I-Days 2017: reportage e foto del Day 2 (Radiohead, James Blake e Michael Kiwanuka)

Articolo di Stefania Clerici – Foto di Davide Merli

Il secondo giorno del grande rock al Parco di Monza è più caldo e affollato del primo, ma la line up che vede in serata salire sul palco i grandissimi Radiohead è un invito a vivere a pieno la giornata che ci aspetta.

Apertura alle 16 con i Santa Margaret (il duo di Angelica Schiatti e Stefano Verderi) che scaldano i primi coraggiosissimi accorsi sotto il sole, mentre verso le 17 è la volta sempre degli italianissimi Ex Otago che regalano un’ora di live, con le bellissime note del loro ultimo Album Marassi (I giovani d’oggi, Pelle, Gli occhi della luna, tra le altre canzoni) insieme a qualche successo degli scorsi anni.

Mentre il sole è ancora alto arriva on stage anche Michael Kiwanuka: britannico di nascita con origini ugandesi, l’artista nel 2011 è stato supporter del tour europeo di Adele e da lì consacrato al grande pubblico diventando anche voce per la soundtrack della serie tv Big Little Lies. Sul nostro palco (mancava in Italia da un po’ dopo la cancellazione della data del novembre scorso all’Alcatraz di Milano) regala pezzi tratti dal suo ultimo lavoro in studio Love&Hate e qualche digressione nel passato con il suo album d’esordio Home Again.

Sul fare del tramonto verso le 19.45 è la volta di James Blake. Classe 1988 e tre album all’attivo, un viso pulito e un grande carisma, l’artista britannico regala sonorità interessanti che spaziano dall’elettro-pop al soul, giocando con synth e campionamenti in una pulizia e armonia acustica che mi lasciano davvero incantata. Tra i pezzi che più apprezzo le strumentali onde sonore e le ballad tutta voce e distorsion, come Love Me in Whatever Way, Retrograde e Voyeur, tratte dall’ultima pubblicazione Overgrown.

Clicca qui per vedere le foto di James Blake a Monza (o sfoglia la gallery qui sotto).

L’attesa e l’adrenalina però salgono fino alle 21.30, quando sono attesi sul palco gli Haedliners della nostra giornata: i Radiohead! Freschi del successo del live all’arena del Visarno, eccoli impazienti salire sul palco degli I-Days, per regalare uno dei live più preziosi di questo mio 2017.

La perfezione sonora e la sacralità del rito musicale sono i due elementi primari di questa due ore di concerto che mi ha lasciato davvero estasiata: apertura in punta di piedi su Daydreaming, quasi ad acclimatare i 55 mila accorsi nel pratone del parco, è su Full stop e il synth di Tom Yorke che le sonorità si accendono.

Dietro al grande palco la scenografia è pulita ed essenziale: due schermi ai lati e un grande schermo sopra le teste degli artisti che riproducono visual, onde sonore, beat ma anche mosaici del live in corso, spesso effettato e virato in una psichedelia colorata che ben si sposa con le sonorità dei Radiohead. Tra un pezzo e l’altro silenzio e compostezza visiva con mille luci che disegnano un cielo stellato ad ogni stacco: una semplicità disarmante eppure davvero bella.

La figura di Johnny Greenwood sul palco è purtroppo relegata ad un angolo in disparte: eppure da quel corner ne escono di capolavori. con The National Anthem Johnny infila stralci dell’audio di una cronaca di calcio in italiano, mentre su Pyramid Song molla il parco synth per suonare la chitarra elettrica con l’archetto, ma le chicche non sono ancora finite: arrivano le infilzate tutte da ballare di Ok Computer: luci stroboscopiche di Idioteque, Exit Music (For A Film) e Paranoid android concludono la prima parte di live, per portarci sul gran finale.

Un primo bis più acceso dove 2+2=5, Bodysnatchers e Fake plastic trees padroneggiano e caricano la folla, per una grande conclusione con l’attesissima Creep che in setlist mancava da tanti tanti anni in Italia e il grande successo di Karma Police. Anche se il concerto è quasi finito la remise a più voci dal pubblico anche a luci accesissime del ritornello “This is what you’ll get” fa rimbracciare strumenti e microfoni a Thom e ai suoi che regalano un ultimo coro al parterre degli Idays: “I’ve given all I can”, si conclude con questa frase l’ultima canzone dei Radiohead e c’è davvero da crederci. Un live perfetto, in cui gli artisti hanno dato davvero tutto e da cui noi sottopalco abbiamo davvero preso molto.

Appuntamento per il grande sabato tutto giovane e rebel con SUM 41, BLINK-182 e LINKIN PARK, dove sono attese 80 mila persone per un’altra bellissima giornata di musica!

Clicca qui per vedere le foto di Radiohead a Monza (o sfoglia la gallery qui sotto).

RADIOHEAD – scaletta Monza – 16 Giugno 2017

Daydreaming
Desert island disk
Full stop
Airbag
15 step
Myxomatosis
The national anthem
All I need
Pyramid song
Everything in its right place
Reckoner
Bloom
Weird fishes
Idioteque
The Numbers
Exit Music (for a film)
Paranoid android
– – – – – – –
No surprises
Nude
2+2=5
Bodysnatchers
Fake plastic trees
– – – – – – –
Lotus Flower
Creep
Karma Police

Clicca qui per vedere le foto di Michael Kiwanuka a Monza (o sfoglia la gallery qui sotto).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.