Silvereight – Left hand

silvereight2016 Riff Records

90.s Generation. O giù di li. Left Hand, disco numero 2 per i toscani Silvereight, personale progetto di Federico Silvi voce e chitarra,  qui con Federico Melosi batteria e Gianni Niccolai al basso, un triangolo sonico ben fornito di direzioni rock che guardano all’indie yankee come stella di riferimento, un modo di intendere la musica e l’annessa emozionalità elettrica come una mai perimetrale linea di rumore, piuttosto un’azione disinvolta e d’impatto libera da ammennicoli vari e ricca di sfumature powering che intaccano – all’istante – l’attenzione dell’ascolto.

Ecchimosi Seattleiane (AINC), Same, Soundgarden Cruel,  lontani Silverchair From space, 8, arie notturne, chitarre ben calibrate, sincopate, un insieme secondo l’estetica “altra” che domina il rock indipendente, un disco che ha la prerogativa di sciogliere con tanta disinvoltura il nodo di un’ispirazione da una parte ottimamente schizofrenica e dall’altra ara di poetica distorta molto personale, propria, mai derivativa.

Qui dentro si poga, si riflette, si vive e ci si perde nella buona musica, la stupenda parentesi acustica di Wide heart in cui un mix di sint, basso ed elettronica gestita da Daniele Catalucci (Virginiana Miller) fa salire il battito di cuore a mille, tanto quanto la finale Deep inside, un disco che porta la band lassù, sugli attici del grande underground nostrano per provare a fare il grande – gli compete – jump.

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Max Sannella

Max Sannella

Giornalista che crede che la musica sia la via maestra di tutto per arrivare al tutto.

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