SICK TAMBURO – Paura e L’Amore

di Thanks For Choosing

Il flusso inesauribile dei Sick Tamburo sembra davvero non fermarsi mai, e la band nata dal fortunato incontro tra Elisabetta Imelio e Gian Maria Accusani sulle ceneri dei Prozac + torna, ancora una volta, con un nuovo quinto album di inediti dal titolo “Paura e L’amore“. Loro che sembra che vadano avanti nonostante tutto, che tutto cambia e il Miami a Milano si fa stranamente rap e urban, ma loro procedono spediti e incuranti, come se fosse sempre il 2000, sempre e per sempre. Ed è quasi incoraggiante, questo seguito che i Sick Tamburo continuano ad avere: una comunità di punk itineranti da una festa della birra all’altra che, se solo potessero, tornerebbero di corsa a pubblicare brani su MySpace.

Decisamente più oscuro dell’album precedente. Questo Paura e L’Amore è stato anticipato dal singolo Puoi Ancora, questo album affronta il rapporto ossimorico che c’è tra paura e amore, un po’ come quando (come accade nel video del singolo), stai per farti male, ma molto male, buttato nel pogo durante un concerto del tuo gruppo preferito. Come quando hai circa quindici anni, e ti innamori di Gian Maria Accusani e del suo passamontagna. Quest’album parla di quell’amore viscerale e intenso, che ti stringe e conquista ogni momento, che ti fa impazzire e perdere il controllo, quell’amore che fa male e che allo stesso tempo è l’unico vero antidoto per la paura. Ne parla, come in una favola, il brano Anche Tim Burton la sceglierà, di come non ci sia nessun amore senza questo dolore intenso e viscerale che non può che terrorizzarci.

Per il resto, gli ingredienti sono sempre gli stessi: un rock puro e classico, dal sapore anni Novanta, una banalità che ci fa sentire nella nostra confort zone. Target: quarantenni che non hanno più nè la voglia nè le orecchie adatte ad andarsi a cercare qualcosa di nuovo, sperimentale. Tanto vale rifugiarsi in qualcosa che sembra già sentito. Si ritrova con facilità quella nostalgia dei Prozac +, mai veramente sciolti definitivamente, che otto anni fa ci avevano fatto avvicinare a questo che sembrava un side project, una malinconia esasperata, una voglia, un’ispirazione continua che fa tirare fuori a questi due un disco dietro l’altro. Ottimo, toccante, spavaldo.

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