I MINISTRI: reportage live e scaletta del concerto di Padova

Che a me I Ministri piacciano è un dato evidente a chi mi legge, quindi lo confesso in apertura e cercherò, a maggior ragione, di essere obiettiva.

Poco più di un anno fa si chiudeva il tour “Cultura Generale”, con tanto di seguito da parte dei fan che nelle ultime date registravano più di un sold out. Ma è già tempo di cose nuove e venerdì 06 aprile, al Gran Teatro Geox di Padova, i Ministri riappaiono alle scene con “Fidatevi” tour omonimo dell’ultimo album, pubblicato lo scorso 8 marzo.

Già dall’apertura si nota una certa differenza rispetto all’ultimo tour: la scena sembra strutturata ad un livello di dettaglio maggiore. Al centro del palco capeggia la batteria, sollevata su un piano rialzato dove trovano spazio anche le chitarre turniste di Marco Ulcigrai e della new entry Anthony Sasso.

Il frontman Davide Autelitano “Divi” non padroneggia la prima linea in via esclusiva, ma la divide equamente con Federico Dragogna “Fede”, rispettivamente al lato destro e al lato sinistro del palco.

Un’immagine equilibrata quindi, in cui ogni componente trova rilevanza scenica al pari degli altri, con una piccola eccezione per la batteria di Michele Esposito alias “Michelino”, che questa volta si fa notare e anche bene. Siamo abituati a sentirlo con potenza e vederlo o intravederlo a malapena tra il chiaroscuro dei palchi e un’ormai proverbiale riservatezza. Invece, a detta di molti, Michelino si rivela una novità di questo tour: più disinvolto, più energico, più visibile.

Per il resto, si confermano nelle giacche, nella grinta, nei suoni forti e nel volume alto che caratterizza la band. Ognuno esegue bene il suo show, anche se il cantante Divi mi appare leggermente sotto tono, forse sono “i trentacinque”, come dice lui, o forse solo una casualità.

Molto bello il gioco di luci e la veste grafica del palco, che ripropone sul fondale lo squalo disegnato sulla copertina dell’album. Tutto sincronizzato, forse troppo. Manca un po’ di spontaneità, di sbavatura, probabilmente più facile da ottenere nei club che in un teatro. Il pubblico è coinvolto, numeroso, ma non tanto da riempire il grande salone.

La scaletta è naturalmente cucita intorno all’ultimo album, senza però tralasciare i must di quelli precedenti, come “Idioti”, “Comunque”, “Tempi bui” e le ormai immancabili tracce di chiusura “Diritto al tetto” e “Abituarsi alla fine”, che stando proprio al cantante, rappresentano non solo una consuetudine, ma una scelta affezionata.

I MINISTRI – scaletta – 6 Aprile – Padova

Spettri
Crateri
Comunque
Idioti
Usami
Un dio da scegliere
Non mi conviene puntare in alto
Spingere
Memoria breve
Tra le vite degli altri
Il bel canto
Tempi bui
Dimmi che cosa
– – – – –
Fidatevi
Noi fuori
Una palude
Diritto al tetto (“Fight for your right” of Beastie Boys with Metallica’s “Enter Sandman” riff outro)
Abituarsi alla fine

– – –
Foto Thanks to Zed Live

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