LE VIBRAZIONI tra sorrisi di gioia, jeans e paillettes: foto, reportage e scaletta del concerto di Milano

Articolo di Roberta Ghio | Foto di Sonia Santagostino

Jeans, pelle, sneakers, tacchi, fasce sulla fronte, creste di diversi colori, corpetti minimal in pizzo, t-shirt, frange, paillettes, business look. Confidenza col luogo di chi concerti ne conta già tanti, ma anche sorrisi gioiosi di bimbi con l’ennesima finestrella tra i denti, alla loro prima esperienza live, che per l’occasione hanno preparato cartelli, disegni e poster colorati. Non posso non notare il mini striscione timidamente appeso alla ringhiera di sicurezza dell’anello B fianco palco, composto da vari fogli tenuti insieme alla meglio, con un portrait di tutti i componenti della band e sorvegliato fieramente dal piccolo fan illustratore, che siede composto tra i genitori. È oltremodo vario nei colori e nelle età, il pubblico accorso per il primo Forum di Assago de Le Vibrazioni, che per festeggiare i loro vent’anni di musica, hanno scelto non solo il luogo simbolo del capoluogo meneghino, ma hanno voluto i loro amici a condividerne il palco, amici e artisti che hanno lasciato il segno (alcuni lo stanno per fare) nel panorama musicale italiano.

Un conto alla rovescia, scandito da fiamme di fuoco proiettate sullo schermo a forma di rombo a fondo palco, annunciano l’ingresso sulla scena di Francesco Sarcina, Stefano The Wizard Verderi, Marco Garrincha Castellani e Mr.Boogie Alessandro Deidda ovvero: Le Vibrazioni.

L’attacco ficcante di batteria e l’urlo “Milano!!!” sanciscono il via al live, che inizia sulle note di Sbagliato, mentre luci nei diversi toni dell’arancione sembrano sprigionarsi dai disegni geometrici in movimento proiettati alle spalle della band e dal ritmo che arriva dal palco, che diventa sempre più incalzante nel blu di Seta e passa successivamente alle verdi “scosse elettriche” di Electrip. Una partenza carica di energia e varia nei suoni, con brani che dal recente passato fanno un salto indietro nel tempo fino al primo album Le Vibrazioni. Senza perdere ritmo, ma lasciandoci avvolgere, ci facciamo trasportare da Raggio di sole, con tanto di virtuosismi vocali sul finale da parte di Sarcina che, camicia fantasia dai toni scuri, fasciato in pantaloni in pelle nera, ha una voce e una grinta pazzesche.

Di successo in successo, in cui oltre alla musica non possiamo non notare il look scozzese a tratti svolazzante di Garrincha, salgono sul palco i primi ospiti della serata, I Ministri – pronti a “suonare le chitarrone come si faceva una volta” per citare un loro messaggio via social – che duettano con i padroni di casa su una penetrante e profonda Portami via, con una parte strumentale così battente da far sentire anche noi alla corte di Ale Deidda, quando li vediamo radunati tutti sotto la batteria a far gridare solo i loro strumenti. Dopo la toccante Non mi pare abbastanza, dedicata ad un caro amico che non c’è più e a tutti coloro che hanno sofferto per la sua dipartita, Francesco si lascia finalmente andare a qualche chiacchiera in più e, rivolgendosi con sguardo grato ed entusiasta al pubblico, esclama:  “Ma dove eravate stati tutti quanti mi chiedevo!? – a studiare urla un ragazzo alle mie spalle –  è bello vedervi così assieme!!!” e presenta il secondo amico della serata, Enrico Nigiotti che, look composto, capello raccolto e l’immancabile chitarra, entra sulle note di Ogni giorno creando sul palco un bella unione di timbri vocali e scatenando il pubblico, che salta, si abbraccia e canta a squarciagola.

Pubblico che, nonostante la grinta emanata dal palco fin dai primi secondi del live, inizialmente era in ascolto, contratto, forse ancora stupito, ma ora c’è, partecipa e risponde pronto ad ogni stimolo che arriva dal palco. Dopo tanta potenza, si abbassano le luci, quasi a non invadere l’intimità del momento e riprendiamo fiato ascoltando Angelica, iniziata in assolo chitarra e voce di Francesco, sulla quale via via entrano basso, chitarra e batteria, accelerando sempre di più il battito, fino al gran finale fatto da un silenzio improvviso. Ritorna a parlare Sarcina e lo fa in veste di papà, introducendo Pierdavide Carone & Dear Jack con il brano, Caramelle, che dietro ad un ritmo allegro denuncia l’abominevole tema della violenza sui bambini e la considerazione “è impensabile che ancora oggi, nel futuro, esista questa realtà”. Di ritmo in ritmo, sempre tenendo alte le pulsazioni, con mani che danno manforte alla batteria ed applausi che emozionano e quasi ostacolano l’inizio dei brani, riconosciamo l’intro arabeggiante di E se ne va arrangiata nella parte strumentale in modo da ben esaltare le vocalità del frontman e di Samuel, altro annunciato ospite, che in jeans e cappello d’ordinanza, fa il suo ingresso sul palco lasciato poco più di un mese fa, accolto dalle urla del pubblico e ci regala in duetto una preziosa versione della canzone.

Mentre stiamo facendo la conta su “chi manca” tra gli amici-artisti, arriva l’inaspettato Elio! Geniale trasformista, indossa il frac dei maestri d’orchestra, con l’inseparabile occhiale nero a montatura spessa e folti capelli scuri, acconciati con riga (e riporto) laterale, accompagna Ovunque andrò suonando il flauto traverso. Flauto che, nei momenti di pausa, fa roteare come una goffa majorette, accennando balletti fuori tempo. Ironico e prezioso, come solo lui sa essere. Mr. Boogie aka Alessandro Deidda ci regala un tamburellante assolo di batteria, ma mi distraggo, perché vedo Francesco che, richiamato dall’amore che emana il piccolo striscione descritto all’inizio, raggiunge il più possibile il piccolo fan che pronto, lo stacca e lo regala.

Mentre sto pensando alla bellezza di questo momento e fantastico sulla gioia del bimbo, fiamme di fuoco e un rock pieno mi richiamano alla realtà e lo sento: sta arrivando Piero Pelù, che con il rassicurante bicipite in bella mostra, una presenza e una grinta che non teme i decenni di palco, duetta con le Vibrazioni su Aspettando e Toro Loco ballando, incitando il pubblico e giocando ad impersonare il toro che sfida in matador Francesco, facendo saltare tutto il forum. Ed ecco l’ultimo ospite Achille Lauro che da Sanremo arriva con la sua Rolls Royce.

Il suono di una pioggia improvvisa sgombera il palco e lascia il tempo di un cambio abito per Francesco, che con il nuovo look scuro, occhiale nero, cappello e bastone interpreta, è il caso di dire teatralmente, il brano Drammaturgia, con il cadenzato “purchè non mi si tocchi!” che lo fa tramortire al suolo sul finale, lasciando la sala nel silenzio che annuncia il fine della prima parte del live. Il rientro sul palco vede quattro brani che, uno via l’altro regalano un tripudio di musica energia ed anche riflessioni. Dedicato a Te, In una notte d’estate, con un inizio reggae ed una citazione a “e la luna bussò”, Vieni da me dedicata a Chiara, una ragazza di cui Sarcina non ci racconta molto, se non che sta lottando, ma ci invita alla riflessione sul potere dell’amore e della musica, per concludere poi con l’esplosiva Su un altro pianeta.

Una serata convincente, di tanti colori, di tanti sorrisi, di tanta musica, di tanta energia. Good Vibes come cita un hashtag molto usato nei post, ovvero: belle Vibrazioni!

Clicca qui per vedere le foto de Le Vibrazioni a Milano (o sfoglia la fotogallery qui sotto).

LE VIBRAZIONI – La scaletta del concerto di Milano

Così Sbagliato
Seta
Electrip
Raggio di sole
Dimmi
Insolita
Sono più sereno
Portami Via (con I Ministri)
Se
Non mi pare abbastanza
Ogni Giorno (con Enrico Nigiotti)
Angelica
L’Ultima Neve (Intro piano – Ridono gli dei)
Respiro
Caramelle (con Pierdavide Carone e Dear Jack)
Pensami così
Cambia
E se ne va (con Samuel)
Ovunque andrò (con Elio)
Sani Pensieri
The Boogie (solo batteria)
Aspettando (con Piero Pelù)
Toro Loco (con Piero Pelù)
Amore Zen
Rolls Royce (con Achille Lauro)
Drammaturgia

Dedicato a Te
In una notte d’estate
Vieni da me
Su un altro pianeta

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