DENTE a Milano: volevo essere io uno dei tuoi amori infelici

Articolo di Serena Lotti| Foto di Giulia Manfieri

Era un’estate di più di 10 anni fa. Ero al Magnolia, zanzare e afa, birre e musica dal vivo. Mi spingevo tra le persone facendomi largo a spallate e fu un attimo. Io e Dente ci trovammo faccia a faccia, quasi scontrandoci, in mezzo a quella folla molle e sudata. Ci guardammo negli occhi, lui con il suo irresistibile ciuffo alla Sampei mi sorrise ed io mi innamorai di lui all’istante. Il tempo si fermò, la gente girava intorno a noi e noi restavamo fermi. Il momento passò, ci superammo, nella mia testa era uno slow motion con sotto un pezzo di Piero Ciampi, grappoli di stelle cadevano e colori caleidoscopici abitavano negli occhi.
Nelle ore successive ero certa che lo avrei reincontrato, sì mi avrebbe parlato del suo amore per me e avrei avuto da lui canzoni, poesie, materassi sul pavimento, piatti di lasagne, 100 bambini tutti con nomi particolari, cani, un mutuo a tasso variabile. Invece Dente non lo rividi mai più così da vicino, se non su un su palco abbracciato alla sua chitarra, cantare canzoni d’amore che ovviamente, nella mia testa, erano tutte dedicate a me.
Nel frattempo siamo diventati grandi, Dente si è imposto nel panorama nazionale come uno dei cantautori più originali e innovativi della scena indipendente ed io il figlio e il mutuo li ho fatti con un altro.


All’attivo 6 album, collaborazioni importanti (Brunori Sas, Le luci della centrale elettrica, Selton, Zen Circus, Enrico Ruggeri solo per citarne alcuni), Dente ha saputo con grande originalità e rara sensibilità regalarci in 13 anni di carriera i colori di un personalissimo linguaggio pop dai tratti minimali e ricercati, ma intrisi di una poesia contemporanea e vintage al tempo stesso.
Prevebibile sold out ieri sera in Santeria, Dente arriva sul palco accompagnato dalla sua band (i Plastic Made Sofa) mood scanzonato, la camicia un pò stropicciata, capelli pettinati con una bomba a frammentazione. Lo amo come un tempo, ovviamente, anche se ha sostituito la chitarra acustica con una Telecaster. I miei neuro ormoni specifici si sono già attivati, mi incastro con fatica tra drappelli di ragazzi e ragazze abbracciati e sospiro perchè alla fine io ho solo il mio zaino a cui abarbicarmi mentre Dente ci canterà dell’amor cortese.
Nelle due ore successive veniamo trasportati con ironia e un pizzico di surrealismo nel suo personalissimo mondo fatto di amori infelici, di settimane enigmatiche, di polvere sotto il letto, di gente che fa l’amore sulle nuvole, della semplicità del latte e del caffè attraverso un mix di inediti e grandi classici, un almanacco di 22 brani godibilissimi e dall’irresistibile appeal.
Dimostrando un’abilità di narrazione immediata e di impatto e una capacità di raccontarci la sua poetica pregna di un esistenzialismo disincantato, Dente ha confermato ancora una volta di sapersi muovere con bravura ed eleganza in un mondo melodico e retrò, fatto di sentimentalismo contemporaneo e delicato, passando dal pianoforte alla chitarra, e dai toni più melensi a quelli più cinici.
Dalla raccolta di brani di Almanacco del giorno prima, compiamo un viaggio all’indietro, passando su Chiuso Dall’Interno, un divertissement dal testo ricco dai caratteristici giochi di parole che lo hanno portato al successo arrivando alle struggenti e melodiche Fatti Viva e Invece tu dai sapori retro ed ironici, mettendo un piede in Sudamerica e l’altro a casa di Sergio Endrigo, fino a Un fiore sulla luna e Coniugati passeggiare.


Il percorso narrativo sui toni vezzosi e teneri di L’amore è bello vengono proposti in chiave malinconica e avvolgente, sulle note di una tristissima Parlando di lei a te ma senza mai ammantarsi di spleen, fino alle sarcastiche riflessioni sulla vita a due come in Incubo, Buon appetito e Vieni a vivere. E poi gli inediti strutturati in una forma tradizionale e rappresentativi della maturità di Dente e della sua consapevolezza cantautorale. Adieu, Cose dell’altro mondo, Anche se non voglio raccontano di un Dente più maturo, più riflessivo, ma sempre scevro di autoreferenzialità che non sembra avere esautorato quella verve caustica e cinica del passato, oggi riproposta con una rilettura più contemporanea e strutturata.
Dente che tocca piano l’esperienza di Battisti e del cantautorato classico, quello pregno di malinconia degli anni 70 mutuando quel messaggio d’amore assoluto attraverso una modalità originale, toccando piano le corde del cinismo e della verve cabarettistica in quella che lui chiama la sua personale
battaglia sintetica ma diretta contro la rassegnazione.
L’anti eroe che racconta l’amore al contrario, l’uomo Dente soccombe ma ride di se stesso, è un antieore  capace di restituire il tema universale delle passioni perdute, delle occasioni rimpiante, dell’amore fuggito dove la disperazione della parola entra in antitesi con un sound melodico accattivante, fresco, aggraziato e dove Dente trova sempre lo spazio per farsi una risata e scarmigliarsi i capelli.

Quella capacità delicatissima di dipingere affreschi malinconici pregni di ironia, quel profumo di chitarra suonata al calare de sole, l’odore del grano, il colore di un sorriso, la nostalgia di un amore infelice. Tutto senti e respiri nella canzoni di Dente, come fosse una finestra aperta dopo un temporale.

Il viaggio introspettivo di Dente punta dritto verso l’imperfezione, verso l’incompiutezza, verso qualcosa che deve ancora evolversi e ci lascia li, tutti insieme stretti in una sing along senza cesure (canteremo fino a straziarci i ritornelli, tra le altre, di Baby building, Buon appetito e Vieni a Vivere), dove l’unico desiderio che abbiamo è che questo amore non finisca con la canzone. Dente rinnova il sentimento più tradizionale del corollario emotivo dalla sua accezione stereotipata e ci confida che l’happy ending non è garantito, ed oggi ce lo dice in modo più ostico e meno cristallino rispetto al passato, meno dissacrante e meno rassicurante. Sotto palco ci crogioliamo nelle sue caustiche riflessioni sull’amore e sulla vita, sul ruolo della donna che sta al centro e nel contempo non è quasi mai protagonista, perchè alla fine finisci per calarti nell’uomo Dente e nei suoi raffinatissimi viaggi introspettivi alla ricerca di un senso che non è senso e dove lui è il protagonista per eccellenza.
La dopamina, norepinefrina, serotonina galoppano veloci come Sheena la regina della giungla e a fine live limonano tutti, ma proprio tutti. Accarezzati da una brezza leggera chiamata sentimentalismo e dove trovarlo, si attaccano l’uno all’altro come in un accoppiamento di polpi maculati della California perchè come loro anche nel parterre c’è gente con tre cuori, ne hanno portati in abbondanza per chi non ne ha, ed io non faccio che abbracciare mestamente il mio zaino con dentro il mio sciarpone arrotolato. Avrei potuto salire sul palco Dente, come De Gregori fa salire sul palco Alessandra Gobbi, e avremmo cantato insieme Ti regalo un anello, se solo quella sera ti avessi ritrovato. Insomma volevo essere io quella scelta non fatta, quel tuo unico difetto, quella strada mai percorsa, quell’ombra sul tuo passato. Avrei voluto essere la tua goccia d’acqua sul sole, la tua donna di crema. Dente, quanto avrei voluto essere io uno dei tuoi amori infelici.

Clicca qui per vedere le foto di DENTE a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

Dente

DENTE – La setlist del concerto di Milano

Parlando di lei a te
Canzone di non amore
Chiuso dall’interno
Incubo
Adieu
Cose dell’altro mondo
Fatti viva
Invece tu
La settimana enigmatica
Ti regalo un anello
Buon appetito
Da Varese a quel paese
Voce piccolina
Un fiore sulla luna
L’ago della bussola
Anche se non voglio
La presunta santità di Irene
Baby building
Saldati

Encore:
A me piace lei
Coniugati passeggiare
Vieni a vivere

DENTE – Tour 2020

Biglietti in vendita a questo link > http://bit.ly/dente2020

13 marzo Brescia, Latteria Molloy
14 marzo Roncade (Tv), New Age Club
20 marzo Bologna, Locomotiv Club – Ingresso riservato ai Soci AICS
21 marzo Ravenna – Madonna dell’albero, Bronson
27 marzo Conversano (Ba), Casa delle Arti
28 marzo Lecce, Officine Cantelmo
3 aprile Padova, Hall
4 aprile Firenze, Auditorium Flog

Biglietti in vendita a questo link > http://bit.ly/dente2020

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