Sufjan Stevens e Lowell Brams – Aporia

Sufjan Stevens decide di salvare il mondo pubblicando il nuovo album in anticipo rispetto alla data prevista. Esce oggi per Asthmatic Kitten, la label fondata insieme al patrigno Lowell Brams, e nasce dal desiderio di tradurre le lunghe jam session dei due in qualcosa di fruibile dal pubblico.

Aporia dura (solo) quarantadue minuti e sedici secondi ed è pensato come una colonna sonora per un film epico sci-fi, alla Blade Runner, cosa di cui ci si rende conto fin dalle prime note di pezzi quali “Agathon” e “The Unlimited”, ma procediamo con ordine. Già da febbraio, mese in cui ne è stata annunciata l’uscita, ci si aspettava un album diverso dai lavori precedenti, dal folk di Illinois o dalla colonna sonora di Call me by your name e le parole “Sarà un album strumentale, new age” rimbalzavano di articolo in articolo come una minaccia.

Sufjan però si è cimentato in un altro miracolo, perché Aporia suona meravigliosamente tra le quattro pareti di casa, in isolamento forzato, con i suoi tappeti di synth che sembrano spiegare perfettamente il periodo che stiamo attraversando, i motivi che ci hanno portato a trovarci nella situazione attuale e l’incertezza (il significato di Aporia è letteralmente incertezza, difficoltà) che si prova pensando al futuro. Ci si era già potuti acclimatare al disco con i primi tre singoli rilasciati tutti nelle ultime settimane, “The Unlimited”, “The Runaround” e “Climb That Mountain” riconoscendovi l’influenza che le colonne sonore di Hereditary e L’ultima tentazione di Cristo hanno avuto durante il processo creativo. Ritrovare un po’ di vecchio Sufjan in “Ataraxia” o addirittura di Grimes (!!!) in “Captain Praxis” è quasi una sorpresa, piacevole si intende. Pieno di riferimenti filosofici nella tracklist, l’album sembra davvero spingere verso l’atarassia, o comunque suggerire la ricerca della serenità come soluzione, o via d’uscita.

Certo, alla fine conforta quanto ritrovare nell’armadio il maglione di un ex fidanzato durante un momento di decluttering da quarantena, però non si può dire che Sufjan non ci abbia provato.

Questa la tracklist:

  1. Ousia
  2. What It Takes
  3. Disinheritance
  4. Agathon
  5. Determined Outcome
  6. Misology
  7. Afterworld Alliance
  8. Palinodes
  9. Backanded Cloud
  10. Glorious You
  11. For Raymond Scott
  12. Matronymic
  13. The Red Desert
  14. Conciliation
  15. Ataraxia
  16. The Unlimited
  17. The Runaround
  18. Climb That Mountain
  19. Captain Praxis
  20. Eudaimonia
  21. The Lydian Ring

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Elena Donatello

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Anello di congiunzione tra le Spice Girls e Burzum fin dal 1988

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