All roads lead to PAPA ROACH: fotogallery e reportage del concerto di Bologna

Articolo e foto di Claudia Mazza

I Papa Roach sono un gruppo musicale alternative metal statunitense, formatosi nel1993. Si sono fatti conoscere al grande pubblico nel 2000, con l’album Infest, che vinse il triplo disco di platino in America. Inizialmente dedicati al nu metal, si sono poi spostati a sonorità alternative rock. Tale svolta sonora, cominciata nel 2002 con il disco d’oro Lovehatetragedy, è poi proseguita con il disco di platino Getting away with murder (2004), The paramour session (2006), Metamorphosis del 2009,il live-studio album Time for Annihilation … On the record and On the Road del 2010 The Connection uscito il 2 ottobre 2012, F.E.A.R. del 2015, Crocked Teeth del 2017.

E’ passato qualche anno dall’ultimo live dei Papa Roach in Italia, era il 24 Settembre 2017 quando hanno registrato il tutto esaurito in pochissimi giorni all’Alcatraz di Milano, attesi, amati, fedeli all’Italia come pochi. Quest’anno, pochi mesi dopo aver pubblicato lo scorso 18 Gennaio 2019 il nuovo album Who Do You Trust, annunciano il loro ritorno in Italia.

Bologna, sono le 16 e la giornata si prospetta carica di emozioni. Nell’immensa area dell’Estragon si nota una coda già importante, persone venute da ogni angolo d’Italia e non solo. All’adrenalina pre-live si aggiunge anche il carico di grande responsabilità nell’intervistare il chitarrista della band Jerry Horton che presto leggerete sul nostro sito. Nel frattempo la fila è diventata chilometrica, non si vede la fine, nonostante il caldo però nessuno accenna a lasciare la postazione presa, tant’è che una ragazza si propone di “numerare” con l’indelebile le mani dei fans.  L’apertura tarda un pò e quando finalmente vengono aperti i cancelli la fila inizia a scorrere velocemente per accaparrarsi il posto migliore sottopalco.

Questa sera abbiamo come special guest di apertura concerto i Ros, la band capitanata dalla voce femminile italiana più punk degli ultimi anni, Camilla Giannelli, il batterista Lorenzo Peruzzi e il bassista Kevin Rossetti che ha fatto il suo debutto con Xfactor Italia 11. Dopo la performace dei Ros arriva l’atteso momento. I Papa Roach salgono sul palco.

Jacoby Shaddix cantante e frontman si presenta con una camincia maculata, molto sobrio, come sempre. La sua carica è sempre a mille, riuscirebbe a trasmettere energia pura anche stando immobile. Un boato li accoglie potente e come incipit della serata ci regalano la rappata Who Do You Trust, nonchè title truck dell’album.  Le luci sul palco rappresentano la band in maniera clamorosa, fasci potenti che provengono dal centro alternati a momenti di buio, colorazioni forti che ricordano la copertina dell’album, la prevalenza di arancioni e verdi ad intermittenza.  Con Dead Cell da Infest si ritorna ad un nostalgico, amato, desiderato, (sto ancora aspettando che torni in auge questo genere dimenticando ed eliminando possibilmente dalla faccia della terra qualsivoglia traccia di trap,poptrap elettrotrap, e schifotrap, mi scuso o forse no con tutti gli amanti) NU METAL.

Help dall’ultimo successo Crocked Teeth è sempre aprezzata, cantata con foga soprattutto nel ritornello. Getting Away With Murder altro successo ricordando che l’album vanta la produzione di Howard Benson che collaborò con nomi del calibro di Cold, Blindside, Sepultura, P.O.D. e mixate da Chris Lord- Alge a sua volta Bad Religion, Green Day, Stone Tempe Pilots. Il pubblico dei Roach è forte, parte qualche pogo, la setlist è un buon mix di tutti gli album, una scelta vincente che non lascia passare momenti fermi, il locale trasuda fra il caldo infernale della folla accalcata ed i balli senza sosta canzone dopo canzone.  Renagade Music: chitarre nette, e rappato metallico, il cui ” Motherfucker!” sul riffing stile Tom Morello rimanda a Zach de la Rocha, Rage Again The Machine, nell’indimenticabile ed intramontabile Killing In The Name.

Between Angels And Insects  altro capolavoro tratto da Infest e nettamente fra i brani più amati da sempre. Ovviamente Elevate, rappresentanza dell’evoluzione/metamorfosi elettronica presente ormai nel loro stile, simile a quella riprovata dai Linkin Park degli ultimi lavori, con un mix di chitarre ritmiche e riminescenze nu metal, incastrate a testi fluidi e d’impatto come nel loro stile. “E’ davvero una grande serata, eh? State bene? Siete sudati? ” si tocca la camicia, fradicia, la strizza e sembra appena uscito da una doccia vestito, alza la testa ed indica uno dei ragazzi sotto palco, suppongo un membro di Papa Roach Italia ma non sono sicura perchè da dove sono non si vede, “Grazie per la vostra energia, grazie per il supporto che ci dedicate da tanti anni”. ” Ora una canzone, la nostra preferita di Who Do You Trust: Not The Only One“. La ballata con sonorità pop punk che esorcizzano l’elevazione dell’album ad un nuovo mix di generi distaccandosi dai precedenti lavori. E’ la volta di Traumatic pezzo potente ed old school. L’intramontabile melodica Forever, uno dei pezzi più amati, cantati, dedicati, del repertorio classico. Un brano che troviamo praticamente in forse tutte le setlist dei loro live “because days come and go but my feeling for you are forever!”.

Scars, altra intramontabile melodica, punta di diamante degli anni passati. Con Falling Apart ritorniamo a sonorità più contrastate e aggressive con le chitarre di Jerry che la fanno da padrona in questo brano. Feel Like Home è uno dei capolavori usciti da quest’ultimo disco, un brano che ha riscosso parecchi consensi anche dalla critica più cruda. Quando si arriva però a To Be Loved ritroviamo i Papa Roach degli esordi, passando per Last Resort IL brano che li ha fatti esplodere negli anni 2000.  A questo punto si abbassano le luci e Jacoby ci parla di Chester Bennington frontman dei Linkin Park. In tutti i live, dal 2017 per essere precisi, ricordano l’amico, ricordando Chris Cornell, dedicando parte del live alla causa: ” la tua mente può fare brutti scherzi: non sei abbastanza bravo; non sei abbastanza ricco; non sei abbastanza bello; non è andata bene questa cosa non ti rialzerai più;” mentre parla si tocca furiosamente la testa a mimare un momento di paranoia ” la nostra mente ci gioca brutti scherzi, non ascoltatela sempre, parlatene, non è vero quello che dice alle volte”. Così si allaccia alla recente morte di Keith Flinth cantante dei The Prodigy.

Il suicidio non è una soluzione. Firestarter.

Born For Greatness conclude il live, le batterie di Tony Palermo picchiano forte Jacoby scende fra la folla e conclude così la performance straordinaria di questa serata, molti fan si piazzano davanti alle transenne esterne attendendo Tobin, Tony, Jerry e Jacoby per autografi e fotografie, sicuri che, come ad ogni loro live, non li deluderanno e gli regaleranno l’attenzione meritata. Torniamo a casa ancora adrenalinici, portiamo nelle menti il ricordo di un live che senza dubbio ha dato parecchie emozioni, attendendo impazienti le loro prossime mosse ed il loro ritorno in Italia per un’altra data straordinaria.

Clicca qui per vedere le foto di Papa Roach a Bologna (o sfoglia la gallery qui sotto).

Papa Roach la scaletta del concerto di Bologna

Who do you trust
Dead cell
Help
Getting away with murder
Renegade music

Between angels and insects
Elevate
Not the only one
Traumatic
Forever
Scars
Falling apart
Feel like home
To be loved
Last resort
Firestarter
Born for greatness

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