PUEBLO PEOPLE – Sentiero di Guerra

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In mezzo a tante uscite che lasciano il tempo che trovano, questa dei Pueblo People ci ha colpito e ci ha affondato. Il trio, creato da elementi che militano nelle Agatha e nei Vultutum, ci propina una riedizione degli anni’10 del Paisley Underground, pieno di tutta la psichedelia e del’alt-country che si sono evoluti negli ultimi 30 anni (Uncle Tupelo, ma anche Wilco).

Le chitarre, splendidamente in dilatazione e con la base ritmica che sostiene cavalcate non troppo veloci, rievocano quelle più accattivanti del cavallo pazzo di Neil Young. I brani sono morbidi e spigolosi, anche se alla fine dell’ascolto si ha la sensazione di aver fatto uno splendido viaggio dentro le proprie malinconie, dato che l’emotività che esprime il trio mette l’ascoltatore di fronte all’esigenza di mettersi in contatto con i propri rimpianti. State tranquilli non è un Ep triste, è molto emotivo, sono tre brani che  scavano nell’anima di chi ascolta, non lasciando indifferenti. È arte!

Il secondo brano addirittura, “Eastbound sun”, se parte con chitarre inacidite dalle influenze di 13th Floor Elevators e Replacements prosegue con un’aggressività degna dello Springsteen degli anni ’70, mentre in “Warpth” il trio è abilissimo nel trasmettere il terrore della guerra, con una chitarra che funge da mitragliatrice. Aspettiamo con ansia un full lenght.

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Vittorio Lannutti

Vittorio Lannutti

Vittorio Lannutti, ricercatore/sociologo delle migrazioni, counsellor, con una grave, cronica ed irreversibile dipendenza da rock.

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