BLACK OUT – Black Out

Blackout

Blackout

Immaginate una piovosa giornata in una grigia città di provincia.
Ilfreddo ti taglia la pelle mentre esci di casa, ti impregna le ossa, tiartiglia la schiena, ti stringe le braccia, ti fa tremare. Ma poi, incontri i tuoi amici, prendete le vostre biciclette, quelle che usate da anni e non vi abbandonano mai e, tra le quattro mura di una sala prove, grazie alla musica, grazie alle parole, grazie all’energia chesi sprigiona, vi ritrovate direttamente nelle assolate spiaggie della California, con i vostri skate, con le birre in mano, dove tutto sembraessere illuminato, dove ogni problema sparisce.
Prendete la demo deiBlack Out, inseritela nel vostro stereo, alzate il volume, ecco, così, alzatelo di più e immaginerete tutto questo.

Questi cinque ragazzi di Parma, ne hanno fatta di strada. Hanno iniziato a suonare per gioco, forse.
Quando erano poco più che bambini. Hanno investito il loro tempo, le loro energie, il loro sudore in quella che poteva essere la loro unica viadi fuga in un ambiente cittadino tedioso e privo di particolari possibilità di svago. E si sono bruciati le dita su quelle corde, hanno raccolto da terra le bacchette cadute, ancora una volta, una volta ancora, fino a non sbagliare più, fino ad aver trasformato quel “gioco” in qualcosa di unico, fino ad aver reso il loro passatempo uno dei migliori gruppi punk rock della scena esordiente italiana.
La demo contiene quattro pezzi: Downhill Scintilla Team, Kill Me good, Case of Beer e Like a Bomb.

Fortemente influenzati dalla scena skate punk(soprattutto dagli US BomBs di Duane Peters, come denota la presenza della track “Kill Me Good”), da essa riprendono il carattere particolarmente energetico, i tempi più veloci, le chitarre distorte e il senso dell’humor nei testi.
Ogni traccia trasuda tutto l’impegno, la fatica, la determinazione, la passione che questi ragazzi possiedono, in ogni accordo, in ogni colpo dicharleston, in ogni urlo, possiamo sentire un brivido, una vibrazione che ci attanaglia la pelle, perchè diventa sempre più difficile trovaregruppi con una così ostinata volontà di emergere.
Di particolare rilievo è la figura del cantante, Pagliach, un’anacronistica icona punkrock sputata fuori direttamente dalla scena più grezza e potente,dotato di grandi capacità tecniche e presenza scenica.

Il mixaggio risulta essere ben fatto, ogni suono è ben amalgamato con gli altri, senza sovrapposizioni.
Insomma, per essere la prima prova in studio, direi che l’hanno passata egregiamente.
E credetemi, questi ragazzi ne faranno di strada.
Quindi non vi resta che prendere tra le mani la loro demo e tenere d’occhio il loro myspace (www.myspace.com/blackoutskatepunk), magari sorseggiando una birra… FoLLow Me, CaSe Of Beer!!

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