FIRENZE ROCKS 2019: reportage e foto del secondo giorno

Reportage a cura di Gaia Giovanelli e Davide Merli | foto a cura di Davide Merli

Questo secondo giorno di Firenze Rocks comincia in un clima decisamente più afoso e provante rispetto a ieri con già moltissimi dei 60000 paganti presenti sotto palco fin dall’ esibizione del giovane Matt Simons.

MATT SIMONS

Il cantautore trentenne americano trova subito la sintonia giusta col pubblico e nella mezzoretta scarsa di esibizione riesce a coinvolgere tutti i presenti col suo mix di R&B e pop. Nella manciata di pezzi eseguiti c’è spazio anche per un divertente duetto con la moglie Cassandra Sandberg in Dust, canzone che parla del comune sbaglio di scrivere al proprio ex quando si è ubriachi.

Il finale è affidato ai singoli Catch & Release e dal radiofonico We Can Do Better che viene ballato e filmato da tutti i presenti. Ottimo inizio per essere a detta di molti una data solita di Ed Sheeran dentro al Firenze Rocks.

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Matt Simons

ZARA LARSSON

Cambio di palco veloce e sale sul palco la biondissima Zara Larsson e la sua crew di musicisti e ballerini che sfidano il caldo torrido delle 17.30 veramente al limite della sopportazione. Alla ragazza svedese non sembra importare molto e parte a razzo con la bellissima Symphony (pezzo scritto a più mani dai Clean Bandit, recenti Re Mida assoluti del dance pop mondiale) che viene cantata da tutto il pubblico che si dimostra entusiasta per Zara e la sua band. Cominciano i primi svenimenti sotto palco ma l’atmosfera non si raffredda manco con i successivi bravi sempre cantati e osannati dai presenti. Quaranta minuti piacevoli che finiscono con Never Forget You e Lush Life che divertono la folla ormai oceanica già presente in arena in attesa del main event. Next Ariana Grande?

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Zara Larsson

 

SNOW PATROL

 

Ma che ci fanno gli Snow Patrol in mezzo ad una giornata del genere? Poco importa alla fine perché la band Nord Irlandese riesce subito a girare a favore una potenziale situazione di indifferenza generale in una lezione apprezzatissima di classe e raffinatezza. Anni fa lessi un articolo in cui li accusava di essere impalpabili, di vendere una cosa come 7 milioni di dischi e di restare sempre degli sconosciuti senza carattere o di suscitare indifferenza nei confronti della maggio parte del pubblico rock: me male aggiungo. Gli Snow Patrol sono per pochi, hanno un tocco e una raffinatezza veramente unica e stasera hanno letteralmente deliziato i fans di Ed Sheeran con 1 ora di alternative rock per palati fini. Manca Nathan Connolly, assente per un infortunio al braccio, ma Lightbody e soci sopperisco a dovere facendo conoscere un discreto riassunto del loro principale repertorio che passa da Take Back The City fino ad arrivare a Run o OpenYour Eyes. Suoni perfetti, il pubblico apprezza più delle reali aspettative e la band se ne accorge e trasforma un semplice compitino in un concerto veramente emozionante. Si intravede anche una sorta di sing along con la bellissima Chasing Cars e la finale Just Say Yes dopo la quale Gary e soci ringraziano e salutano per dar via alla preparazione del palco dell’amico Ed Sheeran. Musicalmente i vincitori della serata.

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Snow Patrol

 

ED SHEERAN

 

Poco dopo le 21 comincia lo spettacolo per cui il 95% dei presenti si è accalcata in questa giornata afosa all’interno dell’Ippodromo del Visarno: il ragazzo rosso sale sul palco con la sua chitarra e una maglia di calcio della Nazionale Italiana e manda in delirio tutti fin dalle prime note di Castle On The Hill. Una considerazione: il ragazzo si presenta ancora sul palco da solo con la sua chitarra acustica e solo ci rimane per tutta l’esibizione, supportato solo dal tracce registrate. Scelta giusta non farsi accompagnare da una band su palchi enormi come questo o i migliori stadi Europei? Forse no, una platea del genere meriterebbe una band di accompagnamento e una produzione più da grandi arene ma allo stesso tempo è bello vedere un ragazzo mettersi così a nudo davanti a tutti questi presenti senza paura di mostrare i suoi limiti e difetti. Probabilmente è anche questo il fulcro del successo planetario del ragazzo britannico: Ed è uno di noi, è il ragazzo che con la sua chitarra in spalla ce l’ha fatta ma che non ha perso di vista da dove è arrivato, è un po’ come andare a vedere un amico che si esibisce nel localino di periferia e che magari ti offre pure la birra per ringraziarti di essere venuto.

Il pubblico per lo più composto da ragazze di ogni età canta dalla prima all’ultima parola dell’esibizione che si snocciola su quasi tutti i classici della discografica di Ed Sheeran: dalle più ritmate Galway Girl e Shape Of You alle più emotive Thinking Out Loud e I See Fire.

La durata è un po’ scarsina, forse un paio di pezzi in più ai 15 eseguiti avrebbero ripagato ulteriormente la lunga e provante attesa dei 60000 presenti ma non penso che molti di loro andranno a casa con la bocca amara dopo un tale livello di emotività e naturalezza con cui Sheeran ha incantato i presenti.

Probabilmente sbirciando le scalette dei precedenti concerti negli stadi il ragazzo regalerà uno show leggermente più lungo ma per oggi va bene così.

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Ed Sheeran

 

ED SHEERAN – La scaletta del concerto di Firenze 

 

Castle on the Hill
The A Team
Don’t / New Man
Bloodstream
I Don’t Care
Lego House / Give Me Love
Galway Girl
Poor Wayfaring Stranger / I See Fire
Thinking Out Loud
Photograph
Perfect
Sing
Shape Of You
You Need Me, I Don’t Need You

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