DAVE MATTHEWS BAND: reportage e setlist del concerto di Milano

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Articolo di Davide Merli

Di un concerto della Dave Matthews Band si potrebbe dire tutto o nulla ma in nessun caso credo si possa trascurare la genuinità di tale evento: nonostante l’uscita dal gruppo l’anima più folk del gruppo Boyd Tinsley e la virata a sonorità più funkeggianti lo spirito della Dave Matthews Band non è cambiato di una virgola e la tappa finale di Milano del tour italiano è stato un tripudio di emozioni per tutti i fans presenti.

La serata è stata un bellissimo tuffo negli anni novanta, quelli belli, fatta di fans invecchiati con la band che si scambiano pareri e opinioni sulla setlist odierna, di ragazzi intenti a registrare il concerto  per poi aggiungerlo alla personale collezione di bootlegs e di fans club rigorosamente riconoscibili dalle magliette personalizzate che prima del concerto si raccontano a vicenda impressioni e aneddoti sulle precedenti date Padova e a Bologna e i viaggi che le hanno precedute.

La DMB è ormai una delle poche band superstite alla ormai usanza  sdoganata di tenere la setlist uguale per tutto il tour e la suspense che precede l’esecuzione di ogni pezzo è qualcosa di elettrizzante che purtroppo ormai si è quasi persa per via della facilissima reperibilità della scalette sul web già dopo la prima data del tour.

Si parte con la funky What Whould You Say dove Dave Matthews e soci mettono subito le cose in chiaro facendo capire ai presenti che anche stasera ci sarà da divertirsi così come la successiva Wharehouse eseguita con una bellissima jam finale dai sentori latin jazz. L’ingresso nella band dell’ottimo tastierista Buddy Strong ha portato una nuova linfa vitale negli arrangiamenti dei pezzi e i nuovi bravi dell’ottimo Come Tomorrow funzionano molto bene dal vivo e vengono accolti molto bene dai presenti.

Dave canta, suona, scherza col pubblico ma la cosa più bella è vederlo laciare spazio alla band e lasciare spesso il centro del palco per gli ottimi assoli del chitarrista Tim Reynolds e della sezione di fiati: non è la band al servizio del musicista ma è quasi il contrario. Molto bello pure il momento acustico con la nuovissima Here and Out a mio avviso il momento emotivamente più alto della serata dove Dave incanta i presenti con questo testo tanto semplice quanto ricco di pathos.

Non mancano anche le immancabili cover in scaletta come Sledgehammer di Peter Gabriel e Fly Like an Eagle di Steve Miller entrambe riarrangiate molto bene ma per chi scrive la mancanza della stupenda versione Matthewsiana di All Along In The Watchtower in scaletta si è fatta sentire.

Non sono mancate invece le immortali Jimi Thing, Pantala Naga Pamp e Rapunzel ma tra i classici quello che per stasera ha sovrastato tutti è stato Lie in Our Graves dove il pubblico guidato dal superbo batterista Carter Beauford ha accompagnato l’esecuzione scandendo il ritmo con gli applausi: bellissimo vedere come band e pubblico siano riusciti a fondersi completamente creando qualcosa di unico e fantastico.

Dopo quasi tre ore di concerto il pubblico vorrebbe ancora musica ma il concerto è agli sgoccioli e c’è giusto spazio per la celeberrima Ants Marching  (e con questa sono ben sei gli estratti dal disco Under The Table and Dreaming in scaletta questa sera) che viene eseguita in una veste più moderna rispetto all’originale dove c’è spazio un po’ per tutti i musicisti per l’ultima jam prima dei saluti finali che chiudono questa tournee italiana.

Si accendono le luci e la gente comincia a commentare e a scambiarsi opinioni: meglio stasera? Padova? Bologna?  Probabilmente non esiste una risposta totalmente oggettiva ma una cosa è certa: un concerto della Dave Matthews Band non finisce con le ultime note della canzone finale ma è qualcosa che continua nella tua mente, ripensando a tutte le variazioni e alle sfaccettature che l’hanno reso unico rispetto ai precedenti. Se non è bellezza questa…

DAVE MATTHEWS BAND – La scaletta del concerto di Milano

What Would You Say
Warehouse
Do You Remember
Seven
Everyday
Lover Lay Down
Dancing Nancies
Samurai Cop (Oh Joy Begin)
Sledgehammer
Here On Out
Jimi Thing
Louisiana Bayou
You and Me
Lying In the Hands of God
She
Gravedigger
Lie In Our Graves
Pantala Naga Pampa
Rapunzel
——– ENCORE ——–
Lie In Our Graves (reprise)
Ants Marching

2 Responses

    • Davide Merli
      Davide Merli

      grazie per la segnalazione scusa ma mi è scappato ho avuto un lapsus improvviso con Tom Petty.

      Rispondi

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