DAVID GARRETT a Verona: Report e Foto del Concerto Sold Out

Articolo di Veronica Drago | Foto di Emanuela Vigna

Lo scorso sabato 5 settembre Verona era talmente entusiasta di poter accogliere David Garrett all’interno del suo Teatro Romano che persino il meteo ha deciso di concedere una tregua a pochi minuti dall’inizio del live, permettendo al violinista tedesco di esibirsi con la sua band in un concerto davvero unico.

Dopo aver acceso il pubblico con una intro pazzesca in cui ha infilato in una sequenza senza respiro pezzi da novanta come Thriller (Micheal Jackson), Smells Like Teen Spirit (Nirvana) e Walk This Way (Aerosmith feat. RUN DMC), David Garrett ha saputo intrattenere il pubblico per più di due ore passando da grandi classici come Lacrimosa (Mozart) e O Fortuna – Carmina Burana (Carl Orff) a pezzi rock come il cavallo di battaglia Viva La Vida (Coldplay), metal, musica a lui particolarmente cara, come Nothing Else Matters (Metallica), e sudamericani come Tico Tico (Zequinha de Abreu) e La Bamba (Ritchie Valens).

David Garrett sembra incarnare tutte le migliori qualità umane in un corpo solo: è un musicista classico talentuoso che si veste e si comporta da rocker, è bello e affascinante (inutile negarlo, il suo aspetto lo aiuta moltissimo) e, soprattutto, non si risparmia mai al pubblico. Sa esattamente come deve dialogarci, e lo fa proprio con tutti, dai bambini in prima fila a cui si rivolge in maniera dolcissima, ai metallari che assieme a lui alzano le corna al cielo per i Metallica, ai cultori della musica classica che lo ascoltano a occhi chiusi quando sfodera Beethoven.

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David Garrett rispetta qualsiasi fan, di qualsiasi estrazione, rispetta profondamente la sua band a cui concede spazio ripetutamente durante la serata, ma, soprattutto, rispetta davvero qualsiasi genere musicale, tanto da aver deciso di elevare con il suo violino un pezzo come Wrecking Ball, riuscendo a nobilitarlo nonostante l’amore/odio che il pubblico prova nei suoi confronti (per via della onnidiscussa cavalca-palle da demolizione Miley Cyrus). Questo perchè, come ha affermato prima della cover:

“Tutti i generi musicali vanno apprezzati, non mi interessa a quale appartiene una canzone; se una canzone è bella e credo possa funzionare, non mi importa a quale genere appartiene, questo non mi condiziona perchè è bella e basta, funzionerà e basta, e per questo va apprezzata”.

Proprio in funzione di questo profondo rispetto che David Garrett ha nei confronti di tutta la musica, quello di sabato è stato molto più di un semplice concerto, è stato uno spettacolo a 360°, un’occasione per i “bacchettoni” che ritengono il pop e il rock generi di seconda classe di riscoprirne la dignità, e viceversa, un’occasione per chi non ha mai osato avvicinarsi alla musica classica di carpirne l’essenza, scoprendo il piacere di ascoltare pezzi tutt’altro che noiosi, come spesso vengono accusati di essere.

Per la variegatura che ha caratterizzato il live di David Garrett e della sua band, è impossibile concentrarsi su un momento particolarmente memorabile, lo sono stati praticamente tutti. Di sicuro, tra quelli che vanno sottolineati, spiccano il dialogo tra il suo violino e la chitarra di Franck van der Heijden durante la Sinfonia n°5 di Beethoven, la dedica di Your Song (Elton John) ad una fortunata, e invidiatissima, donna scelta a caso tra il pubblico (tale Sandra, guida turistica del Lago di Garda) e accompagnata per mano dallo stesso David Garrett sul palco con lui, e, infine, la chiusura della serata di potenza con la grandiosa cover di Master of Puppets dei Metallica.

David Garrett vince facile con noi di Rockon.

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