PINKPOP Festival 2019 – Day 3 con FLEETWOOD MAC, BASTILLE, SLASH, The 1975, TENACIOUS D, BMTH e…

Articolo di Stefania Clerici | Foto di Roberto Finizio

Al Pinkpop Festival è arrivato terzo e ultimo giorno di live, la musica oggi inizia presto a rimbombare nel parco per accompagnarci in una festa fino a tarda notte: ad aprire il Palco 4 sono i Coldrain, un quintetto made in Japan che, tra urli e uno stile post hardcore inizia a far saltare i primi arrivi al Festival. I loro pezzi più famosi sono già stati usati come colonna sonora in serie animate e videogames, ma per i fan dei Linkin Park o i My Chemical Romance possono essere una buona scoperta da ascoltare tra un passaggio e l’altro dei loro gruppi preferiti

Il tempo di una passeggiata nella hall of FAME (nel senso italiano del termine) dello street food, si arriva sotto all’Iba Stage per continuare a tutto metal con i Bring Me The Horizon. Il frontman Oliver Sykes è pronto per la sua guerrilla musicale e il suo abbigliamento (giubbino antiproiettile con scritta Mantra, titolo dell’ultimo album uscito e primo pezzo eseguito in scaletta) non tradisce le aspettative. Tra suoni elettro rock, chitarre distorte e visual fluo pop, si continua con l’headbanging diffuso su The House of Wolves. All’attacco di Wonderful Life si crea agitazione ed è la volta che tra il pubblico un fan completamente vestito da Spiderman fa crowdsurfing. Tutti sono scatenati su Shadow Moses e cantano all’unisono, mentre danzatrici armate di lanciafiamme incendiano i lati del palco. Ma è su Happy song che si crea il wall of death, largamente invocato dal cantante già a metà del pezzo: in un silenzio religioso un grande cerchio vuoto si forma sotto al palco e solo all’urlo di Skyes di scatena il delirio di un pogo confuso e liberato.

Di tutt’altro genere le note di The 1975 il gruppo pop britannico che con il suo frontman fa cantare e innamorare le ragazzine europee (e non solo) con le sue movenze ammiccanti e il suo look bello e dannato. Il sound della band è camaleontico e colorato come i membri che la compongono: ci sono le chitarre rock di Adam Hann, il soul del basso di Ross MacDonald, il funky e il rirmo della batteria di George Daniel, che insieme a carisma e alla determinazione del loro leader, compongono non il solito gruppo indie rock. La setlst è quasi tutta dedicata al nuovo album A Brief Inquiry Into Online Relationships, il nuovo lavoro in studio che racconta le virtuali inquietudini sentimentali del nostro tempo, con la vena ironica e scanzonata che contraddistingue il sound della band. Il gran finale è dedicato ai successi che li hanno lanciati qualche anno fa, con Chocolate, Sex e The Sound, cantati a gran voce, nonostante la pioggia imperante, fino all’ultima nota.

Dai toni ultramoderni, passiamo -diluvio universale a parte – all’Iba stage dove inizia poco dopo le 16 il live dei Tenacious D: il duo, composto dall’attore e musicista Jack Black (School of rocks) e Kyle Gass (Elf, Seinfeld), si dedica ad uno show personalissimo e molto seguito dal pubblico più anziano del festival. Amici di vecchia data e appassionati di rock, i due attori hanno formato infatti nel 1994 il loro gruppo, costruendo un live che mescola insieme alle loro canzoni rock-folk dall’influenza metal, parte di sketch e intermezzi recitati, insieme ad intervalli acustici molto ben costruiti. L’ultimo album Post-Apocalyptico, che vede la partecipazione di Dave Grohl alla batteria, domina la loro performance al Pinkpop in un mix di improvvisazione e amore per il rock che coinvolge dalle prime alle ultime file. Torneranno mai in Italia dove mancano da quasi 5 anni?

Mentre imperversa la pioggia sotto al tendone fucsia dell’Brightland Stage arriva una star in diretta dall’Eurovision Song Contest. No, non è il nostro Mahmood ma Duncan Laurence. Olandese, vincitore di The Voice Netherlands, ha spopolato a Tel Aviv con Arcade. Al Pinkpop ripropone cover tratte dalla sua avventura televisiva (pop, brit rock) e una serie di inediti interessanti… curiosi? Eccovi il video della sua più famosa hit.

La pioggia sta smettendo di scendere quando è il turno dei Bastille sul Main Stage che, in forma ridotta, presentano il live del loro prossimo tour dedicato all’uscita del nuovo album Doom Days: è tarda sera, siamo nell’appartamento di Dan Smith ed è da poco passata la mezzanotte… ecco che parte Quarter Past Midnight! La setlist è tutta scadenzata dalle ore che passano, attraverso visual d’impatto, tra sogni ed incubi del frontman: il fuoco di Things We Lost in the Fire, i demoni di Two Evils, il passato di Happier. Nel viaggio nella notte si fluttua (Flaws) ma dopo un interludio strumentale ci si riprende.
Arriva, forte e carica di energia Those Nights, il singolo uscito la scorsa settimana che precede l’uscita di
Doom Days (anche la title track viene eseguita verso le 5 della mattina ipotetica di questa lunga notte bastillana). Il sereno sta oramai arrivando, sia su di noi pioggia e nuvole sono passate, ma soprattutto dell’insonnia di Dan, che si ritorceva sul divano, non rimane che un ricordo: arrivano Joy, Laura Palmer e The rhythm Of the Night a farci saltare (letteramente).
Il gran finale è affidato alla famosa Good Grief che scatena al canto anche i non fan, mentre Pompeii chiude definitivamente la sessione: che vulcano questi Bastille… non perdeteli il prossimo 3 luglio al Fabrique di Milano.

Non si smette di ballare, anche con il freddo e cattivo tempo sui palchi del nostro festival Rosa: prima del gran finale ecco Major Lazer: il trio Diplo, DJs Walshy Fire e Ape Drums richiama sotto all’Iba stage gli amanti del moombahton quel mix musicale che dance, trap, rap, house, dal risultato caraibico africano che muove solo una cosa: il ballo. Light It Up, Cold Water e Lean On Me caricano la platea e preparano il pubblico agli headliner della serata: i Fleetwood Mac.

Il gruppo fondato in Inghilterra da Peter Green (che ha abbandonato la band alla fine degli anni 70), Mick Fleetwood e John McVie. Il gruppo ha visto poi l’ingresso di Christine McVie nel 1970, e di Stevie Nicks e Lindsey Buckingham nel 1974.
Amatissimi nella terra dei tulipani (due sold out allo Ziggo Dome di Amsterdam 4 anni fa) sono tornati sul palco del Pinkpop dopo 48 anni, avevano infatti suonato nella terza edizione dello storico festival.
I Fleetwood Mac hanno fatto danzare generazioni, sono stati campioni di incassi (più di 100 milioni di album venduti) e sono entrati nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1998, e giustamente ospiti d’onore  hanno proposto uno show tutto da cantare e gustare nella coralità del successo dei 50 anni del Festival.
La grande conclusione della serata arriva post live dopo mezzanotte, quando -come nei migliori dei compleanni- si sparano i fuochi d’artificio sul palco grande e si brinda al traguardo raggiungo e ai nuovi anni che verranno: Happy Birthday!

Clicca qui per vedere le foto della terza giornata del Pinkpop Festival 2019 (o sfoglia la gallery qui sotto)

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FLEETWOOD MAC – La setlist del Pinkpop Festival 2019

The Chain
Little Lies
Dreams
Second Hand News
Say You Love Me
Black Magic Woman
Everywhere
Rhiannon
World Turning
Gypsy
Oh Well
Don’t Dream It’s Over
(Crowded House cover)
Landslide
Hold Me
Monday Morning
You Make Loving Fun
Gold Dust Woman
Go Your Own Way

Encore:
Free Fallin’
(Tom Petty cover)
Don’t Stop

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