The Blind Monkeys – Argini

Argini è il primo disco dei The Blind Monkeys, band milanese che, contro le tendenze imposte dal mercato che ci vorrebbe tutti assidui ascoltatori di singoli indie-pop da classifica, hanno deciso di esordire, dopo una bella intensa e ormai atipica gavetta, con un disco rock. I riferimenti sono quelli di una scena consolidata ma ormai ferma, e cioè quella che comprende The Zen Circus, Ministri, Fast Animals and Slow Kids e, ancora prima, Marlene Kuntz, Ritmo Tribale, Litfiba. Eppure, queste atmosfere quasi psichedeliche e queste chitarre incredibilmente pulite, rimandano anche ad un’adolescenza fatta di ascolti reiterati di Jimi Hendrix, Led Zeppelin e Rolling Stones.

Argini è un disco che parla di confini, tracciando la fine dei balli ubriachi in pista, le relazioni complicate e tutto quel subbuglio di sentimenti che si prova in adolescenza (soprattutto quando si è dei ragazzini incompresi che ascoltano Jimi Hendrix ancora nel 2020), un disco che vuole affermare a gran voce, urlando oserei dire, un’identità stilistica definita, potente, di chi non ha paura di suonare vintage. Argini è un disco che potranno apprezzare anche i nostri genitori, e quelli che non hanno ascoltato più niente di nuovo dopo gli anni Novanta.

Una parentesi musicale di quelle che forse servivano alla nostra scena indipendente italiana, dal momento che non eravamo più in grado neanche di immaginarci un disco ben fatto fatto da ragazzi under 40, come quell’urgenza quasi primordiale di chi fa le cose come se fosse la cosa più importante del mondo. Davvero da non perdere!

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