Francesco De Gregori: Rimmel e un compleanno da dimenticare

Premessa: Considero Francesco De Gregori il miglior cantautore e non solo vivente. Più volte in questi ultimi periodi mi sono sempre sentita dire “un artista non è una tua proprietà, è una persona libera”. Già, in effetti è così. Ma un uomo libero perchè a 63 anni inizia un processo “operazione simpatia” per piacere agli altri?

No, non era Sanremo, ieri. E per quanto lo spettatore possa rimanere sempre incantato davanti al Principe della musica italiana, beh ieri sera qualche incantesimo è andato male. Intanto le F magiche di Festa e Francesco sono state seguite dalla F di Fine. Francesco De Gregori non è più un cantautore, non ha mai voluto esserlo forse, da qualche tempo non lo è più.
Per cui inutile giudicare o recensire il concerto di ieri sera con la puzza sotto il naso che mi contraddistingue. E’ stato un concerto Pop, era una festa Pop, gli ospiti invitati erano tutti del panorama Pop. Anche Checco Zalone è il simbolo Pop per eccellenza.

Dunque è stato bellissimo dalla tv vedere i messaggi delle persone che scrivevano “Aspettando il Liga” e “Aspettando il nostro mito Fedez”.
Inizia da solo De Gregori (accompagnato dalla sua band) con “Lettera da un cosmodromo messicano” e “La leva calcistica del 68”. Poi partono i duetti. Stralunato e strampalato quello con Caparezza, eppure Caparezza è un grandissimo artista. Era un pesce fuor d’acqua lì. Poi si esibirà più avanti con “Vieni a ballare in Puglia” ma la gente impellicciata ai primi posti non rispondeva ai segnali di entusiasmo del cantante pugliese. E poi quelli con Giuliano Sangiorgi, potreste avvertire il cantante dei Negramaro che non esistono solo le canzoni dei Negramaro? Canta tutte le canzoni come se fossero canzoni sue. Purtroppo a lui è stata affidata Pablo, e devo fare i complimenti è veramente una bella canzone pop ora… da domani stamperemo magliette con su scritto “Hanno ammazzato Pablo, ma è stato Sangiorgi”. Ah, poi canta al piano “Guarda che non sono io” che sembra un mix tra “Nella mia stanza” e “Solo 3min”. Non so se è stato avvertito del fatto che era la festa per i 40anni di Rimmel di Francesco De Gregori.

Poi una versione blues di “La valigia dell’attore” con Fausto Leali. Per carità Fausto è sempre Fausto ma questa versione blues chi ve l’ha suggerita? Più o meno inascoltabile con un De Gregori che ripete in maniere costante “oh yeah”. Mah! Con le sue mani in tasca fa la sua apparizione Ligabue, detto il Liga ormai sono standard le canzoni che ci riprongono “Alice” , già tutti sapete com è andata a finire e poi De Gregori che si ostina a cantare “Il muro del suono” di Ligabue.

Evito di scrivere dell’esibizione con Checco Zalone per un motivo: fossimo stati a Zelig sarebbe stato bellissimo, vedere Checco che prende in giro De Gregori , musone tra l’altro. Ma non era il caso e De Gregori musone è rimasto. (Non provate a dire che sembrava divertito perchè all’inizio si era pure messo sugli scalini e in disparte).

Le altre canzoni a dire la verità le ho segnate ma non ho volontà di scriverle e di descriverle a me scrivere di musica Pop fa venire un pò ansia. Devo però dire due cose su due donne. Le esibizione più belle, più sentite e più raffinate, pure troppo per lo spettacolo di ieri sera sono state quelle con Elisa e con la classe infinita di Malika Ayane che purtroppo ha cantato solo una canzone e poi ha fatto un minuto uno, con De Gregori. Di una bellezza artistica rara, peccato che Malika ieri sera sia stata così mal sfruttata. Ah ora dimenticavo il capolavoro Pop più riuscito della serata e che incorona De Gregori ad amico ufficale di quello che va di più per la maggiore oggi nella musica italiana… Fedez. Cantano ” Viva l’Italia” non solo duetto ma De Gregori gli ha permesso anche di aggiungere strofe nuove e di una bellezza Pop sconvolgente (ironia) tipo “Viva L’Italia che si da una spinta”. Fedez ieri aveva un sacco di “sbattella cosmica” che non so precisamente cosa sia, l’ha detta lui, va bene uguale. Comunque sì, lo spettacolo POP è riuscitissimo. Peccato però che a un certo punto scorrano immagini del passato, lui giovane infastidito dalle domande dei giornalisti, timido anche, in sala di registrazione con alla chitarra anche Ivan Graziani e poi con Lucio Dalla. Questo video deve essere proprio scappato agli organizzatori!

Dicevamo Rimmel, album del 1975 . Non ne posso parlare perchè ho 34 anni e io non ero nata e dunque sono profondamente ignorante su quell’album. Per cui lascio a voi competenti e adulti l’onere di scrivere “Rimmel quanti ricordi con quell’album, mi sono sposato, è nato il mio primo figlio, mia figlia si chiama Venere, Dolce di secondo nome”. Umm interessante!

Uno spettacolo Pop bellissimo. E’mancata la torta finale con le quaranta candeline ma va bene ci sarà stato un party dopo. Insomma Francesco De Gregori non è il cantautore che almeno personalmente pensavo. Lui fa musica Pop. Vuole piacere alla gente, vuole farsi le foto con tutti, vuole sorridere in mezzo alla strada. Oh a 63 anni ci sta eh. Ha passato una vita a guardare male tutti, a tirarsela, a farsi chiamare Principe vuoi che un giorno non si svegli e si senta simpatico?Non era Sanremo, ma lo è sembrato tanto. Auguri Rimmel ora le tue “parole” puoi davvero spedirle a un indirizzo nuovo. Intanto De Gregori dichiara con felicità che il momento con Fedez è stato il più commovente. Spero che non dica la stessa cosa quando uscirà con le cover delle canzoni di Bob Dylan.
Non si può mischiare tutto nella vita, non si può fare un’eterna marmellata. Sì, bisogna saper distinguere fra cantanti e cantantucoli, il cantautore ormai per Francesco De Gregori è già figura lontana.

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