Berkeley’s on fire, ma anche Milano. Il ritorno degli SWMRS in Italia

Articolo di Alberto Salvato | Foto di Giulia Manfieri

Gli SWMRSCole Becker (voce/chitarra), Max Becker (voce/chitarra), Joey Armstrong (batteria) e Seb Mueller (basso) tornano in Italia, dopo il primo concerto da headliner al Tunnel Club di Milano nel 2017, per presentare il loro secondo album, Berkeley’s on fire, uscito da poco più di dieci giorni per Fueled by Ramen, l’etichetta che conta sotto la sua ala Twenty One Pilots, Paramore, Panic! At the disco e molti altri.

Il teatro di Santeria Social Club di Milano è gremito, e gli Anteros scaldano l’atmosfera tra chitarre distorte e atmosfere sognanti anni ’70, con un tocco british, prima di approdare dall’altra parte del mondo e precisamente ad Oakland, California.

Ad attendere i quattro giovani californiani c’è un pubblico formato principalmente da loro coetanei o ragazzi ancor più giovani, una folla che – in attesa dalle prima ore del pomeriggio per accaparrarsi un posto in prima fila – raramente si vede a concerti di questo genere. Ma attenzione, non parliamo di un effetto boyband, gli SWMRS sono tutt’altro, e si muovono con agilità in un mare fatto di punk-rock, pop-punk, musica grunge e qualche ondata di disco. Il nuovo lavoro di studio nasconde – ma non troppo – forti significati sociali e politici, che la band vuole sfruttare per diffondere un messaggio di positività e per lanciare una chiamata all’azione.

La cornice e le premesse sono quelle di un live di una band che arriva dall’underground e lo vuole fare capire a tutti i costi. Niente pit e prime file direttamente contro il palco, pochi telefoni in aria “perchè le emozioni non si registrano ma si vivono” dice Cole, ma tanta voglia di ballare, pogare e fare crowd-surfing, in un clima di festa e di good vibes che arrivano dal pubblico e dalla band, in un circolo infinito di energia positiva che non si esaurisce nemmeno alla fine dell’abbondante ora di concerto.

La band suona in modo impeccabile, segno di una gavetta fatta come si deve e di tanti – tantissimi – live, partendo dai cortili di casa e degli amici per arrivare fino qui, con un tour europeo da più di 15 date. I giovani californiani, in particolare i co-frontman, i fratelli Max e Cole, si dimostrano dei veri e propri animali da palco, in grado, sebbene la giovane età, di mantenere altissimo il livello del live e dell’energia per tutta la serata. Cole Becker, occhi truccati, mise anni ’80 e t-shirt dei Wolf Alice, danza in modo scatenato, senza filtri, lasciandosi trasportare dalla musica e dal pubblico, su cui alla fine del live decide di buttarsi.

Il concerto vola, passando da una canzone all’altra in un ritmo concitato ma che lascia spazio tanto alle canzoni del nuovo disco – dalla title-track Berkeley’s on fire a Trashbag – così come alle ‘vecchie’ canzoni, Figuring it out o Loose it, che, per quanto recenti (2016), dagli occhi – e dalle voci soprattutto – del pubblico (che urla a squarciagola tutti i ritornelli) si direbbero già essere diventati gli inni di una nuova generazione di rockers, di cui gli SWMRS vogliono essere i portabandiera.

Gli SWMRS sono davvero quello che dicono di essere e soprattutto sono quello che DEVE essere una giovane rock band oggi: qualcosa di nuovo e fresco rispetto ai vecchi dinosauri.

Clicca qui per vedere le foto dei SWMRS a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

SWMRS – La Scaletta del Concerto di Milano

Trashbag baby
D’You have a car?
Berkeley’s on fire
Too Much Coffee
Lose Lose Lose
Miley
BRB
Lonely Ghosts
Ikea Date
Hellboy
April in Houston
Figuring it Out
Palm Trees
Lose It
Harry Dean

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