ALVARO SOLER, perfetto mix tra un film Disney e uno di Almodovar. In loop.

Articolo di Alvise Salerno | Foto di Roberto Finizio

Di recente ho avuto modo di rivedere per la terza volta il film della Disney Coco, incentrato sulle avventure del piccolo chitarrista Miguel durante il Giorno Dei Morti in Messico, il Dia De Los Muertos.
Un film bellissimo con una colonna sonora molto interessante, nel suo genere, del tutto legata alla tradizione messicana, ai mariachi.
Ecco, adesso che avete chiaro in testa quel Mondo provate ad ascoltare le melodie messicaneggianti di Coco, aggiungete un pizzico di flamenco, una buona dose di emozioni di un film qualsiasi di Pedro Almodovar con Penelope Cruz immancabile protagonista ed ecco che avrete ottenuto la mistura chimica perfetta di un concerto di Alvaro Soler. Ma non di una, due, tre canzoni. No, magari. Di tutto il concerto dall’inizio alla fine.

Quando ho varcato la soglia di casa mia, direzione Mediolanum Forum, mi ripetevo che non potevo aspettarmi un concerto indimenticabile. Stiamo pur sempre parlando di un artista il cui unico compito, fino a oggi, è stato quello di farci muovere il sedere in estate e stop. Il punto è che le mie aspettative erano addirittura più alte di quello che, poi, sia stato effettivamente il concerto.
L’assunto di base è che a me, penso a tutti, sta bene quando un artista decida di seguire un solo genere musicale nei propri album e quello è, non c’è nulla da fare. Il punto, però, è che se per due ore spaccate di live fai la stessa canzone, ripetuta 20 volte con titoli diversi, è chiaro che qualcosa andrebbe quantomeno rivista in quest’ottica. Ma su questo torneremo più avanti, perché in effetti una piccola parentesi emozionale c’è stata. Considerando che il rischio di entrare a gamba tesa nel fantastico mondo della soggettività è molto alto, cosa ci ha detto questo concerto in chiave oggettiva?
Ci ha detto che Alvaro Soler sia senza dubbio un ottimo cantante accompagnato da otto musicisti, presumibilmente tutti over 30, altrettanto bravi e capaci di regalare agli spettatori più attenti ai dettagli quel tocco di Buena Vista Social Club nelle (poche ma efficaci) parti strumentali del concerto.
Ci ha detto che il pubblico, ça va sans dire, è composto al 90% da mamme di qualsiasi età, 5% figlie under 10, 3% mariti accompagnatori a cui avrebbe fatto più piacere un pomeriggio di shopping e il restante 2% uomini e donne di varie età presenti per puro caso.
Ci ha anche detto che il palco è davvero bello e compatto, pieno di luci colorate e led al retrogusto di Jem e le Holograms. Sapete, quelle robe a intermittenza multicolor che andavano tanto di moda negli anni ’80 in discoteca e nei cartoni animati.
Ma, adesso, entriamo nel vivo. L’ingresso al Forum è diverso dal solito, molto strano, infatti salta subito all’occhio la chiusura completa del terzo anello superiore e dei settori laterali attaccati al palco. Poca gente, probabilmente la stessa in termini numerici che andò a vedere Alvaro al Fabrique due anni fa. In pratica, stando a quanto visto, in due anni non è aumentato il bacino di utenza. Bene.


Il caso, il destino, le coincidenze della vita hanno voluto che la serata italiana di Milano fosse la stessa dell’uscita del nuovo singolo La Libertad, presentata in pompa magna quasi subito.
Sparati i primi botti, Alvaro imbraccia la chitarra e parte Ella. E’ qui che il mio punto di vista è cambiato, ed era l’unico modo per sperare di arrivare fino alla fine: quello non era il Forum e io non ero in Italia. Quella è Corral De La Morerìa e sono a Madrid. A proposito, se quest’estate andate nella Capitale spagnola cercate questo posto e ne resterete affascinati.
In mezzo a tutto questo bailando, sufriendo, curiendo, olè et similia bisogna riconoscere a Soler un pregio che pochi artisti hanno, cioè l’educazione. Già si vede che parliamo di un bravo ragazzo, lo ha scritto in fronte, ma live te lo fa capire da quel che dice. Pesa ogni parola, è misurato e garbato, conscio del fatto che il suo pubblico sia composto da famiglie e che esagerare, anche solo di una virgola, porterebbe sicuramente un danno. Merita sincera stima.
El Mismo Sol, Yo contigo Tu Conmigo, No Te Vayas, La Cintura, Sofìa e molte altre. Le ha fatte tutte. La cosa più strana, che mi provocava un senso di inquietudine inaspettato, è che le cantavamo tutte. Vuoi o non vuoi, almeno una volta in questi ultimi cinque anni, le canzoni di Alvaro Soler le hai sentite, ballate e cantate grazie a radio, tv, pubblicità, film. E’ incredibile. A memoria, non ricordo nessun artista lontano dal mio personale gusto capace di farmi cantare le proprie canzoni. Altro punto che merita, senza dubbio, una buona dose di complimenti.
Siparietto interessante quello con la sua violinista su Libre. Non c’era Emma Marrone, sostituita proprio dalla scanzonata musicista tedesca che, pur di cantare il brano in italiano si presenta sul palco con il testo su un foglietto di carta.
Dicevamo prima del momento emozionale, che arriva a 3/4 di live e che prevede un’esibizione piano e voce su due canzoni, Nino Perdido e Quando Volveras. Ecco, qui ho visto un Alvaro introspettivo e inaspettato, molto bravo. Per chiudere questa parentesi, omaggia l’Italia cantando nella nostra lingua una straordinaria canzone di Peppino Gagliardi, Che Vuole Questa Musica Stasera.

Riprende il loop mariachi-Disney-Almodovar e parte anche il ballo di gruppo. Sì, perché su Agosto il cantante chiama un “arriba, abajo, arriba, abajo” che mi ha definitivamente convinto. Non Forum, non Madrid, niente di tutto ciò. Quello, in realtà, era il concerto del sabato sera di un villaggio turistico Alpitour.
Arrivati alla fine, la gente era così stanca che i musicisti hanno salutato e nessuno se n’è accorto. E da qui si capisce quanto sia giovane e poco abituato ai live il pubblico di Soler che, al posto di richiamarlo sul palco per il bis, stava già andando via. Intuita la situazione, con mezzo palazzetto già a casa a dormire, Alvaro rientra per le ultime tre canzoni. Addirittura, su una di queste, per la prima volta fa il suo ingresso in scena una Stratocaster. Colpo di scena. Come a voler dire “questa è la sorpresa del mio concerto, una chitarra elettrica. Yeah”. Il problema è che la canzone in questione era come le altre 20.
Sofìa è finalmente la conclusione, con fuochi d’artificio e saluti in pompa magna.
Torno a casa con un solo desiderio: accendere il pc e spararmi senza neanche pausa bagno The Dirt, il biopic dei Motley Crue, seguito a ruota da tutta la saga di The Conjuring così, per risollevarmi nello spirito. Avevo promesso di non essere soggettivo e sono stato bravo. Almeno questo, alla fine, concedetemelo.

Clicca qui per vedere le foto di Alvaro Soler a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

Alvaro Soler

ALVARO SOLER – La setlist del concerto di Milano

Intro
No Te Vayas
Puebla
La Libertad
Ella
Au Au Au
El Mismo Sol
Volar
Yo Contigo Tu Conmigo
Te Quiero Lento
Libre
Animal
Nino Perdido
Cuando Volveras
Che Vuole Questa Musica Stasera
Esperandote
Agosto
Loca
Histerico
Tengo Un Sentimiento
La Cintura
Encore:
El Camino
Bonita
Sofìa

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