DESCENDENTS + Me First and the Gimme Gimmes: reportage, foto e scaletta del concerto di Milano

Foto di Matteo Scalet | Articolo di Alberto Cristofolini

Sono arrivati in migliaia al Carroponte di Sesto San Giovanni per assistere ad un concerto che sa di happening. C’è chi aspetta quest’occasione da vent’anni, chi non ci sperava più, chi orgogliosamente mostra foto o magliette degli anni ’80 e ’90 come trofei (giustamente).

Per sgranchirsi le gambe si comincia con i Manges da Las Pezia, attivi dal 1993, devoti discepoli dei Ramones nonché compagni di merende di Queers e Screeching Weasel; credo che chiunque fosse al Carroponte l’altra sera li abbia visti almeno una volta nella vita dato che girano Italia , Europa e Mondo da vent’anni a questa parte, senza mai perdere un colpo. Adorabili.

Alle 21:00 è la volta dei Me First and the Gimme Gimmes, già di ritorno in Italia dopo le date di questo inverno. Formazione – in completo nero e fuxia – leggermente variata rispetto a Febbraio: alla chitarra, al posto di Shiflett (impegnato in tour coi suoi Face To Face) troviamo Axel Kurth, degli Wizo. Spyke è come al solito in formissima, istrionico come un Robbie Williams prestato al punk rock; presenta molte delle canzoni con un italiano fluentissimo e sul palco delizia il pubblico con numeri da alta scuola con e al microfono. Il loro set è come al solito godibilissimo, la gente balla, si diverte e le canta tutte. Scanzonati.

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Sono le 22.30, è giunta l’ora dei quattro da Lomita, California; il pubblico aumenta, la tensione è palpabile, poi l’esplosione quando salgono sul palco. Milo, vestito come un metalmeccanico in pantaloncini corti, annuncia “everything sucks today” già nella sua classica posa mano sul costato, tutto proteso in avanti ed è il delirio; si prosegue con una doppietta al cardiopalma: “Hope” e “Rotting Out”, stagediving fuori controllo e security in difficoltà, la gente arriva da tutte le parti. I Descendents sono in forma strepitosa, Stevenon sembra immobile ma picchia con una precisione ed una violenza imbarazzanti, Egerton è una furia col sorriso stampato in faccia, Alvarez snocciola note ad una velocità sostenutissima e poi c’è Milo che come frontman ha fatto scuola. Più avanti si alternano brani da un po’ tutti i dischi, la carica emotiva della band e quella del pubblico non conoscono cali, su pezzi come “When I get the time” e “Clean Sheets” si vede gente sfiorare la commozione vera. Conclusione con “Suburban Home” l’immancabile momento di scambio di cortesie con “Thank you” e “Descendents”. Il pubblico comunque vuole di più e i Descendents non si risparmiano: gli encore sono ben due, “I’m the one” e “Sour Grapes” i momenti più alti.

Non è da tutti salire su un palco e suonare punk rock a più di cinquant’anni d’età senza risultare fuori luogo, sta anche in questo l’unicità dei Descendents.

Me First And The Gimme Gimmes – scaletta Milano – 11 Giugno

• Summertime
• Sloop John B.
• Do You Believe
• Uptown Girl
• Me and Julio Down On the School Yard
• Jolene
• Science Fiction
• Crazy for You
• I Believe I can Fly
• Country Roads
• O Sole Mio
• Who Put The Bomp
• Over The Rainbow
• Rocket Man

Descendents – scaletta Milano – 11 Giugno

• Everything Sux
• Hope
• Rotting out
• On Paper
• Pop
• Nothing With You
• Pervert
• Bear
• Full Circle
• Clean Sheets
• Testosterone
• Van
• Myage
• Victim of Me
• Silly Girl
• Weinerschnitzel
• Get the time
• Coffee Mug
• Talking
• Grow up
• I Like Food
• Shameless Halo
• When I Get Old
• Coolage
• Without Love
• Suburban Home
• Thank You
• Descendents

Encore 1:
• Feel This
• I’m the One
• Bikeage
• Smile

Encore 2:
• Sour Grapes
• No Fat burger
• Spineless And Scarlett Red
• Catalina

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