La festa finale del Jova Beach Party: si vola all’Aeroporto di Linate

Discusso, al centro di polemiche da mesi, ma attessissimo: dopo aver animato per tutta l’estate le spiagge italiane – facendo discutere ambientalisti, giornalisti, opinionisti e tutti gli “isti” dell’ultim’ora – il Jova Beach Party arriva nella sua ultima tappa all’aeroporto di Linate di Milano. Lo scalo, chiuso fino al prossimo 27 ottobre per lavori di manutenzione (e dopo l’annullamento della data di Albenga che aveva lasciato l’amaro in bocca ai fan di Lombardia, Piemonte e Liguria), ospita il tour che da spiagge si sposta in uno dei luoghi di arrivi e partenze più impersonale che esista: l’aeroporto. Ma colorato, illuminato, addobbato a festa, in una giornata soleggiata di fine estate, animato da una 10 ore no stop di Musica, ecco che il pratone dello scalo diventa il villaggio woodstockiano che non ho mai visto!

330 metri di palco, 4 torrette illuminate, 3 megaschermi e un impianto luci da urlo, ospiti da tutta italia che hanno animato dalle 15 la tribù del Jova: dall’opening di Albert Marzinotto per arrivare a Rkomi, Paolo Baldini DubFiles, Ex-Otago, Ackeejuice Rockers, Cacao Mental, Bombino, Flavia Coelho, Takagi & Ketra, Fatoumata Diawara e Benny Benassi + lo stesso Jovanotti, che già nel pomeriggio ha regalato pezzi insieme ai suoi openers.

Alle 20.30 circa si decolla con il capitano Lorenzo che, salito sul palco prima di iniziare il suo set, introduce lo show: “siamo a Linate non a caso: un aeroporto ha una forte valenza simbolica legata alla vita tra arrivi, partenze, ritardi, lacrime e aspettative. Siete venuti da tutta Italia e non mi vengono le parole per ringraziarvi! Questo è stato un tour pazzo e oggi abbiamo festeggiato la nostra sfida: divertirci senza sensi di colpa. Sui temi dell’ambiente o si vince tutti o si perde tutti: il pianeta sta soffrendo, la temperatura globale si alza e l’unico modo per fare bene le cose è farle insieme”.

Il tema ambientale (controversissimo, dalle prime tappe nelle spiagge per preservare flora e fauna marina e ornitologica, fino ad arrivare ai coniglietti del parco Forlanini) è un filo rosso che si propone a più voci nello show (l’introduzione del WWF, il video di Soldini, la chiusa dello stesso Jovanotti prima dell’ultimo pezzo), eppure la 3 ore del cantautore è sempre meno un one-man-show (al quale ci aveva abituato nel precedente tour), per diventare una festa corale, dove la vera protagonista è la Musica.

Presenti in scaletta tutte le hit che hanno fatto la storia del pop cross generazionale di Jovanotti (Ciao mamma, Estate, Nuova era, Tutto l’amore che ho, Un raggio di sole, La notte dei desideri, Sabato), ma i momenti che fanno più saltare la folla dei 100 mila sono quelli di un dj-set (anche a tratti un po’ sporco) in cui Lorenzo mette i dischi (spaziando da 7 nation army e il coro “popopopopoopooo” a Smells like teen spirit in un secondo -per dire!-), mentre i più veri sono le briglie sciolte con i featuring più o meno improvvisati, gli ospiti che vanno e vengono, i tecnici che portano in scena consolle “per sbaglio” e lo zainetto di un Benassi wikileakato sul palco.

Piuttosto in sordina l’ingresso del primo ospiste on stage: il chiacchieratissimo Tommaso Paradiso, alla sua prima uscita pubblica dopo l’addio ai Thegiornalisti, che suona Felicità Puttana con Dardust e La luna e la gatta con Takagi & Ketra, già protagonisti onstage nel pomeriggio. Ma è dopo Bella che esplode il calor della fiesta: con i componenti di Rockin’ 1000 e Salmo alla batteria, Jova trasforma Linate nell’Ombelico del mondo della musica. Fuochi e fiamme per tutta la lunghezza del palco, percussioni che rimbombano a 360 gradi: è la tribù che balla! E non si smette di saltare quando parte 90MIN con Salmo e gli “applausi” gridati a gran voce, seguita da Ho paura di uscire, che si conclude con una grande promessa di Jovanotti: quando Salmo canterà allo stadio, verrà a fargli da opener, così come fece il biondazzo nel 2015 per tutto il “Tour dei Palasport”.
Il terzo e ultimo ospite per l’inno generazionale degli anni ‘90 Non m’annoio arriva direttamente dallo spazio con Luca Parmitano in collegamento dalla sua navicella spaziale: anche a 400 mila km “si volaaaaa”.

Il gran finale è affidato all’hit del precedente album ma che davvero conclude in grande la festa della giornata: L’estate addosso, che incalza con Ti porto via con me. L’intimazione di concludere entro le 23.30 viene esplicitata da Jovanotti che chiude la serata con Ragazzo fortunato (lui sì, ma tra salti e gioia del pratone di Linate ci si sente tutti molto fortunati stanotte) e con la canzone-manifesto Fango.

Trasformare uno scalo aeroportuale in una spiaggia? Sì può fare! Grazie all’amore per la musica, la magia del divertimento e un pubblico positivo e vivo. Chapeau all’organizzazione, impeccabile sotto tutti i punti di vista: una prima grande conferma per Milano che sarebbe davvero pronta ad avere il suo primo grande festival di musica europeo!

Foto di Michele Lugaresi

JOVA BEACH PARTY – scaletta del concerto di Milano

“Il più grande spettacolo dopo il big bang”
“Ciao mamma”
“Estate”
“Gli immortali”
“Nuova era”
“Tutto l’amore che ho”
“Un raggio di sole”
“Musica”
“Coraggio”
“La notte dei desideri”
“Sabato”
“Chiaro di luna”
“Felicità puttana” (con Tommaso Paradiso e Dardust)
“La luna e la gatta” (con Tommaso Paradiso, Takagi & Ketra)
“Bella”
“L’ombelico del mondo” (con Salmo alla batteria + Rockin’ 1000)
“90MIN” (di e con Salmo)
“Ho paura di uscire” (di e con Salmo)
“Fame” (con Salmo)
“Non m’annoio” (con Luca Parmitano in collegamento dallo spazio)
“Prima che diventi giorno”
“L’estate addosso”
“Ti porto via con me”
“Ragazzo fortunato”
“Fango”

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