Andare al concetto dei coma_cose e capire il concerto: foto, reportage e scaletta della data di Milano

Articolo di Roberta Ghio | Foto di Claudia Mazza

I coma_cose passano da casa e si fanno sentire con un bel sold out. Li abbiamo salutati a settembre sul verde palco del Magnolia e li ritroviamo pochi mesi dopo direttamente sul main stage dell’Alcatraz, per la data milanese del Hype Aura tour, che ha preso il via subito dopo l’uscita del loro primo album, Hype Aura appunto, e li sta portando in giro nei club di tutta Italia.

Il live ha inizio con circa un’ora di ritardo rispetto all’orario previsto, nel frattempo il pubblico, composto principalmente da ragazzi under trenta e da diversi over come la sottoscritta, ha tempo per conoscersi, bere qualche birra e ballare al ritmo della selezione musicale rap e hip hop che ci fa compagnia nel lungo momento di attesa. Finalmente ecco le prime note di Intro, con il ripetere ipnotico Hype Aura recitato fuori campo, proiettato dai moduli al led presenti sul palco, mentre la sala è avvolta in luci rosse ed echeggia il mantra “non preoccuparti se hai paura”. È su Jugoslavia, brano del 2017, che fanno il loro ingresso sul palco Fausto e Francesca, indossando pantaloni e camicia oversize in stile animalier e cappello nero in testa, accolti da una sala già bella calda.

La scaletta è un alternarsi di brani tratti dal giovane passato e da quelli freschi di nascita, che mantengono e confermano l’unicità di stile dei coma_cose nell’utilizzo della sinestesia, dei giochi di parole che creano grazie ad assonanze o accenti, luoghi fisici o luoghi comuni. E così il refrain che spesso esclamiamo con disappunto “mai ‘na gioia” in Granata diventa “Mai una gioia tranne la fermata prima di Centrale” che i milanesi o gli habitué di Milano ben comprendono, mescolati con richiami cantautorali “Alice guarda i gatti perché i Kanye West”.

Il concerto prosegue veloce, in un mix di leggerezza e concetti, “mostri e sentimenti”, cantati su suoni pieni, ben valorizzati dai due musicisti presenti sul palco (uno alla batteria e l’altro al basso e synth), tra luci, proiezioni di immagini, geometrie e balloons stile fumetto inneggianti a coma_cose. Dal palco arrivano input precisi, carichi di sintonia, che provocano nel pubblico ovazioni, canti, movimenti di teste che vanno avanti e indietro su corpi che ondeggiano, così come le braccia. C’è spazio per qualche chiacchiera, sui momenti in cui hanno iniziato a muovere i primi passi, ascoltando Good Vibrations in cameretta, racconto che introduce Beach Boys Distorti o quello della nascita di Squali, avvenuta in Puglia, contemplando il mare. Su Mancarsi la poesia, nell’album come in sala: dopo le prime strofe in pieno come_cose style “strozzo una Corona col limone sennò poi ti racconta ciò che ho fatto”, gli sguardi di Fausto e Francesca si caricano di tenerezza, così come lo sfiorarsi mentre si incrociano sul palco, nel loro moto perpetuo tenuto per tutto il live. In questo brano ritroviamo il tema della paura, che diventa bella e il cammino percorso, la strada, è vista delicatamente come “solo una riga di matita che trucca gli occhi alla pianura”.

Paura, dicevamo, ribadita, non solo nel gioco fonetico del titolo dell’album e in alcuni brani del disco, ma anche dal lungo monologo, che mi richiama quello recitato da Fabio De Luigi in Happy Family, reso all’Alcatraz da una voce distorta fuori campo su immagini di un parco verde, che lascia il tempo per una riflessione ed un cambio abito, prima del ritorno sul palco, dove vengono raggiunti dagli amici Mamakass per suonare insieme Mariachidi (letto mariacidi) e concludere il live con l’attesa Post concerto e i veri bis di Granata e Mancarsi.

Per via Valtellina, nel tragitto verso la metro sento cantare “se la mia gente mi fa l’ondaaaaa” su volti felici in cerca di una birra “post concerto”. Mi tentano. Ma la mia paura ora è la sveglia e vado a casa.

Clicca qui per vedere le foto dei Coma Cose a Milano (o sfoglia la fotogallery qui sotto).

COMA COSE – La scaletta del concerto di Milano

Intro
Jugoslavia
Granata
Deserto
Via Gola
French Fries
Beach Boys Distorti
Pakistan
Cannibalismo
Golgota
Squali
Nudo integrale
Anima Lattina
Mancarsi

A Lametta
S. Sebastiano
Mariachidi
Post-Concerto
Granata
Mancarsi

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