I CALIBRO 35 arrivano a Milano e ci conquistano con il loro funk-jazz poliziottesco

Articolo di Serena Lotti | Foto di Maria Laura Arturi

Quanti di voi hanno mai assistito ad un live dove il sound è totalmente costruito in chiave postmoderna sulle colonne sonore dei film polizieschi dell’Italia anni ’70? Beh se fate parte di quel gruppo che non lo ha ancora sperimentato, rimediate presto. E se a suonare sono i Calibro 35, fatelo. Fatelo forte. E non voglio assolutamente etichettarli in un sotto-genere di nicchia, perché i Calibro 35 hanno rotto gli stilemi di genere, andando oltre il recupero di partiture e library dimenticate per conquistare un proprio personale stile. Potrebbero suonare qualsiasi cosa e farlo magistralmente. Ma hanno scelto questo groove stiloso e super cool, e a noi piace così.

Parliamo di una band del panorama indipendente italiano composta da musicisti d’eccellenza che annoverano nel loro background artistico esperienze con artisti come Afterhours, Cristina Donà, Vinicio Capossela Niccolò Fabi, Baustelle, Paolo Benvegnù, Morgan, One Dimensional Man, Marta sui Tubi, Dente, Stewart Copeland e che hanno reso soundtrack i loro lavori nei film Vallanzasca, La banda del brasiliano, Said e nei credits di Red, film con Bruce Willis.

Dieci anni di carriera, tornano adesso dopo due anni e dopo 6 dischi in studio, concerti in tutto il mondo e collaborazioni importanti (l’ultima quella con l’ex cantate dei Jet, Nic Cester). I Calibro 35 sono ritornati a febbraio con l’album “Decade” un summarize della loro cifra poetica tra groove funkadelico e pulp cosmico, questa volta ispirato alle avanguardie architettoniche italiane degli Anni 70 e da poco lanciato il nuovo singolo “Travelers, Explorers”, cantato dalla fascinosa Elisa Zoot, cantante e musicista italo-inglese, frontwoman della rock band inglese Black Casino and the Ghost.

Clicca qui per vedere le foto dei Calibro 35 a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

Calibro 35

In una Santeria sold out i Calibro 35 ci hanno accompagnato con brani strumentali e cantati da Serena Altavilla e Roberto Dell’Era su un percorso accidentato e divertente di organi distorti, fuzz esplosivi, ottoni bollenti, eleganti archi, vibrafono, sintetizzatori, bassi ipnotici il tutto in equilibrio su un filo di progressioni funk-jazz-psych dal sapore vintage che ci ha letteralmente scaraventato negli 60 e 70, non senza momenti di spinti virtuosismi realizzati con grandissima perizia tecnica e capacità artistica fuori dal comune ed in grado di mantenere sempre costante ed alta la tensione narrativa. Un pubblico caldo e partecipante che ha assaporato brani etno-jazz, tracce di sapore morriconiano e track afro-psych.

Un live roboante dove un groove di facile ascolto si è contaminato di pathos romanzesco con qualche tocco di sapore zappiano, senza dimenticarci di citare i Goblin.

Un live per festeggiare dieci anni di attività dell’universo distopico dei Calibro 35,  l’ennesimo strabilio di idee e intuizioni che li conferma oltre il livello dei compositori contemporanei e a cui diamo il merito aver riconsegnato alla coscienza musicale italiana un tesoro di valore inestimabile.

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