DEPECHE MODE: reportage, scaletta e foto del concerto di Torino

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Articolo di Angela di Tomaso | Foto di Roberto Finizio

Si è conclusa con un sold out la prima data del tour Global Spirit nel capoluogo piemontese che ha visto esibirsi sul palco del Pala Alpitur, Dave Gahan e soci il 9 dicembre scorso. Il tour italiano, poi proseguirà oggi 11 Dicembre con la seconda data torinese, poi a Bologna mercoledì 13 Dicembre e a Milano con due date, sabato 27 e lunedì 29 Gennaio 2018.

La band inglese, ha alle spalle ben 35 anni di attività e tour in tutto il mondo con oltre 100 milioni di copie vendute, eppure non sembra abbia nessuna voglia di fermarsi, infatti con “Spirit”, ecco che viene concepito un nuovo successo: siamo al 14° album pubblicato dai Depeche Mode, frutto di un intenso lavoro durato circa due anni e svoltosi principalmente tra Santa Barbara e New York, a capo della produzione troviamo James Ford, produttore tra i più richiesti degli ultimi dieci anni, al lavoro con Artic Monkeys, Florence & The Machine, The Last Shadow Puppets, Foals, Klaxons, Mumford & Sons).

Le nuances sonore di questo album sono decisamente molto più elettroniche rispetto alle loro scorse produzioni, ma ciò che rinnova totalmente l’aspetto sonoro sono i testi: volutamente apolitici, rispecchiano con fedeltà la crisi sociale e morale contemporanea, in particolare con il singolo “Where Is The Revolution” il trio di Basildon, basito dall’astensione silenziosa generale nei confronti dei cambiamenti politici e territoriali degli ultimi anni, si pensi ad es. all’avvento della Brexit e la presa di potere di Trump in America, si propone con tono provocatorio, ponendo agli ascoltatori delle domande. Ma attenzione , non si deve racchiudere questo album in una sfera puramente politica in quanto il loro intento è anche un’altro, ovvero portare ad intensificare il rapporto sentimentale tra gli esseri umani, rafforzare lo spirito appunto, così come lo si esplicita con il brano “Eternal”.

La scaletta Torinese ha visto l’esecuzione di brani tratti principalmente dall’album “Ultra” del 1997 e naturalmente “Spirit” del 2017, ma ha anche lasciato spazio a grandi hit del passato come “Everything Counts”, singolo estratto dal terzo album Construction Time Again, pubblicato nel 1983, “Enjoy The Silence” dall’album Violator del 1990 e l’intramontabile “Personal Jesus”, con cui hanno chiuso il concerto .

Clicca qui per vedere tutte le foto dei Depeche Mode a Torino, o sfoglia la gallery qui sotto:

Depeche Mode

DEPECHE MODE – scaletta del concerto di Torino – 9 Dicembre

Going Backwards
It’s No Good
Barrell Of A Gun
A Pain That I’m Used To
Useless
Precious
World In My Eyes
Cover Me
Insight (acustica cantata da Martin Gore)
Home
In Your Room
Where’s The Revolution
Everything Counts
Stripped
Enjoy The Silence
Never Let Me Down Again
– – – – – –
Strangelove (acustica cantata da Martin Gore)
Walking In My Shoes
A Question Of Time
Personal Jeasus

4 Responses

  1. Gian Luigi

    Non sono più in grado di reggere un concerto. Gahan superbo da solo senza una voce di aggiunta a metà concerto era sfatto …..
    come per tutti i grandi ormai un pò avanti con gli anni, un grande spettacolo di luci e effetti avrebbe aiutato molto.
    Risultato, una play list da greatest hits con tracce rigorosamente da 3,30 minuti con un pubblico annoiato e per nulla incantato …… un pò sorridente di fronte a un mezzo De Sica / Tognazzi :-))

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    • Jack

      Concordo pienamente Gian Luigi,
      ieri sera ero a Bologna, nonostante il palazzetto fosse più pieno del solito
      per la prima volta non mi sono divertito e non vedevo l’ora di andarmene. I depeche mode hanno un repertorio da fare invidia a tutti, ma alla fine si ostinano a far sempre le solite cose. Da ultra non è rimasto impresso un album che uno se non qualche brano. Prima te li divorarvi tutti e dovevi lottare anni per capire quale fosse il brano più bello o meno. Fin dall’inizio era senza voce e stranamente in 2 ore compreso il bis è finito tutto. Insomma dirò sempre la stessa cosa ma più passa il tempo e più si sente la mancanza di Alan Wilder. Andy sembrava cementificato su una tastiera che userà si e no 2 volte. Per 60 euro devo dire non è valsa la pena. Effetti scarsi palco non all’altezza. Più che ascesa io intravedo la fine….

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