BON IVER: reportage e scaletta del concerto a Villafranca di Verona

A distanza di 7 anni dall’ultima apparizione nel nostro Paese, torna in concerto Justin Vernon, in arte Bon Iver, registrando il tutto esaurito nella meravigliosa cornice del Castello Scaligero di Villafranca di Verona, da anni teatro di alcuni degli eventi live più suggestivi dell’estate italiana.

Nelle quasi due ore di concerto i Bon Iver hanno ripercorso tutta la loro discografia attraverso una scaletta ben strutturata di 21 brani che, nonostante i toni prevalentemente calmi e intimi, non ha mai dato motivo di annoiare, anzi.

“Perth” opening track del secondo album, apre anche lo spettacolo tra la gioia di una folla tutto sommato non troppo succube della “sindrome da telefono”, attenta e rispettosa della carica emotiva che sapeva si sarebbe sprigionata canzone dopo canzone. E infatti così è stato: il pubblico viene catturato in un attimo dal piacere sensoriale a cui è sottoposto e un religioso silenzio cala tra di esso.

La voce di Justin è impeccabile, carica di sentimento e pathos emotivo in totale contrasto con la sua figura imponente. Attorno, i 4 elementi della band lo supportano con maniacale precisione creando trame corali e incastri ritmici precisi e carichi di dinamica; il risultato è un evento intimo ed evocativo, pregno di atmosfera e di godimento non solo per le orecchie, ma anche per gli occhi, grazie a visual mirati ed ragnatele di luci efficaci e mai troppo complessi. Chiudendo gli occhi, si viene trasportati in universi quasi mistici, colorati, sintetici eppure così vivi e tangibili. Riaprendoli, ci si accorge che molti presenti vestono un sorriso abbandonato alla serenità, altri restano con la bocca semi aperta da cui è difficile capire se sia sinonimo di incredulità o di totale assorbimento dello spettacolo.

Justin parla poco tra un brano e l’altro, e lo fa con una dolcezza e un’umiltà che sanno stringerti il cuore, quasi intimidito e attonito da tutto l’amore che il pubblico riesce a fargli percepire e che lui senza bisogno di esprimersi troppo, ricambia con le sue canzoni.

L’intensità del live rimane a livelli altissimi per tutta la sua durata, nonostante proponga molti pezzi acustici e lo-fi tratti dal suo primo album “For Emma, Forever ago” brano con cui chiude, lasciando tutti in uno stato di atarassia epicurea, la seconda parte del suo set. Un altro elemento davvero molto apprezzabile è stato il riarrangiamento di alcune canzoni più datate, allineandole con la nuova veste sonora dei Bon Iver fatta di tappeti di sintetizzatori, “hard-tune” e sequenze ritmiche. “The Wolves (act I & II)” è invece l’esempio perfetto di quanto vasto sia il confine della band, che parte con note di chitarra quasi sfiorate e la voce rotta dall’emozione, e cresce a dismisura fino ad arrivare a un potentissimo e devastante muro di suono che nulla ha da invidiare ai maestri e mostri sacri del post-rock moderno.

Con l’arrivo della stupenda e struggente “Hey, ma” Justin vuole dare un assaggio del suo quarto album in uscita a fine agosto, prima di rilanciarsi con altri due pezzi presi dal suo terzo album: “33 God” e la stupenda “8 (circle)”, ancora applausi, ancora volti piacevolmente sconvolti, ancora brividi e ancora un’atmosfera impagabile.

Il concerto volge ormai al termine con “22 over soon”, quasi a stringere l’abbraccio finale con il pubblico completamente avvolto e suggestionato da una performance indimenticabile sotto tutti i punti di vista e dove non sono ovviamente mancati i brani più datati e noti (“Skinny Love” suonata solo con chitarra e voce ha sciolto tutto il pubblico presente, “Creature Fear” e la struggente “Flume”).

Gli oltre 9000 presenti porteranno sicuramente nel cuore il ritorno dei Bon Iver, ma credo che nemmeno Justin e soci riusciranno a dimenticare in fretta ciò che il pubblico gli ha regalato in termini di coinvolgimento e passione. Durante lo show, Justin continua a ripetere quanto apprezzi l’amore che riceve dal pubblico, ma è invece il pubblico a ringraziarlo di ciò che lui è riuscito a provare e a trasmettere in maniera sublime ad ogni singolo cuore presente.

Thanks To Emiliano Fassina | Photo Credits Claire Powell

BON IVER – la scaletta del concerto di Villafranca di Verona

Set 1
Perth
666 ʇ
Heavenly Father
Towers
Blood Bank
____45_____
10 d E A T h b R E a s T
715 – CREEKS
29 #Strafford APTS
Calgary
Creature Fear

Set 2
Skinny Love (Justin Vernon solo)
Minnesota, WI
Flume
Hey, Ma
33 “GOD”
8 (circle)
Holocene
The Wolves (Act I and II)
For Emma

Encore:
22 (OVER S∞∞N)

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