JAMIROQUAI: foto, reportage e scaletta del concerto al Moon and Stars

Una delle cose che amo di più, e trovo più interessanti del mio lavoro, è quello di poter incontrare spesso, ed a pochi metri di distanza, pezzi della mia adolescenza musicale, come flashback che mi portano indietro a quegli anni 90 quando, ancora ragazzino in quel di Sanremo, cercavo di districarmi tra i vari generi per capire quale sarebbe stata la mia musica preferita. Non esistendo ancora la potenza mediatica del web, la mia ricerca di nuovi suoni era indirizzata verso un piccolo negozietto a due passi dal Teatro Ariston, dove settimanalmente il proprietario riforniva la sezione dei cd singoli con interessanti novità del momento. Correva l’anno 1994 e quando vidi la copertina di Space Cowboy rimasi estasiato (chi la conosce si farà subito strane idee sulle mie abitudini di allora) ed avendo sentito parlare di questo gruppo, non me lo lasciai scappare e lo portai a casa con me. Jay Kay rimase per tanti anni nei miei radar musicali per poi scomparire pian piano, ma sicuramente lasciando una cicatrice di ricordi che la sera del 18 luglio sono tornati tutti fuori in piazza Grande a Locarno.

Siamo alla quarta serata del Moon&Stars 2017, festival della vicina Locarno, che in questa stagione sta ritrovando i fasti del passato. Dopo la mia visita del sabato precedente, con sul palco Zucchero ed LP, oggi è appunto la volta di questa icona degli anni 90, freschi della loro esibizione a Firenze, i Jamiroquai tornano in piazza Grande sette anni dopo la loro ultima esibizione.

Prima del gruppo britannico devo però segnalare l’esibizione di un idolo locale: Seven (clicca qui per vedere le nostre foto). Trentottenne di Berna, con la faccia pulita e l’anima R&B, apre le danze e fa subito sua la piazza, con una bellissima voce ed uno spirito che mi ricorda molto l’amatissimo Mika, un modo di stare sul palco molto fresh ed accompagnato da una bravissima band. Canta in inglese, cosa rara tra le esibizioni degli autoctoni, parla un ottimo italiano e saluta anche i madre lingua tedeschi. Davvero uno di quegli artisti a 360 gradi che potrebbe sfondare non solo nel suo paese.

Clicca qui per vedere le foto di Jamiroquai a Locarno (o sfoglia la gallery qui sotto).

In una piazza Grande di rosa illuminata, e con un cielo grigio che minaccia qualche goccia, alle 21 e 30 circa arriva il momento del folletto di Stretford ed i suoi Jamiroquai (Rob Harris chitarra, Derrick McKenzie batteria, Paul Turner basso, Sola Akingbola percussioni, Matt Johnson tastiere).

La mia attesa è tanta, sia per i trascorsi di cui sopra, sia per le recenti disavventure del frontman inglese, che a Firenze appunto si dice non fosse recuperato al 100% dalla’operazione alla spina dorsale, che ha costretto la band a cancellare le date di inizio tour.

I dubbi scompaiono subito quando Jason arriva sul palco con il nuovissimo copricapo multicolor, creato per lui dal designer Moritz Waldemeyer, ed ispirato al pangolino, un animale con un corpo squamoso. E sembrano proprio squame quelle si muovono grazie ad un telecomando nella mano sinistra del cantante. Un effetto catalizzante quanto la voce del frontman britannico, che pare si imbolsito, ma non sembra proprio uno uscito da poco da una doppia operazione alla schiena. Sul palco è leggero come una libellula ed accompagna la sua splendida voce con movimenti sinuosi e sguardi ammiccanti in camera. Lui è davvero un uomo con una comunicabilità pazzesca da inserire nel mia personale top ten dei frontman più carismatici.

La scaletta alterna pezzi dal nuovo lavoro Automan, a brani storici come Little L o Cosmic Girl per uno show incredibile che tornerà a Milano sei anni dopo l’ultima esibizione il 20 novembre al Mediolanum Forum di Assago. Biglietti in vendita a questo link > http://bit.ly/jamiro2017

JAMIROQUAI – Scaletta concerto di Locarno – 18 Luglio 2017

Shake It On
Little L
The Kids
Space Cowboy
Superfresh
White Knuckle Ride (with “Everybody’s Going To The Moon” snippet)
Cosmic Girl
Mr. Moon
Cloud 9
Summer Girl (live debut)
Runaway
Carla
Canned Heat (with “Revolution 1993” intro)
Love Foolosophy
Virtual Insanity

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