PINKPOP Festival 2019 – Day 1: Happy Birthday PP, foto e report della cinquantesima edizione

Articolo di Stefania Clerici | Foto di Roberto Finizio

È iniziata tra nuvole e vento freddo il primo giorno del Pinkpop Festival, giunto a compiere proprio in questa edizione i 50 anni! Un anniversario da segnare con il lapis d’oro, quello della rassegna Olandese che richiama da tutta Europa fan di ogni generazione e nazionalità sotto i suoi palchi.

La setlist del day one è varia e spazia dal elettro pop, al rap, passando per il britpop, lo shoegaze, il rock nelle sue forme… insomma ce n’è per tutti i gusti musicali e curiosi. Ad aprire il microfono è per primo l’americano SYML che sulle onde psichedeliche delle sue canzoni semplici (syml in dialetto del Galles significa “semplice”) ma di grande impatto, ci accompagna nel percorso musicale dell’Iba Parkstad stage.
Le danze continuano sulle note del brit soul con la sensuale Grace Carter, giovane promessa del pop inglese che sotto al tendone dello Stage 4 ci fa ballare le sue hits, che hanno già aperto il tour di Dua Lipa nel 2018 e che ora la vedono solista in tour Uk e poi in Europa nei maggior festival estivi.

Tutt’altro suono quello che si balla poco dopo sotto al Brightlands Stage, che al richiamo dell’eccentrico Yungblud, fa scatenare le anime più rock del Pinkpop. Il 21enne, al secolo Dominic Harrison, pettinatura selvaggia e lineamenti quadrati, ricorda un po’ Johnny Rotten. Ma quando canta e si scatena ecco che esce quel soul maledetto dalla caotica profondità che rimanda ai primi Twenty one pilots: tra salti sul palco e urla, la folla è in visibilio per questa adrenalinico performer di cui sentiremo parlare… Siamo stati ad ascoltarlo lo scorso novembre a Milano, ma per sentirlo con le vostre orecchie ecco la selezione dei suoi pezzi.

Un altro gradito riascolto è quello di George Ezra, fresco di tour europeo che qualche settimana fa abbiamo visto al Forum di Assago: nell’ora di set sul main stage del Pinkpop regala un set con i suoi maggior successi del suo secondo album, il viaggio europeo che ha caratterizzato la sua ultima produzione in studio: ecco Barcelona, Pretty Shining People, Listen to the Man e Paradise a colorare il pomeriggio diventato assolato nel grande prato di Landgraaf. Il gran finale è affidato alla personalissima Budapest, a cui segue la dance folk ballad di Cassy O’e Shotgun.

Il tempo di trasferirsi dall’altra parte dell’arena, ecco che sotto all’Iba Parkstad stage si consuma lo stupore blasfemo e dannatamente interessante dei Cage the Elephant: il frontman Matt Shulz è un concentrato di pazzia ed eclettismo incontenibile… in completo grigio da banchiere e guanti neri (nonostante il suo primo lavoro fosse “idraulico”) è pronto a sovvertire ogni aspettativa e a far uscire la “bestia” dalla gabbia in ognuno di noi. La set list percorre i maggior successi della band, con l’opening di Broken Boy, passando -letteralmente- da un lato all’altro del palco con Too Late to Say Goodbye (che alza i cori della folla), Ready to Let Go, Ain’t No Rest for the Wicked, Shake Me Down, tra le altre e un finale su Teeth, che vedono un Matt scatenato in crowdsurfing!


Sul mainstage sulla golden hour olandase scende il tramonto e salgono sui palchi gli Hippo Campus, Anouk e Jacob Banks: nell’ordine una indie-band americana, un’artista locale diventata famosa anche all’estero e un cantautore soul britannico dall’enorme potenziale. Le possibilità per appassionati e curiosi di novità sono infinite e i vari generi proposti sono proprio la cifra distintiva del Pinkpop Fest: clicca sui loro nomi per scoprire le loro playlist.


Il tempo della grande festa del compleanno del Pinkpop è arrivato all’apice quando alle 20 salgono sul Main Stage i Jamiroquai per far scatenare al ritmo della loro funky music tutta la platea accorsa sotto al palco. Nonostante ne sia passato di tempo da Alright va davvero tutto bene per Jay Kay e i suoi: un po’ di pancetta e qualche capello bianco, ma voce e adrenalina da vendere per il frontman dal casco colorato che ha incendiato il pubblico del festival, con pochi pezzi ma mirati a scatenare tutte le generazioni. Space Cowboy e Cosmic Girl continuano a rimanere sempreverdi… tra cori e danze la festa imperversa dallo stage fino alle ultime file: su Canned Heat arriva il gran finale con una scatenata folla in delirio sulle note “dance” della band.


Mentre le luci calano su main stage per preparare la serata agli headliner della giornata, dall’altra parte del parco si chiude l’attività del Iba Stage con gli Elbow, che tornano onstage al Pinkpop dopo il successo del 2015 e del 2011: ascolta qui la loro playlist

Alle 22.30 è tutto pronto per gli attesissimi Mumford & Sons che consacrano il primo giorno di festival con un concerto magistrale che infiamma il pubblico del Pinkpop. In tour europeo da qualche mese, dopo la puntata in Italia a Milano alla quale non potevamo mancare, eccoci nuovamente tornare ad emozionarci con loro: si inizia con Guiding Light, il primo singolo tratto dal nuovo album Delta, per poi continuare con l’apprezzatissima Little Lion Man che fa battere al ritmo della batteria le mani del 60 mila presenti nell’arena.


L’adrenalina sale sui pezzi più datati della band (The Cave, Lover of the Light), per raggiungere il suo apice sull’attesa Believe, su cui il frontman chiede di illuminare con accendini e luci dei cellulari la propria area per poi scatenarsi tra il pubblico, scendendo dal palco e andando ad abbracciare le persone nelle prime file: in questa atmosfera magica si scivola sulla bellissima Ditmas, per poi regalare un momento magico con Picture You. Prima di iniziare Marcus Mumford ricorda di averla suonata sempre al Pinkpop qualche anno fa dove a fare da headliner era il grande Bruce Springsteen. La carica che arriva sul ritornello è enorme, sul finale del pezzo fiamme fucsia a ritmo di schitarrate incendiano il palco lasciando senza parole tutto il pubblico. Lo spettacolo pirotecnico continua con Darkness Visible che, introdotta dall’inquadratura sugli schermi a lato del palco di una luna alta e a falce, illumina stage e platea in maniera ipnotica.

Per il gran finale i M&S si trasferiscono alla fine della passerella del palco: imbracciati gli strumenti si dispongono a cerchio per intonare 42 e far scivolare verso la fine questo live così intenso. I Will Wait e Delta fanno cantare a gran voce la platea che si gode questa prima serata adenalinica e viva di festival.
Il vento di inizio giornata si è placato e un giorno nuovo sta iniziando nel grande prato di Landgraaf: appuntamento per il secondo giorno con The Cure, Lenny Kravitz e tanti altri… stay tuned!

Clicca qui per vedere le foto del Pinkpop Festival 2019 giorno 1 (o sfoglia la gallery qui sotto)

Mumford & Sons

MUMFORD & SONS – La setlist del Pinkpop Festival

Guiding Light
Little Lion Man
The Cave
Beloved
Lover of the Light
Tompkins Square Park
Believe
Ditmas
Slip Away
Awake My Soul
Picture You
Darkness Visible
The Wolf
42
Babel
Rose of Sharon
I Will Wait
Delta

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