tra baci lanciati al pubblico e incomprensibili frasi con accento mancuniano, ascoltiamo brani dal suo primo disco solista As You Were e un paio di singoli che anticipano il nuovo disco Why Me? Why Not in uscita il prossimo 20 settembre.

“Time flies”, per citare gli Oasis, ma Liam è sempre lo stesso: arrogante in quel modo irresistibile che solo a lui è concesso, perché lui può. Perché è magnetico quando si ferma e immobile rivolge sguardi di sfida al pubblico, quando impreca verso non si sa cosa e non si sa chi, alternando un “fuck” ogni due parole. Perché il suo carisma riempie le arene e le piazze e ci riporta alle origini, ripristina l’ordine e sembra dirci: il rock’n’roll non è morto, questo è il rock’n’roll, io sono il rock’n’roll.

Essenziale, grezzo, autentico, genuino nel bene e nel male, come è sempre stato. Il passare del tempo ci restituisce un Liam buono come il vino che invecchia: più ponderato, ma senza perdere il fuoco, generoso e affettuoso con il suo pubblico che non smette di definire “beautiful people”, mostrando gratitudine per un ritorno sulle scene dal successo clamoroso.

E’ la volta dei classici degli Oasis, tra cui una inaspettata “Be Here Now”, che infiamma la vecchia fanbase dando una leggera scossa ad un pubblico troppo pacato e composto rispetto agli standard dei concerti di Ourkid.
Come da tradizione Liam ci lascia con “Champagne Supernova”, ma questa volta si ferma dopo pochi secondi perché vuole aspettare che il sole tramonti completamente e cali il buio.
Noi siamo felici di aspettarlo. Siamo felici di questa seconda golden age.

Clicca qui per vedere le foto di Liam Gallagher a Locarno (o sfoglia la gallery qui sotto).

Liam Gallagher

LIAM GALLAGHER – la setlist del concerto di Locarno

Rock ‘n’ Roll Star (Oasis song)
Morning Glory (Oasis song)
Wall of Glass
Greedy Soul
For What It’s Worth
Shockwave
Columbia (Oasis song)
Slide Away (Oasis song)
Roll With It (Oasis song)
Bold
The River
Cigarettes & Alcohol (Oasis song)
Wonderwall (Oasis song)

Encore:
Be Here Now (Oasis song)
Supersonic (Oasis song)
Champagne Supernova (Oasis song)

 

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